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Chiesa Marco · Ständerat · 2020-06-04

Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2020-06-04

Wortprotokoll

Cosa propongo con questa mozione? Molto concretamente la messa in atto di un piano di rilancio e sostegno economico indiretto per i settori particolarmente colpiti dall'emergenza coronavirus, penso in particolare al settore alberghiero e alla ristorazione.

Come è possibile raggiungere questo obiettivo senza incorrere in abusi e complicazioni burocratiche? Anche a questa domanda rispondo andando dritto al punto: si tratta di concepire una manovra mirata e temporanea basandosi su una riduzione o un'esenzione dell'imposta sul valore aggiunto, della nostra IVA.

Il piano d'azione proposto fa già oggi parte della nostra maniera svizzera di ragionare. Non si tratta dunque di un atto parlamentare pionieristico o irrealistico. L'IVA odierna ordinariamente è fissata al 7,7 per cento, ma per ragioni sociali, congiunturali o per altri motivi può essere ridotta o addirittura non applicata del tutto. Per questo conosciamo diverse aliquote di imposta sulle differenti prestazioni del nostro paese.

La diffusione del coronavirus sta mettendo a dura prova la nostra economia - non devo certo convincervi di quanto sto dicendo, vista la drammatica conseguenza della crisi sanitaria. Di ieri ho notizia che il settore alberghiero e della ristorazione complessivamente ha segnato un calo massiccio pari al 23,4 per cento. Secondo alcune indicazioni della branche circa 50[NB]000 impieghi, su un complessivo di 246[NB]000, sono a rischio. La cosa non può sorprendere visto che questo ramo economico ha dovuto fare i conti già fin dall'inizio di marzo con il Covid-19 e le sue conseguenze economiche.

Il Consiglio federale, d'altro canto, ci ha già avvisato che la disoccupazione prenderà presto l'ascensore. Una volta terminata la possibilità di fare capo agli armonizzatori, come il lavoro ridotto e i prestiti Covid-19, il mercato di lavoro rischia di trasformarsi in una bomba a orologeria. Allora, ai miei occhi non fare nulla o farci bastare quello che abbiamo fatto finora non è un'opzione politica.

Il meglio è sempre nemico del bene - questa è la mia personale sintesi del parere del Consiglio federale riguardo a questa mozione. C'è sempre qualcosa che si potrebbe fare meglio o qualcosa che potrebbe essere concepito in maniera differente, quando si vuole percorrere una via alternativa. Ma non posso credere, e sono certo che neanche voi lo credete, che la stabilizzazione economica possa avere luogo con le misure quali la rinuncia temporanea agli interessi di mora in caso di pagamento tardivo di imposte, decise tramite l'ordinanza del 20 marzo, come viene citato, appunto, nel testo del Consiglio federale. [PAGE 374]

Lo spirito di questo atto parlamentare è quello di permettere a chi è stato particolarmente colpito dal lockdown di riprendere immediatamente fiato. Penso che sia proprio da questo concetto che bisogna ripartire per rimetterci in piedi. Se immaginiamo una diminuzione del tasso dell'IVA nella ristorazione dal 7,7 al 3,7 per cento o una esenzione dall'IVA nel settore alberghiero nell'ambito dei pernottamenti, penso che lo Stato fornirebbe un'enorme bombola di ossigeno alla nostra economia interna. Sarebbe anche nel nostro interesse personale, perché come cittadini abbiamo tutti il desiderio che le fideiussioni erogate possano essere rimborsate e che il nostro sistema di sicurezza sociale non cortocircuiti.

Abbiamo sottolineato più volte in sala quanto questa situazione sia straordinaria e stiamo prendendo atto che lo stato di depressione economica nel nostro paese perdurerà e ci occuperà anche in futuro. Agire su questa leva fiscale è dunque certamente ragionevole ed opportuno. In funzione del comportamento dell'imprenditore, a cui compete la decisione di rendere più attrattivi i suoi prezzi o di trattenere il surplus di reddito, il beneficio delle nostre scelte politiche ricadrebbe sul consumatore finale o sulla redditività imprenditoriale ed anche sullo Stato. Non temo di parlare di redditività in questa sala, perché noi sappiamo benissimo quanto il guadagno in questi settori - tra rigide prescrizioni, rigorose limitazioni e piccoli e grandi investimenti per ritornare al lavoro - sia drammaticamente diminuito, se non addirittura azzerato. E il rischio fallimento evidentemente è dietro l'angolo.

La mozione che stiamo trattando ha il pregio di lasciare aperto il campo alle valutazioni del nostro esecutivo. Ma vi metto in guardia: più temporeggeremo, più assisteremo, come dicevo prima, a un'ondata di fallimenti e di povertà.

In sintesi, questo atto parlamentare si basa su un concetto semplice, su un'applicazione che ci mette al riparo di abusi e ha un effetto di cui può beneficiare il consumatore o l'imprenditore ma con un vincente sicuro: la Svizzera! A mio avviso vale la pena impegnarsi in questa via e vi chiedo dunque di dare luce verde a questo progetto di rilancio e sostegno.