Lexipedia

Storni Bruno · Nationalrat · 2020-06-17

Storni Bruno · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2020-06-17

Wortprotokoll

All'iniziativa popolare "Sì al divieto di dissimulare il proprio viso" il Consiglio federale ha risposto con un suo controprogetto indiretto, approvato dal Nazionale in dicembre dell'anno scorso. Come allora, anche oggi il PS sostiene questo controprogetto. Esso, contrariamente all'iniziativa, prevede l'obbligo di mostrare il proprio volto solo quando potrebbero sorgere difficoltà varie, per esempio quando è necessaria un'identificazione visiva personale a contatto con le autorità. Il controprogetto lascia ai cantoni l'autonomia di legiferare e permette di affrontare il problema posto dall'iniziativa popolare in maniera più mirata e proporzionata e non limitata ad una religione e a gruppi di persone particolari. Ritengo che con il controprogetto il Consiglio federale permetta di proteggere meglio le donne, argomento alla base dell'iniziativa.

Ricordo che per il PS l'uguaglianza tra i sessi è una delle preoccupazioni più importanti. Un divieto generale di dissimulare il viso, oltretutto mirato ad una sola religione, come chiedono gli autori dell'iniziativa popolare, non fornisce un contributo efficace in tal senso. È preferibile, come detto, un maggiore impegno per migliorare uguaglianza e parità tra i sessi nella società.

L'iniziativa popolare mira ad una singola religione e ai suoi simboli religiosi, ma la situazione non è così come si vuole mostrare, perché si tratta di pochissimi casi. Non ci troviamo quindi di fronte ad un grave problema e tantomeno ad una fonte di conflitti. Il controprogetto considera questa fattispecie.

Sarà una percezione personale, ma se confronto il mio cantone - dove un'iniziativa popolare analoga è stata approvata e di fatto vige il divieto di dissimulare il viso - con il resto della Svizzera, ad esempio con la situazione qui a Berna, non vedo grandi differenze. La presenza o meglio l'assenza di donne che coprono il viso è simile. Si tratta quindi di un non problema, ma l'adozione dell'iniziativa potrebbe accendere incomprensioni con una parte della comunità musulmana e accentuare l'emarginazione - questa non è politica di integrazione.