Marchesi Piero · Nationalrat · 2020-09-10
Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2020-09-10
Wortprotokoll
Nella sua seduta del 28 maggio 2020, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha esaminato l'iniziativa parlamentare in oggetto, presentata dalla consigliera nazionale Arslan.
L'initiative a pour objectif l'introduction du droit actif de vote et d'élection pour toutes les personnes de nationalité suisse dès l'âge de 16 ans. L'auteure de l'initiative rappelle l'engagement croissant des jeunes dans notre société avant même d'avoir atteint l'âge de la majorité. Compte tenu de l'allongement de l'espérance de vie et du fait que de nombreuses questions abordées par la politique ont un impact sur la vie présente et future des jeunes générations, l'auteure de l'initiative estime que le fait de reconnaître le droit actif de vote et d'élection aux jeunes de 16 ans, en faisant passer l'âge minimal de 18 à 16 ans, est le meilleur moyen de les impliquer activement dans notre société.
Non è la prima volta che la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale si occupa dell'introduzione del diritto di voto e d'elezione per i sedicenni. L'ultima volta è stato nell'ambito dell'esame dell'iniziativa parlamentare Mazzone 17.429. Il 12 settembre 2017 quest'iniziativa parlamentare venne bocciata dal Consiglio nazionale con 118 voti contro 64 e 5 astensioni.
La commissione ha approfondito puntualmente il tema e ha analizzato le reali necessità di una così importante modifica legislativa. Attualmente in diversi cantoni sono in corso discussioni su questo tema. La maggioranza della commissione è del parere che sia buona cosa attendere gli sviluppi nei vari cantoni, perché non è opportuno che una parte dei cittadini abbia soltanto il diritto di voto attivo, poiché ciò creerebbe degli elettori di seconda categoria. Deve invece poter votare chi ha raggiunto la maggiore età civile ed è quindi egli stesso eleggibile. Infatti, si ritiene che questi cittadini godrebbero del diritto di voto ma non sarebbero assoggettati alle decisioni prese dalla collettività. Ad esempio, potrebbero contribuire ad istituire un obbligo per la popolazione che loro stessi non dovrebbero assolvere in quanto minorenni.
Bisogna poi ricordare che per i giovani che non hanno ancora diritto di voto vi siano molte possibilità per prendere parte in modo attivo alla vita civile e alla vita pubblica, seppur non con gli stessi diritti dei maggiorenni. Ci sono per esempio i parlamenti dei giovani cantonali, le sezioni giovani dei partiti e altre occasioni dove poter formare la propria idea e convinzione sui temi principali.
La maggioranza della commissione ritene che una modifica in questo senso non sia necessaria in quanto le condizioni quadro siano adeguate. Una minoranza invece ritene che concedere questi diritti ai giovani che hanno terminato la scuola dell'obbligo sia una buona soluzione per un maggior coinvolgimento nella società.
La commissione, con 12 voti contro 12 e 1 astensione e il voto decisivo del presidente, raccomanda di non dar seguito all'iniziativa parlamentare. Una minoranza invece propone di darvi seguito.