Romano Marco · Nationalrat · 2021-06-02
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2021-06-02
Wortprotokoll
Il sistema politico svizzero presenta caratteristiche che lo rendono unico a livello internazionale. Quindi ogni comparazione con i paesi attorno a noi e del Consiglio d'Europa è totalmente fuori luogo. Cito tre caratteristiche che sono direttamente toccate dalla tematica sollevata dagli autori dell'iniziativa.
1.[NB]Pratichiamo un sistema di milizia, dove la maggioranza delle elette e degli eletti non dovrebbe vivere di sola politica. Siamo quindi cittadini-lavoratori e cittadine-lavoratrici che fanno politica. Il mandato è temporaneo e accanto all'impegno politico abbiamo - o dovremmo avere, se penso alla tendenza per taluni - delle attività che generano un reddito parallelo e soprattutto garanzia a lungo termine. È quindi insito nel sistema che abbiamo relazioni di interesse, molto diverse tra loro, a dipendenza delle scelte personali e della situazione personale e professionale del singolo. Ma di fondo si tratta di un plusvalore per il sistema e non di un male. L'alternativa sarebbe un parlamento professionista, la via verso un'élite politica con tutte le conseguenze finanziarie e sociali del caso.
2.[NB]La Svizzera, e questa è la seconda grande differenza e particolarità, non conosce un sistema di finanziamento pubblico diretto dei partiti - ed è bene così. Non provvede a tutto lo Stato. I budget delle campagne e dei partiti, da destra a sinistra, si compongono in maniera rilevante di donazioni e contributi. Chiedere trasparenza è legittimo, ma questo allora deve valere integralmente, tanto per i contributi diretti quanto per quelli, molto rilevanti, indiretti. A fare la differenza non sono infatti i 15[NB]000 o 20[NB]000 franchi donati da un singolo - e di regola, quando parliamo di queste cifre, si parla di casi eccezionali, normalmente parliamo di 50, 100, 200 franchi. A fare la differenza è il sostegno del valore complessivo superiore alle centinaia di migliaia di franchi dato alla politica, quindi alle campagne e ai partiti, da organizzazioni di categoria, associazioni e gruppi di interesse.
Parlo delle decine o meglio centinaia di persone, con relativo stipendio, alcune anche sedute direttamente in Parlamento - e questo non è assolutamente un male! -, che, in tutte le forze politiche, producono contenuti politici, prese di posizione, dibattito pubblico. Cito per esempio i sindacati, le organizzazioni ambientaliste e quelle economiche di categoria. Giustamente hanno grandi budget, finanziati anche grazie ai contributi dei cittadini o membri di queste associazioni, che quindi indirettamente finanziano la politica e diventano attori centrali del sistema. Se vogliamo trasparenza, allora dobbiamo computare anche questi contributi al sistema.
3.[NB]La terza grande differenza che non viene considerata da questa iniziativa sono i circondari elettorali - nel nostro caso i cantoni, siamo eletti nei cantoni - che sono molto differenti tra loro. Fare una campagna nel canton Zurigo, con 1,5 milioni di abitanti, è decisamente diverso dal muoversi nel canton Uri con i suoi 36[NB]000 abitanti.
Considerato questo, l'iniziativa fa quindi di ogni erba un fascio e non considera a fondo le caratteristiche del nostro sistema politico. Ad essere rilevanti non sono le donazioni dei singoli cittadini o delle singole aziende, ma il contributo indiretto - che non giudico assolutamente in termini negativi - dato da gruppi di interesse, dalle associazioni e dalle organizzazioni al dibattito politico generale. Pensiamo alle recenti campagne di voto come il congedo di paternità o la legge sulla caccia ed a quante organizzazioni ed associazioni hanno fornito elementi concreti di campagna mettendo a disposizione i propri budget e il proprio personale per battersi pro o contro queste modifiche legislative.
Respingo quindi l'iniziativa perché porta a un cambio di paradigma totale del nostro sistema istituzionale e politico, aprendo la porta al finanziamento pubblico dei partiti e portandoci verso una professionalizzazione totale del Parlamento nazionale. Mi rallegro del chiaro segnale datoci dagli autori dell'iniziativa, soddisfatti del controprogetto e quindi pronti a ritirare l'iniziativa. Sostengo il controprogetto che fa [PAGE 961] trasparenza, considerando l'integralità dei finanziamenti, diretti e indiretti. Nella pratica sarà comunque difficile da concretizzare, ma pone un'asticella ragionevole al limite dei contributi sopra i quali occorre rendere pubblico il nome del donatore e considera meglio le caratteristiche del nostro sistema politico.
In conclusione, vi invito a raccomandare al popolo di respingere l'iniziativa e ad approvare, nei prossimi giorni, il controprogetto, assolutamente nella forma approvata questa mattina dal Consiglio nazionale.