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Romano Marco · Nationalrat · 2021-12-15

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2021-12-15

Wortprotokoll

Eccoci confrontati con una nuova iniziativa popolare estrema e dannosa. Si esige che in Svizzera valgano standard che nessun altro paese applica in maniera integrale. Si crea un problema laddove non esiste e si chiede di regolarlo direttamente nella Costituzione. Giusto voler essere i primi della classe, è tipicamente svizzero, per quanto non lo siamo già, ma per farlo occorre rispettare il settore, per il quale si impongono regole tanto rigide e penalizzanti.

Questa iniziativa rappresenta una vera e propria offesa al mondo agricolo elvetico, a chi vi lavora, a chi vi investe, a chi da generazioni detiene delle imprese. La lettura del testo potrebbe portare a dire, ebbene, perché no? Siamo tutti per il rispetto del mondo animale.

Ma in Svizzera abbiamo un reale problema? No! - E gli approfondimenti svolti dalla commissione l'hanno dimostrato. Piuttosto è nuovamente una forzatura fondata su un approccio ideologico. Basta andare in visita a qualunque agricoltore per capire il motivo dell'insostenibilità di quanto proposto. In Svizzera non esiste l'allevamento intensivo, non esiste un allevamento definibile di carattere industriale. L'agricoltura svizzera è caratterizzata da un livello di benessere animale estremamente elevato. Da anni la legislazione in materia è molto chiara e restrittiva e sono numerosi i progetti volti a migliorare, con soluzioni innovative, la tutela del benessere animale. I controlli sono molto severi, svolti dai cantoni, e per i casi sospetti si arriva pure a controlli annuali.

Questa realtà rende ancora meno giustificata l'iniziativa popolare: non ci troviamo di fronte ad una situazione di scandali generalizzati e di non controllo da parte delle istituzioni.

Sia l'iniziativa sia il controprogetto ci renderanno maggiormente dipendenti dall'estero, questo è importante che lo capiscano le cittadine e i cittadini. Vogliamo aumentare le importazioni a detrimento della produzione locale? Si stima per esempio un meno 80 per cento nel settore del pollame. Io questo non lo voglio, io voglio consumare cibo svizzero, prodotti svizzeri, e questo lo vuole anche la maggioranza delle cittadine e dei cittadini, che ha fiducia nel settore agricolo svizzero e ne ha meno nel settore agricolo dei paesi circostanti.

A causa delle maggiori esigenze di spazio, del numero fortemente limitato di animali per allevamento, dei requisiti aggiuntivi per la cura degli animali - sono tutti elementi imposti dall'iniziativa - i costi di produzione crescerebbero in maniera massiccia. Più severità - laddove oggi realmente non c'è nessun problema - significa costi maggiori per i consumatori.

Infine, gli autori dell'iniziativa hanno guardato la Svizzera nella sua complessità territoriale e geografica? Anche qui no, anche qui se ne sono dimenticati. Limitare il numero degli animali per fattoria porterebbe ad un enorme aumento del numero di edifici per l'allevamento. Per mettere in atto l'iniziativa e al contempo produrre la stessa quantità di uova di oggi bisognerebbe per esempio costruire 1600 nuovi pollai. E dove li vogliamo mettere, chi li finanzierebbe? Parliamo di strutture fuori zona, in zone dove oggi è già meglio non costruire, e i conflitti giuridici e territoriali sono serviti.

L'agricoltura domestica è caratterizzata da un livello molto alto di benessere degli animali. Non abbiamo un problema in questo settore, men che meno vi è la necessità di imporre regole ancora più severe tramite una modifica costituzionale. L'iniziativa e il controprogetto sono inutili e avrebbero numerosi effetti indesiderati. Per questo vi invito a votare di no a questa iniziativa e a questo controprogetto.

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