Gysin Greta · Nationalrat · 2022-09-12
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2022-09-12
Wortprotokoll
Sono sicura che tra di voi c'è chi, nei festeggiamenti per il 1° agosto, ha parlato nella propria allocuzione del valore del plurilinguismo e dell'importanza del riconoscimento delle minoranze, anche linguistiche, del nostro paese. Non è un caso: la diversità culturale e linguistica fa parte delle nostre radici, della nostra identità. E il rispetto del plurilinguismo è una componente importante, oserei dire essenziale, della nostra coesione nazionale. Anche a livello internazionale siamo ammirati per come diverse culture e lingue convivano in maniera pacifica e con successo.
L'importanza del nostro plurilinguismo è talmente grande che ci siamo pure dotati di una legge specifica, la legge sulle lingue. All'articolo 20 sono regolati i principi del plurilinguismo nel servizio pubblico. Vi si legge: "La Confederazione provvede a un'equa rappresentanza delle comunità linguistiche nelle autorità federali." All'articolo 7 dell'ordinanza sono fissate le fasce percentuali per lingua da perseguire nell'amministrazione federale.
Nell'amministrazione federale queste percentuali non vengono raggiunte ovunque. Anzi: più si sale di livello, più le lingue minoritarie sono sottorappresentate rispetto agli obiettivi che ci si è fissati. Lo illustra in maniera chiara il rapporto sul plurilinguismo. Purtroppo la situazione non è migliore nelle aziende di proprietà dello Stato come FFS, Posta o Swisscom. Le minoranze vi sono sottorappresentate soprattutto ai piani alti.
Ora, se è vero come è vero, e come lo ribadisce il Consiglio federale nel suo parere, che la legge sulle lingue è applicabile solo alle unità amministrative, è ancora più vero che nelle aziende parastatali di proprietà, per intero o per maggioranza, della Confederazione, un'equa rappresentanza di tutte le lingue nazionali a tutti i livelli operativi è molto importante.
La difesa e la promozione del plurilinguismo e di un'equa rappresentanza di tutte le lingue e di tutte le regioni geografiche è infatti essenziale negli organi strategici delle imprese che garantiscono il servizio pubblico. Le decisioni che vengono prese in questi organi devono tenere conto di tutte le sensibilità e realtà nazionali. In questo senso la sensibilità linguistica non dovrebbe essere vista come un impedimento, ma molto più come un'opportunità e un potenziale di sviluppo.
L'attuale situazione in seno agli organi direttivi e ai quadri superiori della Posta, delle FFS e di Swisscom è insoddisfacente in quanto il francese, l'italiano e il romancio sono sottorappresentati. Ed essendo sottorappresentate le lingue latine, sono sottorappresentati anche gli interessi della Romandia, del Ticino e dei Grigioni italiani.
Vi chiedo di accettare il mio postulato perché si analizzi la situazione e - dati alla mano - la Confederazione prenda le dovute misure nel suo ruolo di proprietaria delle aziende citate per correggere questa situazione discriminatoria nei confronti delle minoranze nazionali.
Chi crede nella pluralità linguistica svizzera, chi ha a cuore la difesa delle minoranze e chi è convinto che le aziende di proprietà dello Stato debbano anch'esse difenderne i valori e i principi portanti, oggi non può che sostenere il mio postulato.