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Gysin Greta · Nationalrat · 2022-09-21

Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2022-09-21

Wortprotokoll

La commissione vi propone alcune modifiche rispetto al disegno di legge approvato dal Consiglio degli Stati, che mirano ad ampliare il campo d'applicazione della legge, nonché ad evitare inutili e burocratiche complicazioni.

Nel dettaglio, all'articolo 2 l'applicazione della legge viene estesa alle unità amministrative decentralizzate e soprattutto viene resa obbligatoria sempre che altre leggi federali non prevedano altrimenti; in questi casi, l'applicazione della legge non è quindi più facoltativa, come lo era ancora nel disegno di legge originario, come era uscito dal Consiglio degli Stati.

Al capoverso 2bis si estende l'applicazione a chiunque svolga compiti amministrativi in esecuzione del diritto federale. Toccate sarebbero anche le amministrazioni cantonali per quegli ambiti in cui eseguono mandati federali.

La commissione ha sostenuto la modifica del capoverso 2bis con un voto chiaro, 15 voti contro 6 e 1 astensione. Sottolineo che i cantoni sarebbero toccati solo nella misura e in quegli ambiti in cui sono incaricati dell'esecuzione del diritto federale, non ovviamente nel loro complesso. La norma non è quindi anticostituzionale, perché non tocca l'autonomia dei cantoni negli ambiti di loro competenza. Dove però è la Confederazione a pagare i servizi dei cantoni, è giusto che possa anche fissare la modalità e gli strumenti di lavoro. Ricordo, come lo ha già fatto il collega Silberschmidt, che il capoverso 2bis era già contenuto anche nell'avamprogetto mandato in consultazione dal Consiglio federale, tale e quale. La norma non era anticostituzionale allora e non lo è adesso, ma semplicemente sfrutta il margine di manovra che oggi la Costituzione ci offre.

L'estensione dell'ambito di competenza è però nell'interesse della qualità del servizio, come pure di un utilizzo parsimonioso delle risorse finanziarie della Confederazione. Se poi non è stato ripreso nel progetto definitivo del Consiglio federale, ha probabilmente molto più a che fare con la problematica sollevata dal collega Schwander, cioè questa reticenza e questa opposizione da parte dei cantoni.

Con queste motivazioni, a nome di un'ampia maggioranza della commissione, vi chiedo di non accogliere la proposta individuale Buffat, che vuole tornare alla versione governativa.

L'articolo 3 è modificato perché sia chiaro che i mezzi elettronici vengono usati ovunque è possibile e opportuno, secondo il principio della priorità al digitale.

Il capoverso 4 dello stesso articolo sancisce che le prestazioni devono essere accessibili a tutta la popolazione. Una maggioranza commissionale, con 13 voti contro 10, vi propone di aderire all'aggiunta del Consiglio degli Stati, che specifica che le autorità debbano "tener conto delle esigenze dei vari gruppi di popolazione". Una minoranza commissionale vi propone per contro di rimanere alla formulazione del Consiglio federale, ritenuta più chiara e precisa nonché sufficiente a garantire i bisogni di tutta la popolazione.

All'articolo 4 capoverso 4, la maggioranza della commissione, con 13 voti contro 8, vuole adottare la formulazione del Consiglio federale, in quanto garantisce delle strutture e dei processi più snelli ed efficienti. L'obbligo di consultare i cantoni in ogni convenzione non appare né utile né necessario. Una minoranza commissionale vuole invece sposare la versione della Camera alta, che prevede un maggiore coinvolgimento dei cantoni.

All'articolo 9 viene regolato l'open source. La maggioranza commissionale, con 12 voti contro 11, vi invita ad adottare la versione del disegno di legge. Il consigliere federale in commissione ha ricordato come non tutti i software della Confederazione utilizzino codici open source e quindi l'obbligo di pubblicare i codici potrebbe porre delle difficoltà. Una minoranza Gysin Greta, presentata dalla collega Klopfenstein Broggini, vuole invece estendere la pubblicazione dei codici di programma del software, che sono stati finanziati con soldi pubblici, in nome di un utilizzo delle risorse pubbliche efficiente e nell'interesse di tutta la società.

L'articolo 12 regola gli standard. La commissione unanime, e con il sostegno del Consiglio federale, ritiene che anche al momento dell'acquisizione dei software gli standard debbano venir rispettati. Si tratta in particolare di evitare che l'amministrazione lavori con software che non garantiscano l'interoperabilità.

All'articolo 14, la commissione rifiuta l'adattamento del Consiglio degli Stati, e si pronuncia a favore della versione governativa. L'obiettivo deve essere quello di semplificare e uniformare le procedure, il che è ovviamente più facile se la competenza della pubblicazione dei metadati è in mano ad un'unica unità amministrativa e non a ottanta unità.

In conclusione, la Commissione delle istituzioni politiche vi raccomanda, con 16 voti favorevoli, nessun contrario e 6 astensioni, di approvare il disegno di legge. [PAGE 1599]