Romano Marco · Nationalrat · 2022-09-22
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2022-09-22
Wortprotokoll
Questa modifica della legge federale sugli stranieri e l'integrazione prevede la possibilità di sostenere finanziariamente i cantoni, che in situazioni [PAGE 1651] straordinarie gestiscono alloggi temporanei per stranieri da allontanare senza formalità particolari.
Si attua finalmente la mozione Abate 17.3857, "Aiuto finanziario ai cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera", sostenuta da tutta la deputazione ticinese alle Camere e dal Consiglio di Stato ticinese.
Correva l'estate 2016, dall'Italia il flusso migratorio era molto intenso, parliamo di alcune centinaia di persone ogni giorno che giungevano alla stazione di Chiasso, per lo più non interessate o impossibilitate a depositare una domanda di asilo nel nostro paese. Volevano solo transitare in direzione della Germania o della Francia. Si venne così a creare una situazione straordinaria che impose misure straordinarie soprattutto perché perdurò per parecchi mesi.
La reazione del cantone Ticino e del corpo delle guardie di confine è stata esemplare. In poco tempo si è messo in piedi un dispositivo che ha lavorato con grande professionalità ed efficacia per tanti mesi. L'ottima collaborazione con l'Italia e l'accordo di riammissione semplificata in essere, già esistente a quel tempo, tra i due paesi permetteva di rimettere all'Italia un buon numero di migranti ogni giorno.
L'elevato numero di migranti e i ridotti orari di lavoro dei dipendenti delle autorità italiane presso la stazione di Chiasso hanno generato la necessità di disporre di un alloggio funzionale per i migranti in attesa di essere riconsegnati all'Italia.
A questo punto il canton Ticino, in collaborazione con la SEM e le guardie di confine, ha messo in piedi il già evocato centro di Rancate in territorio istituzionale della città di Mendrisio. Un capannone industriale trasformato in pochi giorni in un dormitorio collettivo dignitoso e utile, con spazi separati per le poche famiglie che arrivavano in quei mesi a Chiasso - si trattava soprattutto di una migrazione contraddistinta da giovani uomini. Questa struttura ha permesso di evitare che persone dormissero nelle stazioni o, peggio ancora, per strada, come avveniva a pochi chilometri di distanza, a Como, proprio in quelle settimane dell'estate 2016. In Ticino si è dato un tetto ai migranti, a Como si dormiva in strada o direttamente in stazione.
La Confederazione non disponeva di una base legale esplicita, utile a contribuire finanziariamente alla realizzazione di una struttura come quella messa in piedi dal canton Ticino e alla gestione delle persone alloggiate. Con questa modifica legislativa si crea finalmente la base per poter reagire, in futuro, a eventuali necessità simili e per creare una buona dinamica tra Confederazione e cantoni coinvolti, soprattutto cantoni di frontiera. Oggi la pressione è piuttosto concentrata sulla Svizzera orientale, penso al canton San Gallo e altri cantoni limitrofi. Il gruppo del Centro esorta il Consiglio federale a trovare con l'Austria una soluzione simile a quella esistente con l'Italia per arrivare ad una collaborazione dinamica e rispettosa del sistema dell'asilo svizzero.
L'unico punto controverso in questo decreto è prettamente ideologico e teorico. Le due minoranze sollevano la questione della gestione dei minorenni. L'esperienza pratica del centro di Rancate, purtroppo sconosciuta ai più, ha mostrato chiaramente come una tale struttura possa essere realizzata tenendo conto delle esigenze anche di famiglie e giovanissimi. Come detto, ne giungevano pochi in l'estate ma per quelli che sono arrivati a Chiasso, si è trovata una soluzione, non hanno dovuto dormire all'addiaccio. Le alternative sono puramente teoriche, così come le due proposte di minoranza su cui voteremo.
Non si tratta di un fermo, nemmeno di un fermo di polizia, di un fermo amministrativo, ma della messa a disposizione di un tetto e di una cena in attesa della riammissione del migrante di turno nel paese limitrofo. Soprattutto per fanciulli e adolescenti questo assume ancora più importanza per evitare che dormano direttamente in stazione o che finiscano nelle mani di passatori o cadano nella clandestinità. Rancate non era un centro di detenzione, ma di protezione e di partenza.
Concludo ribadendo che il gruppo del Centro sostiene questa modifica legislativa: i cantoni coinvolti vanno aiutati finanziariamente e operativamente. Attualmente la pressione dai Balcani e da sud torna ad essere elevata. È perciò essenziale che la Svizzera coltivi l'Accordo di riammissione rapida con l'Italia e ne sviluppi uno analogo anche con l'Austria, se del caso dovesse essere necessario rimettere in piedi una struttura come quella allestita nell'estate 2016 in Ticino.