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Farinelli Alex · Nationalrat · 2023-03-15

Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2023-03-15

Wortprotokoll

L'iniziativa che discutiamo, presentata dal gruppo parlamentare dell'UDC, chiede di modificare il meccanismo del freno all'indebitamento in modo che la crescita delle spese non superi la crescita economica nell'arco di un ciclo congiunturale.

La vostra Commissione delle finanze vi invita a non darle seguito con 17 voti contro 7.

Fondamentalmente, dall'introduzione del freno all'indebitamento la spesa ordinaria della Confederazione è cresciuta più o meno allo stesso ritmo dell'economia. I dati mostrano che nel 2003 il rapporto spesa-PIL era del 10,12 per cento mentre ora, nel 2023, è del 10 per cento. Questo rapporto [PAGE 545] è rimasto quindi costante nel tempo. In effetti il meccanismo del freno garantisce che le spese si sviluppano in linea con il potenziale economico, cioè con le entrate, salvo tre situazioni in cui è permesso una crescita maggiore, di cui due temporanee e una invece in maniera definitiva. Ecco i due esempi che autorizzano una crescita temporaneamente maggiore alla crescita economica: sono, per primo, l'utilizzo del fattore congiunturale, che però va compensato nell'arco del ciclo; la seconda possibilità è quella che abbiamo visto durante la pandemia: in questo caso si possono autorizzare spese straordinarie, che però devono essere in qualche modo recuperate nei sei anni successivi. Per la pandemia, trattandosi di una spesa effettivamente straordinaria nel vero senso della parola, si è deciso di prolungare questo termine di ripagamento.

Il terzo caso riguarda invece la crescita permanente della spesa. Attualmente il freno all'indebitamento consente una crescita della spesa in maniera definitiva, se però compensata da aumenti di imposte. È stato il caso con l'ultima revisione dell'AVS, approvata per altro in votazione popolare, che prevedeva un aumento dell'imposta sul valore aggiunto dell'1 per cento.

Con questa iniziativa, dal nostro punto di vista, non sarebbero più possibili questi aumenti compensatori. Questo causerebbe un problema in quanto si toglierebbe uno strumento al Parlamento, e indirettamente anche alla popolazione, di decidere come andare a finanziare delle spese che eventualmente vengono ritenute necessarie. Negli ultimi vent'anni abbiamo visto che il nostro freno all'indebitamento funziona, e funziona bene. Prima della pandemia, per vent'anni abbiamo ridotto l'indebitamento dello Stato, e durante la crisi pandemica abbiamo dimostrato di avere a disposizione le risorse per rispondere a delle esigenze straordinarie. Il nostro freno ha dato dimostrazione di essere uno strumento che funziona nel medio termine, funziona in regime ordinario e funziona in regime straordinario, lasciando comunque la flessibilità a questo Parlamento di poter reagire a situazioni che vengono a mutarsi.

In questo senso la vostra Commissione delle finanze vi invita a non dare seguito all'iniziativa.