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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2023-05-02

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-05-02

Wortprotokoll

Il tema dell'ubicazione delle riserve auree della Banca nazionale svizzera non è più oggetto di discussione politica da quasi nove anni, cioè da quando l'iniziativa popolare "Salviamo il nostro oro!" venne respinta alle urne nel novembre del 2014. L'iniziativa chiedeva che la totalità dell'oro della BNS fosse rimpatriata.

Nel 2019 il quotidiano economico italiano "Sole 24 ore" scriveva: "Nell'attuale situazione di profonda incertezza, l'oro sovrano è tornato ad occupare un ruolo chiave per Stati e mercati, sia come riserva di valore in caso di crisi valutaria o sistemica, sia come garanzia collaterale per gli investimenti speculativi o per il bilanciamento dei rischi di portafoglio." Questo veniva scritto tre anni fa, ovvero in un tempo in cui sia la pandemia che la guerra in Ucraina erano ancora di là da venire.

Se nel 2019 la situazione era di profonda incertezza, immaginiamoci allora come è oggi, senza contare che la progressiva de-dollarizzazione dell'economia mondiale, conseguenza della crescente potenza cinese, rende l'oro un bene rifugio sempre più importante. A livello europeo, negli ultimi anni varie nazioni hanno infatti proceduto a rimpatri massicci di riserve auree, tra queste anche la Germania. Dal 2008 la Banca nazionale svizzera possiede 140 tonnellate d'oro. Si tratta di una delle riserve auree più consistenti al mondo. Alla fine degli anni Novanta le tonnellate d'oro erano dirittura 2590.

Nel 2011, rispondendo sempre ad una mia interpellanza, il Consiglio federale dichiarava che la Banca nazionale svizzera verifica periodicamente la distribuzione geografica delle sue riserve auree e le adegua agli sviluppi attuali. Tuttavia, in linea con altre banche centrali non rende noti gli esatti luoghi di custodia delle riserve. Ai tempi circa la metà dell'oro della BNS si trovava all'estero e l'altra metà in Svizzera. Oggi, dai rapporti di gestione della Banca nazionale sappiamo che circa il 70 per cento delle riserve auree si trova in Svizzera, mentre il 20 per cento presso la Banca dell'Inghilterra e il 10 per cento presso la Banca del Canada.

Nel corso degli anni la Svizzera ha dunque aumentato la quota di riserve auree presenti in patria che in precedenza era del 50 per cento. È aumentato anche la trasparenza riguardo all'ubicazione geografica del proprio oro.

La Gran Bretagna è depositaria di ingenti quantitativi di oro sovrano, appartenenti ad una settantina di nazioni, tra cui anche la Svizzera con il 20 per cento delle sue riserve auree.

Nel 2019, quando la Brexit era stata votata da tre anni, ma non ancora del tutto attuata, Londra rifiutò la richiesta del Venezuela di riconsegnare a Caracas l'oro custodito nei forzieri britannici. In effetti, ai tempi erano una decina gli Stati che per un motivo o un altro non riuscivano a far rientrare il proprio oro da Londra o da New York.

Nei corsi degli anni la BNS si è dunque mossa nella direzione auspicata dai fautori della mozione, rimpatriando circa il 20 per cento delle riserve auree. Quindi la mozione non può essere così fuori luogo. Tuttavia, quel 30 per cento ancora custodito all'estero si presta a venire, per così dire, preso in ostaggio per motivi di politica sia internazionale che economica. Sappiamo tutti a quali pressioni la Svizzera è sottoposta di questi tempi da parte di entità quali Unione europea, USA e NATO, le quali addirittura pretendono che il nostro paese abbandoni la propria neutralità e violi la sua Costituzione e le sue leggi per assecondare le loro richieste.

La richiesta di rimpatrio del rimanente 30 per cento delle riserve auree che oggi ancora sono custodite all'estero rimane a mio giudizio giustificata.

Vi chiedo quindi di approvare questa mozione.