Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2023-05-04
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-05-04
Wortprotokoll
La situazione sul fronte dell'asilo è nota: le domande esplodono. La Statistica federale per il mese di marzo evidenzia una nuova impennata, registrando 1893 domande d'asilo in Svizzera, ovvero 212 in più che a febbraio, il che corrisponde a una crescita del 12,6 per cento. E soprattutto sono addirittura 580 persone in più rispetto al marzo del 2022. E ricordiamo che nel 2022 il numero degli asilanti a sua volta è aumentato di ben il 64,2 per cento rispetto al 2021.
Degni di nota sono anche i principali paesi di provenienza dei richiedenti l'asilo che sono giunti in Svizzera a marzo: Turchia, 371 domande, Afghanistan 368, Eritrea 198, Marocco 166, Algeria 108. A parte dell'Afghanistan spiccano dunque nazioni in cui non è in corso alcuna guerra, anzi, sono delle note destinazioni turistiche; la Turchia è perfino un aspirante Stato membro dell'Unione europea.
L'Italia, lo sappiamo, dallo scorso dicembre non accetta più i rinvii Dublino. Il blocco durerà ancora a lungo, l'abbiamo sentito dire oggi dalla consigliera federale. La conseguenza è che centinaia di clandestini rimangono in Svizzera invece di venire consegnati alla vicina Repubblica. Non risulta che il Consiglio federale stia prendendo delle misure particolari per ottenere il ripristino del rispetto degli accordi di Dublino da parte di Roma.
La situazione sul fronte dell'asilo in Svizzera sta peggiorando. Si è arrivati al punto che cittadini svizzeri o residenti e in genere di condizione economica modesta sono sfrattati dalle proprie abitazioni per far posto ai centri asilanti; pensiamo al famoso caso di Windisch che ha causato molto rumore ma non è l'unico.
È evidente, a mio parere, che bisogna contrastare l'arrivo in Svizzera di migranti economici che non scappano da nessuna guerra. Possiamo realizzare questo obiettivo aumentando la sicurezza alle frontiere da un lato e diminuendo l'attrattività del nostro paese dall'altro.
La presente mozione richiede che anche la Svizzera si orienti al modello su cui da tempo stanno lavorando in particolare la Danimarca, che è uno stato membro dell'Unione europea [PAGE 886] addirittura con un governo di sinistra, e la Gran Bretagna ovvero quel paese che ha realizzato dei centri per richiedenti l'asilo in paesi extra-europei.
I vantaggi di questa soluzione sono noti: innanzitutto si ottiene un effetto dissuasivo. Il portavoce del governo danese a suo tempo lo ha dichiarato pubblicamente, affermando che l'esecutivo di Copenaghen si aspetta che i migranti, sapendo che non alloggeranno in Danimarca bensì sostanzialmente in paesi africani, rinunceranno a presentare una domanda d'asilo in Danimarca. Poi c'è l'evidente risparmio, perché in Africa si possono realizzare strutture conformi agli standard internazionali e anche strutture di standard superiore a costi nettamente inferiori a quelli europei. Poi c'è la riduzione dei flussi migratori ingiustificati di persone che non hanno diritto all'asilo e anche e soprattutto, direi, il recupero dell'essenza stessa del diritto d'asilo il cui scopo è la protezione e non l'immigrazione.
Certamente non è facile passare a questo modello, non è scontato. Ma non ci si può nascondere dietro un immobilismo di facciata mentre dalle dichiarazioni che si sono sentite a proposito da parte del Consiglio federale emerge una contrarietà di principio che evidentemente non posso condividere.
Chiedo quindi di appoggiare questa mozione, affinché anche la Svizzera segua la via tracciata dalla Danimarca e dalla Gran Bretagna, una via alla quale si è interessata anche l'Austria.
Il risultato della situazione odierna, lo sappiamo, è che chi arriva in Svizzera, pur non avendo diritto all'asilo, poi molto spesso finisce per rimanervi definitivamente ed è quasi sempre a carico dello Stato sociale, aggirando le leggi sull'immigrazione. Le ammissioni provvisorie che diventano permanenti sono molte, i rimpatri in proporzione sono pochi. Un cambiamento di sistema a mio giudizio è ampiamente giustificato. Vi invito quindi a sostenere questa mozione.