Romano Marco · Nationalrat · 2023-09-13
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2023-09-13
Wortprotokoll
Con questo messaggio il Consiglio federale propone di modificare la Costituzione all'articolo 159, intitolato "Quorum e maggioranza richiesta", che fa parte del capitolo relativo alle procedure dell'Assemblea federale.
La Commissione delle istituzioni politiche ritiene che quanto proposto nel messaggio sia irrispettoso dei principi istituzionali della nostra democrazia. Vogliamo tutti un freno alla regolamentazione, una diminuzione del corpo legislativo. Ma questo deve essere concreto ed efficace, non simbolico e contrario a principi costituzionali chiave. A detta della maggioranza della commissione non è ammissibile che gli atti emanati dal Parlamento soggiacciano a requisiti diversi in materia di maggioranza sulla base del loro contenuto materiale.
Questo messaggio non gode del sostegno del Consiglio federale, è stato ampiamente respinto in sede di consultazione e il Consiglio degli Stati l'ha già respinto nel mese di giugno scorso con una maggioranza di 24 voti favorevoli e 18 contrari.
La vostra Commissione delle istituzioni politiche, con 14 voti contro 8, lo scorso 17 agosto ha approfondito il tema e deciso di non entrare in materia sul progetto. Il freno alla regolamentazione e la riduzione della burocrazia vanno attuati tramite il progetto di legge sullo sgravio delle imprese, l'oggetto 22.082, che è stato analizzato dalla Commissione dell'economia e dei tributi e che sarà all'ordine del giorno del nostro consiglio il 20 settembre. In quell'oggetto, parlo dell'oggetto 22.082, troviamo delle misure concrete ed efficaci contro la burocrazia e l'eccessiva regolamentazione.
La modifica proposta relativa all'articolo 159 della Costituzione federale prevede che qualora un atto legislativo abbia un particolare impatto sulle imprese debba valere la maggioranza dei membri di ogni Camera, quindi la maggioranza qualificata, analogamente a quanto già conosciamo per il freno alla spesa. Con il progetto sarebbero quindi introdotti due diversi tipi di leggi, a cui si applicherebbero diversi requisiti di maggioranza.
Questo genererebbe oggetti di prima categoria e oggetti di seconda categoria, con la sola discriminante di interessare potenzialmente oltre 10[NB]000 imprese. Si potrebbe fare altrettanto definendo ad esempio un numero di famiglie o una tipologia di impatto ambientale.
Questa modifica costituzionale andrebbe a porre gli interessi delle aziende - ancora un termine astratto, e bisognerebbe poi definire quale tipo di aziende - in un rango superiore. Gli interessi delle imprese verrebbero ponderati maggiormente rispetto ad altri interessi di natura sociale che possono, e devono, essere altrettanto legittimi.
Da un punto di vista istituzionale e democratico, il messaggio è indifendibile. In aggiunta, nessuno è in grado di stimare a priori - né empiricamente né con modelli solidi - il numero di imprese realmente toccate o i costi della regolamentazione. L'asticella delle 10[NB]000 aziende e dei 100 milioni di franchi è puramente simbolica ed aleatoria. Qui si crea incertezza nel diritto e si generano maggiori costi in studi e analisi vari per stimare l'impatto di progetti di legge e riforme - l'esatto contrario di quanto desiderato.
Un cittadino, un voto. Un parlamentare, un voto. La maggioranza vince, ma non si definiscono maggioranze differenti per tutelare gli interessi di una categoria. Questa è la riflessione fatta in sede di commissione. La maggioranza della commissione ricorda che i vari interessi in gioco, non solo quelli delle aziende, trovano sempre spazio nella procedura di consultazione e nel dibattito parlamentare, fino ad un eventuale referendum. Non deve essere il sistema di voto a fungere da freno, ma il processo parlamentare, dove vanno considerati tutti gli interessi e gli elementi in gioco.
In aggiunta, l'amministrazione ha svolto una precisa analisi e il risultato mostra la totale inefficacia e inutilità di questa modifica costituzionale. Questa affermazione si fonda su una valutazione di un totale di 635 voti finali svolti all'Assemblea [PAGE 1555] federale negli ultimi anni: 424 leggi federali e 211 trattati internazionali. Su questi 635 voti, il meccanismo avrebbe bloccato solo tre oggetti, quindi lo 0,5 percento; nello specifico la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, l'attuazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" e l'accordo di doppia imposizione con lo Zambia. Potremmo discutere se le citate leggi e riforme e gli accordi siano nocivi per l'economia, e per quali elementi del nostro tessuto economico, ma di fatto, quanto proposto non ha nessun influsso sulla stragrande maggioranza dei processi legislativi.
Come indicato, la commissione vi invita con 14 voti contro 8 a non entrare in materia.