Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2023-09-19
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-09-19
Wortprotokoll
Il tema di questa mozione aleggia da tempo nell'aria. Nei mesi scorsi il Senato italiano ha discusso e alla fine approvato all'unanimità il nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri, il quale in precedenza era stato approvato dalla Camera. I parlamentari sia della maggioranza che dell'opposizione italiane hanno tentato di inserire un'intesa sul telelavoro dei frontalieri nel nuovo accordo fiscale. Tuttavia, il governo italiano ha allungato i tempi. Un accordo amichevole tra Svizzera ed Italia sul telelavoro è stato in vigore dal giugno 2020 fino al 31 gennaio del 2023. Il telelavoro in realtà è un tema puramente fiscale e[NB]burocratico[NB]perché[NB]di[NB]per[NB]sé[NB]il[NB]frontaliere, anche senza accordo amichevole, può lavorare da casa - ma diventa imponibile in Italia.
Con questa mozione chiedo di non sottoscrivere ulteriori accordi amichevoli con l'Italia e quindi di non promuovere il telelavoro dei frontalieri. Il fatto che accordi di questo tipo esistono con altri paesi come la Francia non è determinante. In Romandia la situazione sotto il profilo del frontalierato non è la medesima che in Ticino. I frontalieri che possono beneficiare dello smart working non sono quelli che lavorano nell'edilizia o negli ospedali, sono per contro quelli del terziario amministrativo, il cui numero continua ad aumentare senza controllo.
Derzeit gibt es im Tessin etwa 80[NB]000 Grenzgängerinnen und Grenzgänger, und das sind nur die offiziell gemeldeten. Das ist fast ein Drittel der dortigen Arbeitnehmenden, der grösste Anteil in der Schweiz, und er wächst ständig. Im Dienstleistungssektor ist die Situation alarmierend, da sich der jährliche Anstieg dort auf 5,6 Prozent beläuft. 52[NB]000 Grenzgängerinnen und Grenzgänger sind in diesem Sektor beschäftigt; vor zwanzig Jahren waren es noch 10[NB]000. Im Baugewerbe und in der Industrie sind die Zahlen weitgehend stabil.
Les frontaliers qui peuvent télétravailler ne sont certainement pas ceux qui travaillent dans le secteur des soins - hôpitaux, maisons de retraite, etc. - ni ceux qui travaillent sur les chantiers ou à l'usine. Ce sont justement ceux qui travaillent dans le secteur tertiaire et dont la présence de plus en plus disproportionnée nuit au marché du travail local. Privilégier davantage encore cette catégorie par le biais du télétravail serait une erreur.
Non è neppure vero che il telelavoro dei frontalieri giova alla fluidità del traffico, poiché l'esperienza concreta indica il contrario, e cioè che sotto questo aspetto non c'è alcun beneficio apprezzabile: infatti, dal 1° febbraio 2023, primo giorno dopo la decadenza dell'accordo amichevole sul telelavoro dei frontalieri, non si è osservato nessun peggioramento significativo della situazione viaria, che comunque è già degradata da molto tempo.
Il telelavoro dei frontalieri rende dunque ancora più attrattivo il mercato del lavoro ticinese per una tipologia di permessi G che sarebbe invece indispensabile ridurre. La richiesta di un accordo sul telelavoro da parte di associazioni sindacali e padronali risponde unicamente ad interessi particolari e non a quello della collettività.
Lo stesso governo italiano non dimostra grande interesse per la codificazione del telelavoro dei frontalieri. Questo probabilmente per la stessa riflessione indicata sopra, ovvero che esso aumenta ulteriormente l'attrattività del Ticino, fomentando gli eccessi di frontalierato, nocivi sia per il Ticino che per le zone di confine italiane. Vanno dunque combattuti, il primo passo è proprio quello di non introdurre nuove disposizioni che vanno a peggiorare ulteriormente una situazione problematica.
In considerazione però delle prospettive dell'esito della votazione che si prospetta oggi su questo tema preferisco ritirare la mozione per non far passare segnali politici sbagliati, attendendo quindi l'evolversi della situazione. In futuro il tema potrà, se del caso, essere nuovamente affrontato. Ma una cosa è chiara: se oggi questa mozione venisse bocciata con un ampio margine sarebbe come dare il via libera al Consiglio federale per sottoscrivere un accordo amichevole di questo tipo sul telelavoro dei frontalieri - cosa che a mio giudizio va assolutamente evitata.