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Chiesa Marco · Ständerat · 2023-09-27

Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-09-27

Wortprotokoll

Dieci anni fa, il paese dibatteva sull'immigrazione di massa. Le previsioni ufficiali della Confederazione, per così dire, erano prudenti. Secondo lo scenario di riferimento, la Svizzera non avrebbe raggiunto i 9 milioni di abitanti prima del 2060. Il nostro paese ha superato la[NB]quota[NB]9[NB]milioni di abitanti alla fine del mese di giugno di quest'anno, del 2023, con ben 37 anni di anticipo sulla tabella di marcia!

Negli ultimi vent'anni in Svizzera sono immigrate 1,5 milioni di persone. Una crescita demografica venti volte più rapida rispetto a quella della Germania. Siamo un piccolo paese che vede accrescere la sua popolazione di 80[NB]000 persone all'anno. Vi ricordo che solo nei primi sei mesi del 2023, già quasi 50[NB]000 persone si sono stabilite in Svizzera - 50[NB]000 persone sono più della città di Bellinzona. Le cifre parlano chiaro. Le conseguenze sono evidenti. Ogni singolo individuo che si stabilisce in Svizzera ha delle necessità personali: un alloggio, energia, mobilità, cure e servizi. In futuro dovremmo sacrificare sempre più territorio per far spazio a queste persone. L'approvvigionamento energetico non sarà garantito e tutto diverrà più costoso. Le infrastrutture viarie, già schiacciate sotto il peso di 40[NB]000 ore di traffico annuali, collasseranno completamente con conseguenze dirette anche sui mezzi di trasporto pubblici. Il sistema sanitario sarà sempre più sotto pressione, con costi sempre maggiori a carico dei cittadini.

L'eccessiva migrazione non ha risolto e non risolve neppure oggi la carenza cronica di manodopera qualificata che molti lamentano. Quattro nuovi arrivati su cinque non sono lavoratori qualificati, titolava la "NZZ am Sonntag", riferendosi a uno studio del Dipartimento dell'economia del canton Zurigo. Secondo quest'analisi poco meno del 20 per cento degli immigrati dal 2007 - la data della piena libera circolazione delle persone - sono impiegati in un settore in cui c'è carenza di lavoratori qualificati. Quindi non sono i medici, non sono gli ingegneri che stanno immigrando nel nostro paese.

Molti politici ripetono come un mantra che l'immigrazione è necessaria per la crescita della Svizzera e che contribuisce alla prosperità del nostro paese. In realtà è vero il contrario. L'immigrazione di massa crea povertà. Anche gli ambienti economici si stanno sempre più rendendo conto che non ha senso inondare il nostro paese con sempre più persone, per lo più non qualificate, e mettere sotto pressione i residenti e i loro salari, in particolare quelli del ceto medio, come ben sappiamo noi in canton Ticino.

La Svizzera subisce un'immigrazione di massa. Arrivano troppe persone e purtroppo quelle con le competenze sbagliate. Abbiamo perso il controllo della situazione, nonostante la volontà del popolo, iscritta nella Costituzione federale. L'immigrazione non è né gestita né limitata. Mi riferisco, come ben sapete, all'articolo 121a della Costituzione, che sia il Consiglio federale come pure la maggioranza del Parlamento vorrebbero considerare come applicato. Ma questa è una mistificazione, e voi lo sapete bene. In Svizzera non vige alcuna preferenza indigena sul mercato del lavoro, non vi sono contingenti e tetti massimi per i nuovi permessi di soggiorno, come al contrario viene prescritto dalla Costituzione. Questo non è applicare la volontà popolare.

La mozione in discussione non chiede altro che di evitare che il nostro paese collassi sotto il peso dell'immigrazione; chiede di ritornare a quei tempi quando gli svizzeri decidevano ancora su chi poteva entrare e chi non ne aveva il diritto; vuole che l'immigrazione venga gestita e non subita. Penso che noi dovremmo evitare alle cittadine e ai cittadini il doversi confrontare con conseguenze ancora più insostenibili rispetto a quelle che già oggi sono chiamati a subire i 9 milioni di abitanti in Svizzera.

La Svizzera subisce una spirale migratoria esplosiva che trasformerà la nostra qualità di vita e quella delle prossime generazioni.

Mi rendo conto che molti di voi non vogliono tirare il freno d'emergenza. Ma la situazione ci sta scappando di mano. Ci troviamo in un vicolo cieco su una macchina con l'acceleratore a tavoletta. La responsibilità di evitare lo schianto è nostra. Vi invito quindi caldamente a sostenere questa mozione.