Chiesa Marco · Ständerat · 2023-09-27
Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-09-27
Wortprotokoll
Le migrazioni su scala mondiale sono aumentate in maniera esponenziale. Secondo l'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati oggi si contano oltre 100 milioni di persone già in movimento. Questo numero è più che raddoppiato dal 2012.
Dopo le 24[NB]500 domande d'asilo presentate nel 2022, per il 2023 si prevedono fino a 40[NB]000 nuove domande. A queste si aggiungono sempre più persone che entrano illegalmente [PAGE 953] in Svizzera. Nel 2022 le guardie di confine, che non smetteremmo di ringraziare per il loro lavoro, ne hanno intercettate oltre 52[NB]000 - 52[NB]000 migranti illegali!
Siamo tutti coscienti che i migranti in viaggio verso l'Europa molto spesso non sono dei rifugiati. Queste persone hanno una motivazione molto diversa. Vogliono partecipare alla prosperità occidentale e sperare in prospettive migliori. Questi migranti economici, o per meglio dire falsi rifugiati, entrano in Svizzera attraverso la porta dell'asilo, dopo aver attraversato paesi sicuri ma senza aver mai inoltrato una domanda d'asilo. La inoltrano in Svizzera, perché è un paese generoso e le possibilità di restare a lungo sono particolarmente alte. Mi riferisco alle ammissioni provvisorie che riguardano persone che non hanno il diritto di restare, ma per svariati motivi non vengono fatti rientrare nel loro paese di origine. Questi migranti vivono in una situazione di provvisorietà, che come ben sapete, nella maggioranza dei casi è di fatto un soggiorno definitivo.
Le cifre del Consiglio federale del giugno 2023 sono impressionanti: 100[NB]690 persone sono state ammesse provvisoriamente negli ultimi 20 anni. La maggior parte è ancora qui. 31[NB]214 persone, ossia il 31 per cento, hanno adesso un permesso di soggiorno B. 5035 persone, cioè il 5 per cento, hanno addirittura un permesso di domicilio C. 7048 persone, quindi il 7 per cento, sono state naturalizzate. 15[NB]310 persone non sono più registrate statisticamente, si tratta del 15 per cento, e nessuno sa dove si trovano. Solo 800 persone si sono viste revocare lo statuto F. Pertanto l'ammissione provvisoria è stata interrotta solo nello 0,8 per cento dei casi.
Questa politica che premia coloro che sfruttano e abusano il sistema è ingiusta. Invece di aiutare coloro che hanno veramente bisogno di protezione, i cittadini svizzeri, con il portafoglio sempre più vuoto, stanno aprendo le braccia a migranti che si riversano in Europa per cercare l'Eldorado.
Il nostro lassismo nel combattere queste dinamiche esplosive finisce per sostenere indirettamente le attività delle organizzazioni criminali di passatori e trafficanti di esseri umani che lucrano sulle spalle di questi migranti in modo squallido ma redditizio. Le 125[NB]000 persone - 125[NB]000 persone! - sbarcate sinora sulle coste italiane da inizio anno sono la dimostrazione plastica di quanto affermo.
Chi fantasticava che l'immigrazione potesse essere vantaggiosa per la nostra economia nel frattempo si è risvegliato. Le persone che giungono in Svizzera sono soprattutto giovani con un basso livello di istruzione. Sono persone, per le quali l'integrazione sociale ed economica spesso è difficile se non addirittura impossibile.
La situazione peggiora di anno in anno, non da ultimo a causa delle gravi lacune nella tutela delle frontiere esterne di Schengen. A proposito di Schengen: è un pio sogno trasformatosi in un drammatico incubo.
Si impone un cambio di strategia nella nostra politica migratoria. Diversi paesi europei sono di questo avviso. Mentre in particolare la Gran Bretagna, la Danimarca e la Svezia stanno già cercando di cambiare rotta, anche il SPÖ, il Partito socialdemocratico austriaco, ha annunciato le sue intenzioni a inizio anno: nel suo programma per il 2023 prevede infatti centri procedurali conformi al di fuori dell'Unione europea. Molte forze politiche, spesso di sinistra - quella lungimirante -, sono dell'idea che questa rappresenti l'unica soluzione ragionevole per evitare sofferenze, combattere le attività criminali dei passatori e controllare chi ha il diritto di accedere al territorio europeo. La proposta del SPÖ nel frattempo è stata ripresa a livello europeo. Gli Stati membri hanno già intavolato colloqui in vista di una radicale reimpostazione della politica europea in materia d'asilo e migrazione - parliamo del 2027.
Ma come voi sapete, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Ritengo che per tenere sotto controllo l'immigrazione sia necessario creare le premesse, affinché queste persone vedano delle prospettive nei loro rispettivi paesi e non si creino dei continui incentivi ad incamminarsi verso l'Europa. Ciò include l'esternalizzazione delle procedure d'asilo. L'UE sta attualmente portando avanti un progetto per lo svolgimento delle procedure d'asilo alle frontiere esterne di Schengen. È ora che la Svizzera faccia lo stesso e non si limiti ad adeguare le procedure d'asilo o a richiedere soldi per allestire dei container sul nostro territorio, ma si spinga oltre rivedendo tutta la sua politica migratoria.
Non possiamo permetterci di spendere 4 miliardi di franchi all'anno per il settore dell'asilo - è più di quanto versiamo per la nostra agricoltura. Necessitiamo una politica d'asilo efficace, e non sarà certo una manciata di guardie di confine in più alla frontiera che risolverà i problemi del paese. Per far questo abbiamo bisogno di politici pronti a riformare un sistema fallito. - Potremmo cominciare accogliendo la mozione che oggi abbiamo sul tavolo.