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AB 340837

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2024-06-10

Wortprotokoll

In concreto questa iniziativa allenterà le condizioni che i cittadini stranieri devono soddisfare per poter beneficiare del ricongiungimento familiare in Svizzera. Con il pretesto di concedere pari diritti ai cittadini svizzeri, ciò creerà un ulteriore allentamento delle regole già deboli sul controllo dell'immigrazione. Già oggi il solo ricongiungimento familiare con i cittadini svizzeri tocca dalle 7000 alle 9000 persone all'anno. Nel momento in cui il popolo e i cantoni hanno accettato l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" il 9 febbraio 2014, è assolutamente inaccettabile che la Commissione delle istituzioni politiche proponga un progetto che ignora in modo vistoso l'articolo 121a della Costituzione federale.

Un ulteriore indebolimento dei criteri per l'immigrazione viola palesemente la Costituzione e mette il nostro paese nella situazione di subire ancora di più l'immigrazione invece di gestirla con contingenti, tetti massimi e preferenza indigena, come invece è stato chiesto dal popolo sovrano.

Nel suo rapporto del 7 giugno 2019 il Consiglio federale ha dovuto ammettere che il rischio di dipendenza dall'assistenza sociale è più alto della media tra i cittadini di paesi terzi che entrano in Svizzera in regime di ricongiungimento familiare. Questo rischio è più elevato anche quando la persona si unisce a un coniuge svizzero piuttosto che a un cittadino dell'UE. Nel suo rapporto la commissione riconosce che "si può quindi ipotizzare che la modifica proposta possa comportare un aumento della spesa sociale dei cantoni". A ciò si aggiunge il fatto che nella pratica la revoca del permesso di soggiorno per insufficienza di mezzi di sostentamento non è generalmente considerata proporzionata. I beneficiari del ricongiungimento familiare giunti in Svizzera potranno quindi facilmente rimanervi anche se non sono finanziariamente indipendenti.

Ciò è tanto più vero quando il costo della vita in Svizzera ha poco a che vedere con quello della maggior parte dei paesi non appartenenti all'UE. Il fatto che un cittadino svizzero debba aver sostenuto finanziariamente il genitore straniero nel suo paese d'origine non sarà sufficiente a prevenire gli abusi.

Il Consiglio federale a questo riguardo è esplicito e sostiene: "Più a lungo rimangono in Svizzera, più è difficile per le persone interessate affrontare le conseguenze economiche di un ricongiungimento familiare ritardato." Per i cittadini di paesi terzi che entrano in Svizzera nell'ambito di un processo di ricongiungimento familiare, circa il 3 per cento riceve prestazioni di assistenza sociale durante il primo anno di immigrazione. Fino al quarto anno di residenza, l'8,2 per cento di queste persone vive in famiglie che avevano ricevuto l'assistenza sociale almeno una volta durante questo periodo.

I fattori sopracitati avranno indubbiamente conseguenze per la Svizzera, senza considerare gli effetti sull'AVS dovuti all'arrivo di ascendenti a fine carriera che non hanno mai versato dei contributi in Svizzera. L'argomentazione della commissione, secondo cui l'articolo 121a della Costituzione non sarebbe violato perché "al momento della sua attuazione il Parlamento si è astenuto dall'introdurre tetti massimi e quote per il ricongiungimento familiare", è assolutamente indegna delle istituzioni di una democrazia diretta. A maggior ragione, quando nel 2023 l'immigrazione netta nel nostro paese ha raggiunto in totale le 200[NB]000 unità, l'equivalente della città di Ginevra.

Vi invito dunque a rifiutare l'entrata in materia di questa iniziativa parlamentare per le ragioni esposte che qui vi riassumo: prima di tutto per impedire un ulteriore allentamento delle regole sull'immigrazione che creerebbe un ulteriore disastro sociale e culturale nel paese, ma anche per evitare l'abbandono di una delle ultime leve della politica demografica, su cui il legislatore ha ancora un margine di manovra con il pretesto di adeguarla alla giurisprudenza europea.

Si vuole scongiurare un ulteriore indebolimento delle istituzioni sociali a spese dei cantoni e causare costi sproporzionati per l'AVS da parte di persone che, come detto prima, non hanno mai pagato i contributi - questo è un altro elemento.

E poi, non da ultimo, non violiamo ancora una volta la volontà popolare, che il 9 febbraio del 2014 ha chiaramente indicato a questo Parlamento di voler ritornare a gestire l'immigrazione con tetti massimi, contingenti e preferenza indigena.

Vi invito dunque a sostenere la mia minoranza che chiede la non entrate in materia.