Farinelli Alex · Nationalrat · 2024-12-03
Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2024-12-03
Wortprotokoll
Con il preventivo 2025 entriamo in una fase cruciale per le finanze federali. È indispensabile intraprendere un percorso che riporti i conti pubblici in carreggiata. Non possiamo permetterci di tornare ad accumulare debiti come negli anni Novanta, quando in poco più di dodici anni il debito federale è triplicato. Questo per due motivi fondamentali. Il primo, è di natura legale, poiché il freno all'indebitamento è un mandato popolare ancorato nella nostra Costituzione. Il secondo motivo, ancora più importante, è di natura morale. Non possiamo infatti trasferire sulle spalle delle generazioni future i costi derivanti dalla nostra incapacità di agire, di decidere e di fissare delle priorità.
Parliamoci chiaro: non vi sono in questo momento ragioni valide per cui lo Stato debba continuare ad accumulare debiti. I meccanismi che consentono, ad esempio come il deficit autorizzato all'interno dell'UE, di continuare ad accumulare debiti, rappresentano un adattamento rinunciatario a situazioni di finanze pubbliche fuori controllo, spesso dovuto all'incapacità politica di affrontare la realtà per la quale non si può vivere costantemente al di sopra dei propri mezzi.
La Confederazione svizzera non ha un problema di entrate. Questa è la frase che la nostra consigliera federale Karin Keller-Sutter non ha mancato di ripetere in parecchie occasioni. Una realtà che viene facilmente confermata da chi si è preso il tempo di leggere le cifre: da 79,6 miliardi di franchi di entrate nel 2023 a 93,1 miliardi nel 2028 - un più di 13,5 per cento di entrate in cinque anni non rappresenta sicuramente un problema.
Al contrario, abbiamo delle scelte da fare in merito alle uscite, in particolare quando si parla di spese correnti, quindi ricorrenti. Per capirci, le uscite passeranno dagli 81 miliardi di franchi del 2023 a 86 miliardi di franchi con il preventivo 2025, con la prospettiva di superare i 95 miliardi di franchi nel 2028 - un aumento del 14 per cento in soli cinque anni. Non stiamo quindi di fronte ad una situazione che richieda lacrime e sudore, si tratta piuttosto di un aumento della spesa assolutamente importante. Questi numeri, per chi li legge con attenzione, non parlano di uno Stato che intende adottare una cura dimagrante né di un blocco improvviso della progettualità. Parlano invece di una situazione che sta chiaramente sfuggendo di mano ma proprio grazie al freno all'indebitamento siamo obbligati a correggere la rotta. Per raggiungere l'obiettivo di ridurre le spese di 5 miliardi di franchi da qui al 2030 non sarà necessario in realtà tagliare veramente in maniera indiscriminata, basterà semplicemente consentire una crescita delle spese nell'ordine del 12-13 per cento rispetto al ritmo attuale.
Arriviamo quindi alle priorità per il Partito liberale-radicale che fondamentalmente si riassumono in due punti: il primo è il rispetto del freno all'indebitamento. Non perché questo meccanismo sia perfetto, ma perché modificarlo o, peggio ignorarne il rispetto, aprirebbe la strada a uno sviluppo estremamente problematico delle finanze federali che noi non siamo disposti a sostenere proprio per la responsabilità che ci è stata assegnata dalla popolazione e per rispetto delle generazioni future.
In questo senso qualcuno spesso parla di un problema legato agli investimenti, ma anche lì basta guardare le cifre, 11 miliardi di franchi nel 2023, quasi 15 miliardi previsti nel 2028 - a dimostrazione che la Confederazione non si tira indietro nemmeno in quest'ambito, anzi.
Il secondo punto è la ridefinizione delle priorità dello Stato. È chiaro che la sicurezza del Paese, uno dei compiti fondamentali che appartiene allo Stato, deve riacquistare maggiore importanza. Negli anni Novanta, quando sistemi che oggi vengono citati come una garanzia della nostra sicurezza, come la presenza della NATO o dell'UE, in realtà erano già esistenti, la Svizzera investiva nell'esercito l'1,3 per cento del PIL. Oggi, con lo 0,7 per cento, siamo grosso modo alla metà. È ragionevole quindi voler ripristinare un equilibrio progressivo verso la soglia dell'1 per cento. Si tratta di un compromesso, che possiamo definire assolutamente svizzero, per migliorare la sicurezza nazionale. Siamo consapevoli che l'osservazione di questi due punti richiederà sacrifici, ma come Partito liberale-radicale siamo pronti a sostenere una linea chiara e responsabile nell'esclusivo interesse della Svizzera.
Concludo questo mio intervento sull'entrata in materia con un ringraziamento all'amministrazione federale, in particolare ai Servizi del Parlamento, con il segretariato della Commissione delle finanze, oltre che alla consigliera federale Karin Keller-Sutter, per l'ottima collaborazione e il grande lavoro nella preparazione del preventivo 2025.