Pamini Paolo · Nationalrat · 2025-06-04
Pamini Paolo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-06-04
Wortprotokoll
Trattiamo l'oggetto 24.091, con il quale il Consiglio federale dà seguito alla mozione 21.3001 del 12 gennaio 2021 della vostra Commissione dell'economia e dei tributi, che proponeva di estendere il periodo di computo delle perdite riportate dagli attuali sette anni a dieci anni. La mozione partiva naturalmente dal contesto della crisi COVID e delle perdite che erano seguite nel 2020 e 2021, ma prescinde da questo semplice contesto perché è di portata ben più ampia. Basta pensare che tutte le nazioni attorno a noi, quindi Germania, Francia, Austria e Italia, conoscono nei loro ordinamenti fiscali la possibilità di computare le perdite in modo illimitato, al contrario dei nostri sette anni.
L'istituto del computo delle perdite fiscali è coerente con il principio della tassazione secondo la capacità economica e, a rigore, non andrebbe temporalmente limitato. Pertanto anche la proposta di passare da sette a dieci anni dovrebbe essere piuttosto vista come un piccolo passo nella giusta direzione. Ma non è ancora un passo completo.
Ricordiamo che è una misura che aiuta le imprese, sia di persone fisiche sia di persone giuridiche, perché entrambi i disposti che toccano l'imposta sul reddito e l'imposta sull'utile conoscono questo istituto sia a livello federale, nella legge federale sull'imposta federale diretta, sia nelle leggi cantonali armonizzate dalla legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni.
Ricordiamo anche che questo istituto del computo delle perdite riportate va a favorire quelle imprese che, magari non subito ma nel tempo, entrano in una situazione di utile, e non aiuta quelle imprese che sono condannate ad generare delle perdite di continuo. Si può pensare in particolare alle start-up che tipicamente nei primi anni di lancio sono in perdita, e poi una volta raggiunto un "break-even" riescono ad andare in profitto. Sarebbe scorretto impedire loro di computare le perdite sostenute negli anni iniziali. Ricordiamo infine che alcuni Paesi attorno a noi non conoscono soltanto l'istituto dei cosiddetti "loss carry forward", quindi il computo delle perdite riportate, ma addirittura dei "loss carry back", cioè la possibilità di compensare con utili degli anni precedenti delle perdite degli anni futuri. La Germania, per esempio, permette di compensare perdite attuali con gli utili degli ultimi due anni, la Francia con gli utili dell'ultimo anno, l'Irlanda con l'utile dell'ultimo anno, l'Olanda - i Paesi Bassi - con l'utile dell'ultimo anno, e la Repubblica ceca, come la Germania, permette anche di compensare con gli utili degli ultimi due anni.
Gli effetti in termini di gettito non sono chiari. Questo motivo ha portato una minoranza della commissione a non voler aderire alla proposta di modifica di legge. Il messaggio del Consiglio federale ipotizza, sulla base di dati stimati dal Canton Ginevra, un minor gettito medio annuo ai fini dell'imposta federale diretta di 45 milioni di franchi e ai fini dell'imposta cantonale e quella comunale di circa 75 milioni di franchi.
Una minoranza, per via dell'incertezza delle stime, è dell'idea di non dare seguito a questa modifica, anche considerando la situazione delle finanze cantonali e gli effetti non chiari che questa misura potrebbe avere. L'entrata in materia e [PAGE 805] l'adesione al disegno di legge, in definitiva, è stata sostenuta con 17 contro 7 voti e 1 astensione.
Per questo motivo la vostra commissione vi invita ad aderire alla modifica di legge.