Pamini Paolo · Nationalrat · 2025-09-25
Pamini Paolo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-09-25
Wortprotokoll
Guardate, da ticinese vi dico una cosa molto semplice: noi non siamo contro l'immigrazione, noi chiediamo con questa iniziativa semplicemente che l'immigrazione sia sostenibile. Purtroppo i baby boomer si stanno avvicinando ad un'età che li porterà ad abbandonare questo Paese; i tassi di natalità scendono; ci sono anche persone che abbandonano la Svizzera. Già solo per questi motivi serve comunque dell'immigrazione per mantenere stabile la popolazione. Quindi non venite a dirci che questa è un'iniziativa contro l'immigrazione.
Questa è un'iniziativa per la sostenibilità, come ben espone anche il titolo. Noi semplicemente diciamo che l'immigrazione deve fare in modo che la nostra società, ma anche il nostro territorio e il nostro ambiente vengano mantenuti sostenibili. Noi non vogliamo continuare a cementificare la nostra nazione. Per questo stupisce un po' che anche dalla sinistra arrivi un rigetto di questa proposta che in realtà va ben al di là degli aspetti del controllo della popolazione, perché si tratta soprattutto di ambiente ed energia. Voi pensate: tutti gli sforzi - anche qui mi collego a un argomento che non è proprio del nostro partito - per decarbonizzare la società svizzera, per ridurre le emissioni, sono stati vani per il fatto stesso che la popolazione ha continuato ad aumentare.
Abbiamo un problema economico in Svizzera. Se guardate i tassi di crescita della nostra economia, gli ultimi vent'anni sono stati meravigliosi in termini assoluti, ma una volta che li calcolate pro capite, quindi li rapportate al numero di persone, vedete in realtà un rallentamento della crescita del benessere. In realtà il vero benessere lo misuriamo pro capite, non in termini assoluti. Allora chiediamoci che cosa sta succedendo. Il problema è che questi effetti di spillover, [PAGE 1880] come li chiamiamo noi economisti, legati all'immigrazione, che dovrebbero creare più benessere per tutti, tardano a farsi vedere. Ormai sono quasi vent'anni che abbiamo le nuove regole del gioco con la libera circolazione. Ma, come ho detto, l'iniziativa non dice di abolire la libera circolazione tout court; se riusciamo a rimanere all'interno dei margini di sostenibilità, questa assolutamente varrebbe. Tra l'altro l'iniziativa dice anche che nel caso di sforamento della soglia non verrebbe data immediatamente disdetta dell'accordo di libera circolazione. Quindi chiamarla "iniziativa per la disdetta" o "Kündigungs-Initiative" è un meccanismo semplicemente retorico. Il Consiglio federale dovrebbe implementare delle misure.
Noi abbiamo un problema - ve lo dico da ticinese che lo conosce molto bene - di saturazione dell'infrastruttura. Quando viaggiate fra Zurigo e Berna, e tanti di voi lo fanno, vi sembra normale che nelle ore di punta dovete stare in piedi in prima classe in treno? Vi sembra normale che dobbiamo essere sempre in colonna nelle autostrade? Ora, grazie al cielo, il Consiglio degli Stati proprio questa mattina ha approvato una mozione che chiede l'introduzione di un imposta di transito attraverso la Svizzera per il traffico turistico. Ma vi sembra normale che le ore di coda al Gottardo e al San Bernardino continuino ad aumentare? Vi sembra normale che il traffico cittadino è congestionato? Vi sembra normale che i prezzi degli immobili continuano ad esplodere e chi è nato e cresciuto in una città come Zurigo ma piano piano anche in periferia non riesce più ad acquistare casa, semplicemente perché il terreno diventa sempre più scarso? Ecco, sono queste le cose di cui dobbiamo parlare: dell'energia, dell'ambiente, della cementificazione e del problema che l'infrastruttura non è stata pensata per nove milioni di persone e tanto meno per dieci milioni di persone.
Poi c'è anche un aspetto di coesione, di identità. Una crescita troppo rapida della nostra popolazione ci porta ad avere dei problemi culturali già solo nelle scuole, con figli di persone che non parlano le nostre lingue. Nel sistema di democrazia diretta che conosciamo in Svizzera è importantissimo che le persone mettano al proprio interno le regole del gioco, che capiscano che qui non siamo in Germania, non siamo in Francia, non siamo in Italia, dove si chiedono sempre più servizi allo Stato; qui vige anche la responsabilità personale.
Questi sono i motivi per cui proponiamo alla popolazione svizzera un'iniziativa per la sostenibilità, per il nostro ambiente, per mantenere la nostra Svizzera così come l'abbiamo conosciuta. Perché è questo che la rende attrattiva. Le persone saranno sempre benvenute da noi fintantoché sarà utile per tutti.