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Chiesa Marco · Ständerat · 2026-03-10

Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2026-03-10

Wortprotokoll

Dobbiamo davvero accettare che a chi è stato rifiutato l'asilo e va dunque espulso legalmente dalla Svizzera continui a vivere a spese dei contribuenti? Dobbiamo davvero spiegare ai nostri cittadini che una decisione definitiva dello Stato può essere ignorata senza conseguenze? Dobbiamo davvero credere che continuare a pagare chi rifiuta di partire non crei un incentivo a restare illegalmente nel nostro Paese?

Di questo tratta la mozione. Non parliamo di richiedenti l'asilo in attesa di decisione, parliamo di persone la cui domanda è stata respinta definitivamente con una decisione di allontanamento cresciuta in giudicato. In altre parole si tratta di persone che devono lasciare la Svizzera. Eppure, anche dopo la scadenza del termine di partenza continuiamo a garantire alloggio, assistenza materiale e altre prestazioni.

Il Consiglio federale sostiene che non si possa intervenire perché esiste l'articolo 12 della Costituzione. Ma l'articolo 12 dice una cosa molto precisa: garantisce i mezzi indispensabili alla sopravvivenza ossia cibo, vestiario e cure mediche di base. Non garantisce il diritto di restare indefinitamente in Svizzera dopo una decisione di espulsione definitiva.

Oggi il problema è evidente. In diversi Cantoni il cosiddetto soccorso d'emergenza va ben oltre il minimo stabilito nella Costituzione. E quando una persona sa che anche ignorando l'obbligo di partenza continuerà ad avere un alloggio e un sostegno materiale, l'incentivo a partire si riduce drasticamente. Questo non è un giudizio ideologico, è una realtà osservata in tutta Europa.

Secondo i dati europei, appunto, meno di un terzo delle decisioni di rimpatrio viene effettivamente eseguito. Uno dei motivi principali è proprio la permanenza prolungata dopo il rifiuto dell'asilo. Altri Paesi hanno capito che così il sistema perde credibilità. La Svezia, per esempio, citata in questo intervento parlamentare, ha rafforzato il principio secondo cui dopo la scadenza del termine di partenza le prestazioni cessano. L'obiettivo è chiaro: rafforzare le partenze volontarie e ridurre la permanenza illegale, perché una politica dell'asilo credibile si basa su un principio semplice: protezione per chi ne ha diritto e partenza per chi non ne ha. Se una decisione definitiva di allontanamento può essere ignorata senza conseguenza, quella perde valore. E quando le decisioni dello Stato perdono valore, si indebolisce lo Stato di diritto.

Questa mozione vuole ristabilire un principio elementare: le decisioni dello Stato devono essere applicate, non per mancanza di umanità, ma per serietà del Paese e rispetto verso i cittadini che finanziano il sistema.

Per questi motivi vi invito con convinzione a sostenere la mozione in oggetto.