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Bignasca Attilio · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2008-03-19

Wortprotokoll

Quello di FFS Cargo è unicamente un problema aziendale. I recenti risultati positivi di BLS Cargo non fanno che sottolineare la gravità di questi problemi aziendali. Le menti eccelse dell'azienda FFS Cargo, che è ancora interamente della Confederazione, vogliono far pagare il disastro causato in questi ultimi anni agli operai e alle loro famiglie. Con questa mossa hanno colto due risultati: il problema è diventato politico e coinvolge direttamente il Consiglio federale e in modo speciale il consigliere federale Leuenberger, che da parte sua si dice scioccato e accusa i responsabili delle FFS di non essere all'altezza del loro compito. Ma chi era il politico di riferimento di queste Ferrovie federali svizzere, e chi ha designato i responsabili di questo disastro?

L'incapacità di questi manager e consulenti esterni è talmente evidente che dopo otto mesi di analisi dei conti non sono ancora in grado di mettere nero su bianco le vere cifre delle perdite nelle varie attività - o piuttosto non hanno il coraggio di spiegare al Consiglio federale e ai partner il fallimento delle loro strategie. Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni del consigliere federale Leuenberger e il Dipartimento federale delle finanze, già lo scorso agosto hanno chiesto informazioni dettagliate sulla situazione finanziaria di FFS Cargo e una maggiore trasparenza nella contabilità aziendale. Non sappiamo se queste informazioni nel frattempo siano arrivate al Consiglio federale. In ogni caso, agli operai, ai partner sociali e al Parlamento sono giunte solo le comunicazioni riguardanti le ristrutturazioni aziendali nella manutenzione senza le cifre verificabili che giustificassero i provvedimenti decisi dal consiglio d'amministrazione delle FFS. Mi risulta che ancora stamane, alla Delegazione delle finanze non sono state fornite delle cifre.

In tutta questa situazione, il consigliere federale Leuenberger, che ha designato questi manager incapaci e ha assistito impassibile alla creazione di questo sfacelo aziendale, non può lavarsi le mani quale moderno Ponzio Pilato. Di fronte a questo rimpallo delle responsabilità, a chi vuole ridurre il caso delle officine di Bellinzona a un problema di politica regionale ribatto: tutto il Ticino è con gli operai delle officine e con le loro famiglie. Questo perché il Ticino ha già dato molto alle Ferrovie federali svizzere. Il Ticino sopporta molto di più che ogni altro cantone svizzero le conseguenze negative sull'ambiente e sulla mobilità che scaturiscono dall'accordo sul traffico di transito. Il Ticino subisce e dovrà subire gravi disagi fino alla completazione della costruzione dell'Alptransit fino al confine sud.

Dal profilo finanziario, con la scusa che perdite annue non dimostrate - ripeto: non dimostrate - di 2 o 3 milioni di franchi annui, alle officine di Bellinzona si cancellano ulteriori 350 posti federali e 70 posti di apprendistato. Ma pochi di voi sanno che il Ticino versa alla Confederazione 120 milioni di franchi all'anno, fuori dal conteggio della perequazione finanziaria, unicamente quale tassa sui casinò ticinesi. Quale ulteriore contributo finanziario - per non rimettere in discussione la convenzione esistente con l'Italia per evitare la doppia imposizione del reddito e patrimonio, convenzione che data dal 1979 - il Ticino dal 1974, quindi retroattivamente, riversa all'Italia ben il 40 per cento delle imposte prelevate alla fonte, mentre i cantoni dei Grigioni e del Vallese ristornano solo il 14 per cento, e con l'Austria si è recentemente negoziato un ristorno del 12,5 per cento. Questo accordo, che va a vantaggio di tutta la Svizzera, costa attualmente al Ticino più di 30 milioni di franchi all'anno.

In conclusione, debbo sottolineare che FFS Cargo è vittima, oltre che della incompetenza dei suoi dirigenti, del fatto di doversi impegnare per mandato del trasferimento del traffico di transito dalla strada alla ferrovia e di dover applicare tariffe sotto costo per "concorrenziare" le tasse di transito troppo basse previste dagli accordi bilaterali. Tutti questi accordi con i partner europei sono stati concordati dal medesimo consigliere federale Leuenberger.