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Décision

35.2021.33

Ricorso irricevibile in quanto tardivo (decisione su opposizione intimata mediante invio A-Plus)

16 août 2021Français53 min

le proprie osservazioni a questo riguardo il 25 maggio 2021 (doc. VIII, p. 2-7).

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

35.2021.33

mm

Lugano

16 agosto 2021

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Maurizio Macchi, vicecancelliere

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 24 marzo 2021 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione su opposizione del 19 febbraio 2021 emanata

da

CO 1

rappr. da: RA 2

in materia di assicurazione contro gli infortuni

ritenuto, in fatto

1.1. In data 4 novembre 2019, RI 1,

dipendente della __________ di __________ in qualità di operatrice di cassa e,

perciò, assicurata d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali

presso l’CO 1, è rimasta vittima di un incidente della circolazione stradale e

ha riportato in particolare, secondo il referto 11 dicembre 2019 del dott. __________,

un trauma contusivo-distorsivo alla spalla destra (doc. 18).

L’istituto assicuratore ha

assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

1.2. A margine della consultazione

del 16 gennaio 2020, l’assicurata ha riferito al proprio medico curante

specialista di soffrire di disturbi alla spalla sinistra, peggiorati nel

corso dei giorni precedenti la visita (cfr. doc. 30).

L’artro-RMN del 4 marzo

2020 ha evidenziato la presenza di un impingement sottoacromiale con

lieve borsite, di una lesione parziale del sovra- e sottospinato e di

alterazioni degenerative alla testa omerale (doc. 52).

1.3. Esperiti gli accertamenti

medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 27 ottobre 2020,

l’assicuratore ha negato la propria responsabilità a proposito della

problematica interessante la spalla sinistra, ritenuta non trovarsi in una

relazione di causalità naturale con l’evento infortunistico del novembre 2019

(doc. 143).

A seguito dell’opposizione

interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurata (cfr. doc. 155), in data 19

febbraio 2021, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc.

184).

1.4. Con ricorso del 24 marzo

2021, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto in via principale

che, annullata la decisione su opposizione impugnata, le vengano riconosciute

le prestazioni assicurative per il danno alla spalla sinistra e in subordine il

rinvio degli atti all’amministrazione per complemento istruttorio e nuova

decisione (cfr. doc. I).

1.5. L’CO 1, in risposta, ha

postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per

quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

Faits

1.6. Con scritto del 28 aprile

2021, l’istituto assicuratore ha domandato che il ricorso interposto

dall’assicurata venga dichiarato irricevibile in quanto tardivo (doc. IV: “dal

Track-and Trace della Posta (invio no __________) risulta che la decisione su

opposizione del 19.2.2021 è stata notificata nella casella postale del

patrocinatore in data 20.2.2021. Il termine per ricorrere ha di conseguenza

cominciato a decorrere il giorno seguente ed è giunto a scadenza il 22.3.2021.

Il ricorso inoltrato in data 24.2.2021 è pertanto tardivo.”).

L’avv. RA 1 ha presentato

le proprie osservazioni a questo riguardo il 25 maggio 2021 (doc. VIII, p. 2-7).

La

rappresentante dell’CO 1 si è riconfermata nella propria richiesta (doc. X).

Il patrocinatore

dell’assicurata ha ancora formulato alcune sue considerazioni a proposito, in

particolare, della questione della tempestività del ricorso (doc. XII).

1.7. Il 22 giugno 2021, questo

Tribunale ha interpellato la dirigenza dell’Ufficio postale di __________, la

quale è stata invitata a rispondere ad alcune domande attinenti alla

fattispecie (doc. XIV). Le relative risposte sono pervenute in data 2 luglio

2021 (doc. XV).

Le parti hanno avuto modo

di prendere posizione in merito il 9 luglio 2021 (doc. XVII + allegati e doc.

XVIII).

in diritto

Considérants

2.1

Preliminarmente, richiamata

la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui

l’incarto era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno

all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la

STF 8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide

questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N.

043/2018 del 29 maggio 2018) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una

comunicazione dell’8 giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato

trattato dalla funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti

(in concreto, dall’avv. RA 2), senza che la giurista di lingua italiana figlia

del Giudice Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata.

2.2

Nel merito, l’oggetto della

lite è circoscritto alla questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a negare

il proprio obbligo a prestazioni relativamente ai disturbi alla spalla

sinistra, oppure no.

Il

TCA è però innanzitutto tenuto a esaminare se l’impugnativa interposta da RI 1 contro

la decisione su opposizione del 19 febbraio 2021 è tempestiva, oppure no.

2.3

Giusta l'art. 60 cpv. 1 LPGA,

il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla notificazione della

decisione o della decisione contro cui l'opposizione è esclusa.

Secondo il capoverso 2, gli

articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

L'art. 38 cpv. 1 LPGA prevede

che se il termine è computato in giorni o in

mesi e deve essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la

notificazione. Il cpv. 3 stabilisce che se l’ultimo giorno del termine è un

sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dal diritto federale o cantonale,

il termine scade il primo giorno feriale seguente. È determinante il diritto

del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo rappresentante.

Dopo

l'entrata in vigore della LPGA, in analogia alla giurisprudenza resa in

relazione all’art. 20 PA, il termine di ricorso in caso di notifica della

decisione durante la sospensione dei termini comincia a decorrere il primo

giorno dopo la scadenza della sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STF I 643/06 del

2.

novembre 2006; Pratique VSI 1998 p. 217; Mosimann, in: Praktische

Anwendungsfragen des ATSG, 2003, pp. 130s).

A

norma dell’art. 39 cpv. 1 LPGA, le richieste scritte devono essere consegnate

all’assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a

una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo

giorno del termine.

Se

il termine di ricorso è spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso

tardivo, per cui la decisione contestata cresce in giudicato (cfr. DTF

134.

V 49 consid. 2; Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73 Nr. 9, p. 479).

2.4

In una sentenza 8C_559/2018

del 26 novembre 2018, mediante la quale il giudizio di questa Corte era stato

finalmente annullato in ragione di una violazione del diritto di essere sentito

del ricorrente, l’Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni relative

al sistema di spedizione Posta A Plus, ovvero quello utilizzato dall’CO 1 per

comunicare all’assicurata la decisione su opposizione del 19 febbraio 2021:

"

(…).

3.3

Nel sistema di spedizione Posta A Plus alla busta è applicato un

numero e analogamente a un plico raccomandato, l'invio avviene con la menzione

A Plus. A differenza della posta raccomandata la ricezione dell'invio non è

però attestata dal destinatario.

Conseguentemente il destinatario in caso di

assenza non è informato tramite un avviso di ricevimento. La notificazione è

attestata elettronicamente, quando l'invio è inserito nella casella postale o

nella cassetta delle lettere del destinatario. Così facendo, grazie al sistema

di tracciamento degli invii Track & Trace previsto dalla Posta Svizzera è

possibile osservare la cronologia dell'invio fino all'arrivo nella sfera di

influenza del destinatario. Tuttavia, in tale evenienza, il tracciamento Track &

Trace non dimostra direttamente, che la busta sia entrata effettivamente nella

sfera di influenza del destinatario, ma soltanto che la Posta Svizzera nel

proprio sistema di tracciamento abbia attestato una consegna dell'invio. Da

ciò, si può unicamente dedurre alla stregua di un indizio che la busta sia

stata depositata nella cassetta delle lettere o nella casella postale del

destinatario. In assenza di un'attestazione conferita dal sistema Track &

Trace non si può concludere che qualcuno abbia preso possesso in mano

dell'invio e men che meno che qualcuno ne abbia preso conoscenza (DTF 142 III 599 consid. 2.2 pag. 602 con

riferimenti).

3.4

Il Tribunale federale si è già confrontato diverse volte con il

sistema di spedizione Posta A Plus. In quei casi ha stabilito come

notificazione determinante per la decorrenza del termine di ricorso, il

deposito dell'invio nella cassetta delle lettere o nella casella postale del

destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il sabato. La circostanza

che la persona interessata abbia ritirato la corrispondenza il lunedì

successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante dal Tribunale federale

(sentenze 2C_1126/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 2.2 con riferimenti; cfr.

anche sentenze 9C_90/2015 del 2 giugno 2015 consid. 3.4 e 8C_198/2015 del 30

aprile 2015 consid. 3.2 entrambe con rinvii).

(…).

4.3.1

Contrariamente alle tesi del ricorrente, la LPGA, diversamente da

altri ordinamenti (per esempio il CPP), non prescrive per gli assicuratori una

particolare forma di notificazione delle decisioni (DTF 144 IV 57 consid. 2.3.1 pag. 61 seg.; 142 III 599 consid. 2.4.1 pag. 603 e consid. 2.5 pag. 604

seg.; sentenza 9C_90/2015 consid. 3.1). Le diffuse critiche del ricorrente

cadono quindi nel vuoto. L'assicuratore può lecitamente inviare le proprie

decisioni (su opposizione) con il sistema Posta A-Plus.

4.3.2

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale relativa al sistema

di spedizione Posta A Plus, un errore nella notificazione postale non deve

essere escluso a priori. Tuttavia, una consegna erronea non è da presumere, ma

può essere ritenuta se sulla base di tutte le circostanze sembra plausibile.

Bisogna fondarsi sulla descrizione dei fatti del destinatario, la quale solleva

una consegna postale erronea, se essa è ragionevole e sembra avere una certa

probabilità, tenuto conto che occorre presumere la buona fede del destinatario

(DTF 142 III

599.

consid. 2.4.1 pag. 603

con rinvio alle sentenze 9C_90/2015 consid. 3.2 e 2C_570/2011 consid. 4.3, in:

StR 67/2012 pag. 301). Considerazioni del tutto ipotetiche del destinatario,

secondo cui la busta sia stata inserita nella cassetta delle lettere del vicino

(o di terzi), non giovano alle sue tesi (sentenza 9C_90/2015 consid. 3.2 con

riferimenti).”

Nella

pronunzia 9C_90/2015 del 2 giugno 2015, citata nella sentenza 8C_559/2018,

confrontata all’obiezione del patrocinatore del ricorrente, secondo la quale la

registrazione Track&Trace (“Sa 10.05.2014 06.13 zugestellt via Postfach”)

non documenterebbe il deposito dell’invio nella sua casella postale ma soltanto

il momento in cui esso è pervenuto presso l’ufficio postale, precisato che,

sapendo i funzionari dell’ufficio postale (dei quali aveva chiesto

l’interrogatorio) che egli non ritira mai la corrispondenza di sabato, la

decisione in questione sarebbe stata depositata nella sua casella postale

soltanto nel corso della mattinata di lunedì, la Corte federale ha rilevato

segnatamente che “die Darstellung des Rechtsvertreters ist alles andere als

plausibel. So wie der Rechtsanwalt die Abläufe in der Poststelle

X.________ schildert, würde die Postdienstleistung A-Post Plus, welche die

zuverlässige elektronische Sendungsverfolgung von der Postaufgabe bis zur

Zustellung ermöglichen soll, geradezu sinnlos. Jedenfalls kann der

Vorinstanz weder Willkür noch eine Gehörsverletzung vorgeworfen werden, wenn

sie in antizipierter Beweiswürdigung auf die beantragte Zeugenbefragung

verzichtete, auf den Track&Trace-Auszug abstellte und das darin

bescheinigte Zustellungsdatum (Samstag, den 10. Mai 2014) als

Eröffnungszeitpunkt der Rentenaufhebungsverfügung vom 9. Mai 2014 betrachtete.

Dabei spielt es keine Rolle, ob tatsächlich bereits am Samstag, 10. Mai 2014,

vom Verfügungsinhalt Kenntnis genommen wurde oder - wie der Rechtsvertreter des

Beschwerdeführers geltend macht - erst am darauffolgenden Montag. Nach

ständiger Rechtsprechung ist für die Zustellung einer Sendung nämlich nicht

erforderlich, dass der Adressat sie tatsächlich in Empfang nimmt; es genügt,

wenn sie in seinen Machtbereich gelangt und er demzufolge von ihr Kenntnis

nehmen kann.” – il corsivo è del redattore).

In una

sentenza 1C_31/2018 del 14 gennaio 2019, sempre in tema di tempestività di un

ricorso interposto contro una decisione amministrativa inviata con il sistema Posta A Plus, riguardante una fattispecie in cui il

patrocinatore della ricorrente aveva prodotto una dichiarazione, datata 23

giugno 2017, della sua segretaria, secondo la quale, contrariamente a quanto

risultava dall’estratto Track&Trace, la decisione non

sarebbe stata notificata sabato 6 maggio 2017 alle ore 8.23, in quanto proprio

quel giorno, recatasi al lavoro per sbrigare delle pratiche rimaste inevase,

alle ore 11.30 circa avrebbe personalmente vuotato la casella postale dello studio

senza reperire l’invio in questione, il Tribunale federale ha confermato la

pronunzia cantonale d’irricevibilità, formulando in particolare le seguenti

considerazioni:

"

(…).

3.3

Allfällige Fehler bei der Postzustellung liegen nicht

ausserhalb jeder Wahrscheinlichkeit. Eine fehlerhafte Postzustellung ist

allerdings nicht zu vermuten. Dies gilt sowohl bei der Versandart A-Post Plus

als auch bei eingeschriebenen Postsendungen hinsichtlich des Avis, der in den

Briefkasten oder in das Postfach des Empfängers gelegt wird. In beiden Fällen

ist somit zu vermuten, dass das Zustelldatum von den Postangestellten korrekt

registriert worden ist (BGE 142

III 599 E. 2.4.1 S. 604; 142 IV 201 E. 2.3 S. 204 f.). Die Vermutung kann

durch den Gegenbeweis umgestossen werden. Es müssen konkrete Anzeichen für

einen Fehler vorhanden sein, sodass dieser aufgrund der Umstände als plausibel

erscheint (vgl. die leicht unterschiedlich formulierten, inhaltlich jedoch gleichwertigen

Erwägungen a.a.O., ebenso: Urteile 2C_1038/2017 vom 18. Juli 2018 E. 3.2;

1C_330/2016 vom 27. September 2016 E. 2.5 mit Hinweisen).

(…).

4.2

Die Beschwerdeführerin bringt dagegen vor, das

Verwaltungsgericht habe die bundesgerichtliche Rechtsprechung missachtet und

einen falschen Massstab bei seiner Beweiswürdigung angewendet. Diesbezüglich

weist sie zwar zu Recht darauf hin, dass der gute Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142

III 599 E. 2.4.1 S. 604

mit Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies nichts an der erwähnten Vermutung

ändert, dass die Postzustellung korrekt erfolgte. Weiter wirft sie dem

Verwaltungsgericht vor, es habe Beweisanträge übergangen, nämlich die

angebotenen Beweisaussagen einer anderen Sekretärin sowie eines Hauswarts, die

beide die Postabfertigung am betreffenden Samstag bestätigen würden. Was diese

Personen konkret aussagen könnten, lässt sie jedoch offen. Eine Verletzung des

rechtlichen Gehörs ist deshalb nicht erkennbar und es kann offenbleiben, ob

ihre Ausführungen im vorinstanzlichen Verfahren tatsächlich als Beweisanträge

verstanden werden können, was das Verwaltungsgericht in seiner Vernehmlassung

bestreitet.

Die Beschwerdeführerin beruft sich weiter

darauf, die betreffende Mitarbeiterin könne sich an den jenen Samstag noch

genau erinnern, weil es nur ganz selten vorkomme, dass sie an einem Samstag

arbeite. Das ändert allerdings nichts daran, dass die Erinnerung an einen

Ereignisablauf, dessen Relevanz zudem erst nachträglich erkennbar wurde, nach

fünf Wochen nicht mehr gleich zuverlässig ist. Zu berücksichtigen ist auch,

dass die Mitarbeiterin entgegen den internen Weisungen (vgl. E. 5.2 hiernach)

auf die "Track & Trace"-Nachforschung verzichtet und gemäss ihrer

eigenen Aussage die Anwaltskorrespondenz zu sich nach Hause genommen hat, wobei

nicht bekannt ist, ob es diesbezüglich Weisungen gab. Dass das

Verwaltungsgericht vor diesem Hintergrund und angesichts der Handwechsel, die

am Montag, dem 8. Mai 2017, stattgefunden hatten, nicht ausschloss, dass bei

der Postbearbeitung in der Kanzlei ein Fehler unterlief, ist nicht zu

beanstanden. Daran ändert auch nichts, dass das betreffende Couvert gross und

auffällig gewesen sein soll, wie die Beschwerdeführerin vorbringt.

Entscheidend ist allerdings im Ergebnis

weniger die Frage, ob mögliche Fehlerquellen bei der nachträglichen

Postbearbeitung in der Kanzlei erkennbar sind, als vielmehr das Bestehen von

konkreten Anzeichen für einen Fehler bei der Postzustellung selbst. In dieser

Hinsicht macht die Beschwerdeführerin geltend, die Zustellung des vorliegend

angefochtenen Urteils des Verwaltungsgerichts habe ebenfalls nicht

ordnungsgemäss funktioniert. Allerdings weist sie selbst darauf hin, dass die

betreffende Poststelle Ende September 2017 geschlossen und als Hilfspoststelle

in der neu eröffneten Dorfapotheke weitergeführt worden sei. Aus einem nach

diesem Wechsel erfolgten Zustellungsfehler kann somit nicht auf die Zuverlässigkeit

der Postzustellung in der Zeit davor geschlossen werden. Dass sich schon vorher

Fehler zugetragen bzw. gehäuft hätten, wird in der Beschwerdeschrift zwar

behauptet, jedoch nicht belegt.

Insgesamt lässt die

Sachverhaltsfeststellung des Verwaltungsgerichts keine Willkür erkennen (Art. 9

BV). Die Kritik der Beschwerdeführerin ist unbegründet.”

In una sentenza 8C_747/2018

del 20 marzo 2019 consid. 2.2, emanata in un contesto

diverso da quello sub judice (sospensione del diritto all’indennità di disoccupazione

nel caso in cui l’assicurato non dimostri gli sforzi compiuti per trovare

un’occupazione), il TF ha segnatamente ricordato quanto segue:

"

(…) Dans le domaine des assurances sociales, la

procédure est régie par le principe inquisitoire, selon lequel les faits

pertinents de la cause doivent être constatés d'office par l'autorité (cf. art. 43 LPGA [RS 830.1]). Cette règle n'est toutefois pas absolue.

Sa portée est restreinte par le devoir des parties de collaborer à

l'instruction de l'affaire. Cela comporte en partie l'obligation d'apporter,

dans la mesure où cela peut être raisonnablement exigé, les preuves commandées

par la nature du litige et des faits invoqués, faute de quoi la partie

concernée s'expose à devoir supporter les conséquences de l'absence de preuve.

Malgré les pertes de documents pouvant se produire dans toute administration,

la jurisprudence a presque toujours indiqué que les assurés supportaient les

conséquences de l'absence de preuve en ce qui concerne et la remise de la liste

des recherches d'emploi (cf. arrêt C 294/99 du 14 décembre 1999 consid. 2a, in

DTA 2000 n° 25 p. 122; cf. aussi les arrêts 8C_239/2018 du 12 février 2019

consid. 3.2; 8C_460/2013 du 16 avril 2014 consid. 3; 8C_591/2012 du 29 juillet

2013.

consid. 4) et la date effective de la remise (arrêt C 3/07 du 3 janvier

2008.

consid. 3.2). Le fait que des allégations relatives à la remise des

justificatifs de recherches d'emploi (ou relatives à la date de celle-ci)

soient plausibles ne suffit pas à démontrer une remise effective des

justificatifs (ou une remise à temps). Une preuve fondée sur des éléments

matériels est nécessaire (BORIS RUBIN, Commentaire de la loi sur

l'assurance-chômage, 2014, n° 32 ad art. 17, p. 206).”

In una

sentenza 8C_179/2019 dell’11 aprile 2019, l’Alta Corte si è espressa nei

termini seguenti sempre a proposito della validità del metodo di spedizione A

Plus:

"

4.1

Invoquant la violation de l'interdiction de

l'arbitraire (art. 9 Cst.), du droit d'être entendu (art. 29 Cst.) et des art.

39.

al. 1 et 60 LPGA, la recourante fait valoir que l'envoi par courrier A Plus

ne tient pas compte des spécificités liées aux horaires d'ouverture des bureaux

qui ferment le samedi. Il serait donc important de distinguer entre les

personnes privées, d'une part, lesquelles reçoivent le courrier chez elles et

peuvent en prendre connaissance le samedi, et les entreprises, d'autre part,

pour lesquelles l'ouverture des courriers ne peut se faire que le premier jour

ouvrable suivant. Selon la recourante, les courriers adressés aux entreprises

ne devraient être transmis que par le biais de plis recommandés, soumis à

signature.

4.2

Les griefs sont mal fondés. En effet, selon une

jurisprudence déjà bien établie, les communications des autorités sont soumises

au principe de la réception. Il suffit qu'elles soient placées dans la sphère

de puissance de leur destinataire et que celui-ci soit à même d'en prendre

connaissance pour admettre qu'elles ont été valablement notifiées (ATF 144 IV

57.

consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 603; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). Autrement dit, la prise de connaissance effective de

l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de

recours. Par ailleurs, le Tribunal fédéral s'est déjà penché sur la question de

la notification des décisions par courrier A Plus, notamment dans le domaine

des assurances sociales. Il a exposé en particulier qu'il n'existait pas de

disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions

selon un mode particulier. Dès lors, les assureurs sont libres de décider de la

manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en

particulier choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142

III 599 consid. 2.4.1

précité; voir également, parmi d'autres, arrêts 8C_754/2018 du 7 mars 2019

consid. 5.3 et 8C_559/2018 du 26 novembre 2018 consid. 4.3.1). Dans ce

contexte, le Tribunal fédéral a précisé, en outre, que le dépôt de l'envoi dans

la boîte aux lettres ou la case postale constitue le point de départ pour le

calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a lieu un samedi et

que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le lundi suivant

(arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019

consid. 4.4; 8C_559/2018 précité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid.

3.4; 8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 du 26 novembre 2014

consid. 3.1; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.2). Il n'y a pas lieu de

revenir sur cette jurisprudence confirmée à de nombreuses reprises. La

recourante ne soutient d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de

jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV

265.

consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Enfin, l'accès aux

cases postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider

la case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire.

5.

5.1

Se prévalant du principe de la bonne foi, la

recourante se plaint du fait que la décision du 31 octobre 2018 n'a été

distribuée que deux jours après son envoi par la CNA, alors qu'une distribution

dans les temps aurait permis une livraison le jeudi 1er novembre

2018.

5.2

En l'occurrence, on peine à saisir en quoi le

"retard" des services postaux dans la distribution de l'envoi serait

susceptible d'influer sur l'issue du litige sous l'angle de la bonne foi. La

recourante n'expose d'ailleurs pas avec précision en quoi les conditions du

principe de la bonne foi seraient réalisées. Au demeurant, le temps de

distribution mentionné à titre indicatif par la Poste sur son site internet ne

saurait être traité comme une promesse ou une assurance faite à l'intéressée.

En outre, le fait qu'un courrier A ou A Plus n'a pas été distribué le jour

suivant ne permet pas d'admettre que l'on est en présence d'une notification

irrégulière. Le grief, à supposer qu'il puisse être considéré comme recevable,

doit dès lors être écarté.”.

In una sentenza

8C_61 2019 del 17 aprile 2019 consid. 3 ss., riguardante una fattispecie in cui

il ricorrente pretendeva in particolare che la decisione impugnata,

trasmessagli con il sistema Posta A Plus,

sarebbe stata depositata nella cassetta delle lettere vicina, comune a

delle società di cui il suo patrocinatore era o era stato associato, gerente,

direttore o liquidatore, l’Alta Corte ha concluso che non vi era motivo di

discostarsi dalla data di distribuzione risultante dall’estratto

Track&Trace:

"

(…).

3.

Se fondant sur l'attestation de suivi des

envois de la poste (relevé "Track & Trace"), la cour cantonale a

constaté que la décision sur opposition du 21 juin 2018 avait été distribuée le

samedi 23 juin 2018. Aussi, le délai de recours était-il arrivé à échéance le

vendredi 24 août 2018 (compte tenu des féries). Par conséquent, le recours,

déposé le 27 août 2018, ne l'avait pas été en temps utile.

Par ailleurs, en ce qui concernait l'erreur

de distribution invoquée par le recourant - selon lequel la décision attaquée

aurait été déposée dans la boîte aux lettres voisine commune à des sociétés

dont le mandataire du recourant était ou est associé, gérant, directeur ou

liquidateur -, les premiers juges ont considéré qu'elle ne reposait que sur une

hypothèse, de sorte qu'elle n'avait pas été rendue plausible. Ils ont relevé en

particulier que le nom du mandataire figurait uniquement sur la boîte aux

lettres de l'étude et non sur celle des sociétés. En outre, en l'absence de

vérification du relevé "Track & Trace" par le personnel de

l'étude, la date inscrite au tampon ("reçu le 25 juin 2018") était un

indice trop faible pour admettre que la notification était survenue ce jour-là.

Au demeurant, même si la décision sur opposition de l'intimée avait été déposée

dans la boîte aux lettres voisine, elle devrait être réputée parvenue dans la

sphère de puissance du mandataire du recourant, compte tenu de ses liens avec

les sociétés.

4.

4.1

Invoquant la violation des art. 38 al. 1 et 60 LPGA,

le recourant reproche à l'autorité précédente d'avoir considéré qu'il n'avait

pas rendu plausible l'erreur de distribution.

4.2

4.2.1

Selon la jurisprudence, le relevé "Track &

Trace" ne prouve pas directement que l'envoi a été placé dans la sphère de

puissance du destinataire mais seulement qu'une entrée correspondante a été

introduite électroniquement dans le système d'enregistrement de la poste.

L'entrée dans le système électronique constitue néanmoins un indice que l'envoi

a été déposé dans la boîte aux lettres ou la case postale du destinataire à la

date de distribution inscrite (ATF 142

III 599 consid. 2.2 p.

602; arrêt 8C_482/2018 du 26 novembre 2018 consid. 3.3). Une erreur de

distribution ne peut dès lors pas d'emblée être exclue. Cependant, elle ne doit

être retenue que si elle paraît plausible au vu des circonstances. L'exposé des

faits par le destinataire qui se prévaut d'une erreur de distribution, et dont

on peut partir du principe qu'il est de bonne foi, doit être clair et présenter

une certaine vraisemblance (ATF 142

III 599 consid. 2.4.1 p.

604). Dans ce contexte, des considérations purement hypothétiques, selon

lesquelles l'envoi aurait été inséré dans la boîte aux lettres du voisin ou

d'un tiers, ne sont pas suffisantes (arrêts 8C_482/2018 précité consid. 4.3;

9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.2 et les arrêts cités).

4.2.2

Le point de savoir si le recourant a rendu plausible

l'existence d'une erreur de distribution, au sens de la jurisprudence précitée,

est une question de fait que le Tribunal fédéral ne peut pas examiner librement

(supra consid. 1).

4.2.3

En l'occurrence, les arguments avancés par le

recourant ne sont pas de nature à démontrer le caractère arbitraire des

constatations du jugement attaqué. Il fait valoir en particulier que des

erreurs de distribution se sont déjà produites mais les copies des lettres

auxquelles il renvoie - produites en instance cantonale - n'apparaissent pas

pertinentes en l'espèce, ni de nature à étayer son propos. En effet,

contrairement à la décision sur opposition de l'intimée, les lettres

prétendument mal distribuées mentionnent au dessus de l'adresse tant le nom des

sociétés que celui du mandataire du recourant (ou le titre "avocat"

sur un des documents). En outre, selon les constatations des premiers juges, le

nom du mandataire du recourant, à laquelle a été adressée la décision sur

opposition, figure uniquement sur la boîte aux lettres de l'étude et non sur

celle des sociétés. Quant à la proximité des deux boîtes, elle ne suffit pas à

rendre vraisemblable une erreur de distribution. Enfin, on ne peut pas non plus

déduire de la date inscrite au moyen du tampon de l'étude que la décision a été

déposée dans la fausse boîte aux lettres. Au final, le recourant n'a apporté

aucun élément concret permettant de conclure, au degré de vraisemblance requis,

à une erreur de distribution. Les premiers juges n'ont donc pas fait preuve

d'arbitraire en considérant que la version du recourant ne reposait que sur une

hypothèse. Dans ces conditions, il n'y a pas lieu de s'écarter de la date de distribution

inscrite dans le relevé "Track & Trace".”

In una

pronunzia 8C_124/2019 del 23 aprile 2019 consid. 5 ss., il TF ha ulteriormente

ribadito la validità del sistema di spedizione Posta A Plus, respingendo tutte

le obiezioni che erano state sollevate a tal riguardo dall’insorgente:

"

(…).

5.

Le recourant se plaint d'une constatation

incomplète des faits. Il reproche à l'autorité précédente de n'avoir pas pris

en considération plusieurs pièces produites en instance cantonale. Bien qu'il

l'affirme, il n'explique toutefois pas en quoi ces pièces auraient pu influer

sur l'issue du litige. Son grief ne répond pas aux exigences de motivation de

l'art. 106 al. 2 LTF et n'est pas de nature à démontrer une constatation

manifestement inexacte des faits ou une appréciation arbitraire des preuves.

6.

6.1

Invoquant la violation du droit à la preuve (art. 29

al. 2 Cst.), le recourant reproche aux premiers juges de n'avoir pas donné

suite à sa requête tendant à la production par l'intimée des statistiques des envois

de ses décisions sur opposition sur trois ans, en distinguant les jours et la

méthode d'envoi. Il entendait ainsi démontrer que l'intimée envoie

volontairement ses décisions par courrier A Plus le vendredi.

6.2

Le droit d'être entendu garanti par l'art. 29 al. 2

Cst. comprend notamment le droit pour l'intéressé d'obtenir qu'il soit donné

suite à ses offres de preuves pertinentes, de participer à l'administration des

preuves essentielles ou à tout le moins de s'exprimer sur son résultat lorsque cela

est de nature à influer sur la d.ision à rendre (ATF 140 I

285.

consid. 6.3.1 p. 299; 135 II 286 consid. 5.1 p. 293 et les arrêts cités).

Toutefois, il est possible de renoncer à l'administration de certaines preuves

offertes, lorsque le fait dont les parties veulent rapporter l'authenticité

n'est pas important pour la solution du cas, lorsque les preuves résultent déjà

de constatations versées au dossier ou lorsque le juge parvient à la conclusion

qu'elles ne sont pas décisives pour la solution du litige ou qu'elles ne

pourraient l'amener à modifier son opinion (ATF 140 I

285.

consid. 6.3.1 précité

et les arrêts cités; 136 I 229 consid. 5.3 p. 236).

6.3

Comme l'ont relevé les premiers juges, en droit des

assurances sociales, il n'existe pas de disposition légale obligeant les

assureurs sociaux à notifier leurs décisions selon un mode particulier. Dès

lors, la jurisprudence admet que les assureurs sont libres de décider de la

manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en particulier

choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142

III 599 consid. 2.4.1 p.

603; voir également, parmi d'autres, arrêt 8C_559/2018 du 26 novembre 2018

consid. 4.3.1). Rien ne les empêche non plus d'envoyer leurs décisions un

vendredi. Dans ces conditions, l'acte d'instruction sollicité par le recourant

n'apparaissait pas pertinent et les premiers juges pouvaient refuser d'y donner

suite. Pour les mêmes raisons, il n'y a pas lieu d'accéder à la requête

formulée une nouvelle fois devant la Cour de céans.

7.

7.1

Le recourant se plaint d'un déni de justice (art. 29

al. 1 Cst.) et de la violation de son droit d'être entendu (art. 29 al. 2 Cst.

et 6 CEDH), du fait que la juridiction cantonale n'a pas répondu à son

argumentation relative à l'existence d'une lacune proprement dite de la LPGA

ainsi qu'à ses griefs tirés de l'interdiction du formalisme excessif et du

principe de la bonne foi.

7.2

La jurisprudence a déduit du droit d'être entendu le

devoir pour le juge de motiver sa décision, afin que le destinataire puisse en

saisir la portée, le cas échéant, l'attaquer en connaissance de cause et que

l'autorité de recours puisse exercer son contrôle (ATF 138 I

232.

consid. 5.1 p. 238 et

les arrêts cités). Pour répondre à ces exigences, il suffit que le juge

mentionne, au moins brièvement, les motifs qui l'ont guidé et sur lesquels il a

fondé sa décision; il n'est pas tenu de discuter tous les arguments soulevés

par les parties, mais peut se limiter à ceux qui lui apparaissent pertinents (ATF 142

III 433 consid. 4.3.2 p.

436.

et les arrêts cités).

7.3

En l'espèce, les premiers juges ont appliqué la

jurisprudence du Tribunal fédéral, selon laquelle un envoi expédié par courrier

A Plus se trouve dans la sphère de puissance du destinataire dès la date de

dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale de celui-ci, fût-elle un

samedi. Dans cette mesure, ils ont rejeté, à tout le moins implicitement, les

griefs du recourant tendant à démontrer que la notification par courrier A Plus

ne pouvait pas intervenir le samedi en cas de dépôt dans une case postale. La

cour cantonale a également exposé que ce mode de notification ne violait pas la

garantie d'un procès équitable ni de l'accès au juge. Cela étant, elle n'a pas

violé son devoir de motivation en renonçant à s'exprimer davantage sur les

arguments du recourant, lesquels ne sont pas fondés comme on le verra (infra

consid. 9).

8.

8.1

Invoquant la violation du droit à un procès équitable

et à l'accès au juge (art. 29 al. 1, 29a Cst. et 6 CEDH), le recourant fait

valoir, en substance, que l'envoi par courrier A Plus offre une protection

moins importante que l'envoi par recommandé ou courrier A, qu'il ampute de deux

jours le délai de recours et crée des incertitudes en fonction du destinataire.

8.2

8.2.1

Les critiques formulées par le recourant sont mal

fondées.

En effet, selon le mode d'expédition A

Plus, la lettre est numérotée et envoyée par courrier A de la même manière

qu'une lettre recommandée. Toutefois, contrairement au courrier recommandé, le

destinataire n'a pas à en accuser réception. En cas d'absence, celui-ci ne

reçoit donc pas d'invitation à retirer le pli. La livraison est néanmoins

enregistrée électroniquement au moment du dépôt de l'envoi dans la boîte aux

lettres ou la case postale du destinataire. Grâce au système électronique

"Track & Trace" de la poste, il est ainsi possible de suivre

l'envoi jusqu'à la zone de réception du destinataire (ATF 142

III 599 précité consid.

2.2

p. 601 s. et les arrêts cités; arrêts 8C_586/2018 du 6 décembre 2018

consid. 5; 8C_53/2017 du 2 mars 2017 consid. 4.1; 8C_573/2014 du 26 novembre

2014.

consid. 2.2).

8.2.2

En outre, le délai de recours est le même pour toutes

les formes de notification. Il commence à courir lorsque l'envoi entre dans la

sphère de puissance du destinataire et que ce dernier peut prendre connaissance

du contenu de l'envoi. En présence d'un courrier sans signature (A Plus comme

A), c'est le cas au moment du dépôt dans la boîte aux lettres ou la case

postale. Si l'envoi est distribué un samedi, le délai de recours commence à

courir le dimanche. En présence d'un courrier recommandé, l'envoi entre dans la

sphère de puissance du destinataire lorsqu'il est retiré au guichet. A cet

égard, la notification par lettre recommandée n'offre pas un avantage

significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le destinataire ne connaît

ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui est adressée (arrêts

8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid.

2.4).

8.2.3

Par ailleurs, l'accès aux cases postales est en

principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la case postale le

samedi relève de la responsabilité du destinataire (privé ou commercial).

Celui-ci ne saurait s'en prévaloir pour reporter le dies a quo du délai de

recours, alors que la date de distribution d'un courrier A Plus est facilement déterminable

au moyen du numéro apposé sur l'enveloppe. Contrairement à ce que soutient le

recourant, un tel procédé ne présente aucune difficulté particulière, surtout

pour un cabinet d'avocats, et permet précisément de lever les éventuelles

incertitudes liées à l'envoi sans signature.

9.

9.1

Le recourant se plaint de la violation du principe de

la bonne foi de l'administration (art. 5 al. 3 et 9 Cst.) en reprochant à

l'intimée d'induire en erreur les assurés en transmettant ses décisions sur

opposition par courrier A Plus. Il invoque également l'interdiction du

formalisme excessif (art. 29 al. 1 Cst.), soutenant que ce mode d'envoi met en

péril les droits des assurés.

9.2

Ces griefs, dont la motivation rejoint en substance

celle développée au point précédent, ne sont pas davantage fondés. On ne

saurait en effet reprocher à l'intimée un comportement déloyal et la mise en

péril des droits des assurés pour avoir choisi un mode de notification

expressément admis par le Tribunal fédéral. En outre, il n'y a pas lieu de

remettre en cause le principe de la réception auquel sont soumises les

communications des autorités et dont il ressort que la prise de connaissance

effective de l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du

délai de recours (cf. ATF 144 IV

57.

consid. 2.3.2 p. 62; 142 III

599.

déjà cité consid.

2.4.1; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). On peut d'ailleurs

attendre d'un avocat qu'il tienne compte de ce principe bien établi et recoure

en temps utile.

10.

10.1

Le recourant invoque enfin la violation de l'art. 60

al. 1 LPGA. Selon lui, il appartiendrait au Tribunal fédéral de combler une

lacune de la LPGA, en énonçant clairement les modes de notification acceptables

ou, tout au moins, des règles claires sur l'utilisation du courrier A Plus. Se

référant aux règles sur le comblement des lacunes, en relation notamment avec

l'art. 29 al. 7 de l'Ordonnance du 29 août 2012 sur la poste (OPO; RS 783.01)

et le ch. 2.5.3 des conditions générales de la poste ("Prestations du

service postal" pour les clients commerciaux), il considère qu'une

distribution le samedi doit être exclue.

10.2

Le grief est mal fondé. En effet, au risque de se

répéter, dans le domaine des assurances sociales, le dépôt dans la boîte aux

lettres ou la case postale d'un envoi, par courrier A Plus, constitue le point

de départ pour le calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a

lieu un samedi et que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le

lundi suivant. Il n'y a pas lieu de revenir sur cette jurisprudence que le

Tribunal fédéral a confirmée à maintes reprises (cf. notamment arrêts

8C_754/2018 consid. 7.2.3 déjà cité; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019 consid.

4.4; 8C_559/2018 déjà cité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.4;

8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 déjà cité consid. 3.1).

Le recourant ne prétend d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de

jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV

265.

consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Au demeurant, le fait

que le samedi n'est pas mentionné comme jour "ouvrable et de dépôt" à

l'art. 29 al. 7 OPO ne signifie pas pour autant que les envois ne peuvent pas

être distribués ce jour-là. Quant au ch. 2.5.3 "Dimanche et jours

fériés" des conditions générales susmentionnées, il prévoit que "si

la date de distribution (= échéance) tombe un dimanche ou un autre jour férié

reconnu, au niveau étatique ou par l'usage local, au lieu de la prestation, le

premier jour ouvrable qui suit ce dimanche ou jour férié est considéré date de

distribution". On ne peut pas en déduire que le samedi est un jour férié

au sens de cette disposition, auquel cas il serait mentionné au même titre que

le dimanche. Par ailleurs et comme l'ont indiqué les premiers juges, la

référence à l'art. 1 de la loi fédérale du 21 juin 1963 sur la supputation des

délais (RS 73.110.3) n'est pas davantage pertinente, car cette disposition ne

concerne que la fin du délai de recours et non son commencement. Enfin, la

fermeture des bureaux de l'administration, et à plus forte raison des cabinets

d'avocats, ne suffit pas en soi pour reconnaître au samedi le caractère de jour

férié (cf. arrêts 6B_730/2013 du 10 décembre 2013 consid. 1.3.2 et les arrêts cités; 1P.322/2006 du 25 juillet

2006.

consid. 2.5).”

In una

sentenza 8C_875/2018 del 24 luglio 2019, chiamata a statuire sul ricorso

interposto dall’avvocato della persona assicurata, il quale aveva sostenuto che

l’invio depositato di sabato nella casella postale di uno studio legale

entrerebbe nella sua sfera d’influenza soltanto il lunedì successivo e che

esisterebbe inoltre una disparità di trattamento tra le notifiche mediante

invio raccomandato e quelle mediante Posta A Plus, l’Alta Corte si è espressa

nei seguenti termini:

"

(…) L'argumentation est mal fondée. En effet, selon une

jurisprudence déjà bien établie, les communications des autorités sont soumises

au principe de la réception. Il suffit qu'elles soient placées dans la sphère

de puissance de leur destinataire et que celui-ci soit à même d'en prendre

connaissance pour admettre qu'elles ont été valablement notifiées (ATF 144 IV

57.

consid.

2.3.2

p. 62; 142 III

599.

consid.

2.4.1

déjà cité; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17).

Autrement dit, la prise de connaissance effective de l'envoi ne joue pas de

rôle sur la détermination du dies a quo du délai de recours. En outre,

contrairement à ce que laisse entendre la recourante, l'accès aux cases

postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la

case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire. Le point de

vue de la recourante reviendrait d'ailleurs à fixer le point de départ du délai

de recours des destinataires d'un envoi sans signature (A Plus comme A)

distribué le samedi de manière différente, selon qu'ils sont ou non représenté

par un mandataire professionnel, ce qui n'est pas admissible. Par ailleurs,

quoi qu'elle en dise, la recourante a bénéficié d'un délai de recours "complet"

dans la mesure où, en dehors des féries judiciaires et avant l'échéance du

délai de recours, les week-ends doivent être pris en compte dans le calcul du

délai de recours, cela indépendamment du mode de notification de la

communication. Enfin, le délai de recours est le même pour toutes les formes de

notification. Il commence à courir lorsque l'envoi entre dans la sphère de

puissance du destinataire et que ce dernier peut prendre connaissance du

contenu de l'envoi. En présence d'un courrier sans signature, c'est le cas au

moment du dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale. Si l'envoi est

distribué un samedi, le délai de recours commence à courir le dimanche. En

présence d'un courrier recommandé, c'est le cas lorsque l'envoi est retiré au guichet.

A cet égard, la notification par lettre recommandée n'offre pas un avantage

significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le destinataire ne connaît

ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui est adressée (cf. les

arrêts déjà cités 8C_124/2019 consid. 8.2.2 et 8C_754/2018 consid. 7.2.3; arrêt

2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.4). En conclusion, il n'y a pas lieu

de revenir sur la jurisprudence mise en cause par la recourante, que le

Tribunal fédéral a confirmée à maintes reprises (supra consid. 4). La

recourante n'expose d'ailleurs pas valablement en quoi les conditions d'un

revirement de jurisprudence seraient remplies (à ce sujet voir ATF 144 V

72.

consid. 5.3.2 p. 77 s. et la référence).”

Infine, in

una sentenza 8C_330/2020 del 2 luglio 2020, il TF ha definito come puramente

ipotetiche le obiezioni sollevate dall’assicurato, in particolare quella

secondo la quale la Posta avrebbe commesso un errore di notifica, posto che,

quale membro del Consiglio comunale, egli svuoterebbe regolarmente la sua buca

delle lettere e controllerebbe attentamente la corrispondenza ivi depositata:

" (…) Dass die

Vorinstanz den Sachverhalt offensichtlich unrichtig festgestellt hätte, ist

nicht erkennbar. Dies gilt insbesondere insoweit, als sie einen falschen

Zustellvermerk durch die Post als nicht ausgewiesen erachtete. Dass sie in den

Angaben des Beschwerdeführers - auch wenn sie glaubhaft sein mögen - keine

konkreten, über blosse Hypothesen hinausgehenden Anhaltspunkte für einen Fehler

bei der Postzustellung erkannte, ist nicht zu beanstanden. Es liegt darin auch

keine Missachtung der im Zusammenhang mit der Zustellung praxisgemäss

massgeblichen Beweisregeln. Unter der für das Bundesgericht verbindlichen

Annahme einer korrekten Postzustellung durfte das kantonale Gericht zudem auf

die rechtsgültige Eröffnung der Suva-Verfügung schliessen, ohne Bundesrecht zu

verletzen. Insbesondere liegt auch keine Verletzung der Ansprüche auf ein

faires Verfahren und auf rechtliches Gehör (im Sinne einer Rechtsverweigerung)

vor.”

2.5

Nella presente fattispecie,

chiamato a pronunciarsi sull’eccezione d’intempestività del ricorso sollevata

dall’assicuratore LAINF resistente, il patrocinatore dell’assicurata ha

formulato segnatamente le seguenti considerazioni:

" (…) Tale

invio è giunto all’impianto delle caselle postali di __________ il 20 febbraio

2021.

ma di certo non nella casella di posta dello scrivente studio legale.

(…) L’inoltro della CO 1, che non indicava né il nominativo RA 1,

né l’indirizzo corretto, né men che meno la casella postale dello scrivente

studio legale, in data 20 febbraio 2021 non era presente nella casella postale

del patrocinatore della qui reclamante pervenendoci solo lunedì 22 febbraio

2021.

(…) Gli avvocati dello studio, soliti visionare la posta anche il

sabato mattina, non hanno ritrovato la summenzionata decisione in casella. Con

ogni verosimiglianza, la decisione qui avversata è stata inserita in un’altra

casella, probabilmente nella casella di posta corrispondente agli uffici di __________.

Per quanto consta alla qui ricorrente, la missiva è giunta invece nella casella

di posta corretta solamente lunedì 22 febbraio 2021.

(…) A ulteriore riprova di tale manifesto errore, che oggi

controparte vuole artatamente e – ci si consenta – poco correttamente sfruttare

a suo favore per non confrontarsi sul merito della decisione, sia ulteriormente

rilevato che una dipendente della CO 1, accortasi dell’errore relativo

all’indirizzo indicato sulla decisione su opposizione del 19 febbraio 2021,

lunedì 22 febbraio 2021 in mattinata, ha contattato lo scrivente Studio legale

per informarlo dell’errore ed accertarsi che la decisione ci fosse pervenuta,

circostanza che le è stata confermata dalla praticante dello studio legale che

aveva ritrovato la mattina stessa la busta finalmente giunta nella casella postale

corretta. Proprio a fronte di tale telefonata fu chiesto a CO 1 di voler

modificare l’indirizzo dell’avv. RA 1, quello corretto essendo già

evidentemente in loro possesso visti i precedenti scritti recanti il giusto

recapito.

(…) A questo riguardo, desta più di un sospetto proprio l’invio

della decisione su opposizione all’indirizzo erroneo, quando invece

comunicazioni precedenti sono state inviate all’odierno e corretto indirizzo

postale (cfr. doc. R). Quanto precede, come pure di seguito esposto, manifestamente

in dispregio dei precetti di buona fede.

(…).

Nel caso di specie, la decisione su opposizione è stata spedita il

19.

febbraio 2021, ma dal track & trace si evince unicamente che tale

invio è pervenuto all’impianto di caselle postali di __________ in data 20

febbraio 2021 alle ore 06.37 e non nella casella postale del patrocinatore

della ricorrente, da lì in poi non vi sono informazioni su che fine abbia fatto

tale inoltro, che ribadiamo recava l’indirizzo errato e sabato 20 febbraio 2021

non era presente nella casella postale del patrocinatore della qui ricorrente,

ma vi è stato inserito solamente lunedì 22 febbraio 2021.” (doc. VIII, p. 3

ss.)

In corso di causa, questo

Tribunale si è rivolto alla dirigenza dell’ufficio postale di __________,

mediante uno scritto del seguente tenore:

" (…) le

rendo noto che lo scrivente Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) è

chiamato a derimere una vertenza avente per oggetto la ricevibilità di un

ricorso interposto contro una decisione amministrativa intimata mediante il

sistema di spedizione Posta A Plus.

Trattandosi dell’invio __________, spedito il 19 febbraio 2021

dall’ufficio postale di “__________”, nel sistema di tracciamento degli invii

Track&Trace figura la seguente indicazione: “20 febbraio 2021 – 06:37 - Recapitato

via casella postale - __________” (si veda estratto allegato).

Ai fini dell’istruttoria di causa, la invito a rispondere alle

seguenti domande:

1.

La data e

l’ora che figura nel sistema di tracciamento con la menzione “Recapitato

via casella postale” corrisponde al momento in cui l’invio A Plus

è pervenuto presso l’ufficio postale di destinazione oppure a

quello in cui la busta è stata fisicamente depositata

nella casella postale del destinatario?

2.

Nel caso in cui dovesse corrispondere al momento in cui l’invio

A Plus è pervenuto presso l’ufficio postale di destinazione, il suo deposito

nella casella postale del destinatario ha luogo il giorno stesso

oppure soltanto più tardi? Quando precisamente?

3.

Nel caso concreto, ritiene plausibile che la data del 20

febbraio 2021 corrisponda al momento in cui l’invio __________

è stato registrato nel sistema, mentre quell’invio è stato

fisicamente depositato nella casella postale del destinatario

soltanto il lunedì 22 febbraio 2021? Voglia motivare la sua

risposta.

4.

Il fatto che l’invio indicava un indirizzo errato (via xy,

anziché via xz), e meglio un vecchio recapito del patrocinatore del

ricorrente, può aver in qualche modo ritardato il deposito della lettera

nella sua casella postale, nel senso che esso avrebbe avuto

luogo soltanto il lunedì 22 febbraio 2021? Voglia

motivare la sua risposta. (…).” (doc. XIV)

Queste le risposte fornite

il 1° luglio 2021 da __________, Responsabile della Regione di recapito lettere

__________:

" (…) come

da sua richiesta rispondiamo alle domande poste ai fini dell’istruttoria di

causa relativa all’invio postale A-Plus nr. __________.

1.

La data che figura nel sistema corrisponde a quella

dell’avvenuto recapito nella casella postale, trattandosi di un invio A-Plus

lo stesso viene distribuito direttamente nella casella postale. L’orario che

figura nel sistema corrisponde al momento in cui l’invio viene rilevato

dai nostri collaboratori tramite l’apposito apparecchio (scanner),

questo orario può differire dall’effettivo inserimento dell’invio

nella casella postale; tutti gli invii presenti vengono rilevati

in un unico momento ed in seguito depositati nelle caselle postali.

2.

Il deposito ha luogo lo stesso giorno entro l’orario previsto

per garantire l’offerta di prestazione, per le caselle postali di __________

corrisponde alle 07:30.

3.

Nel caso concreto, in circostanze normali, non riteniamo

plausibile che l’invio sia stato depositato solo il giorno 22.

Purtroppo non siamo in grado di ricostruire con estrema sicurezza quanto avvenuto

quel giorno preciso ma lo standard è quello descritto.

4.

Malgrado l’indirizzo indicato non fosse completo, le

tempistiche previste sono state comunque rispettate: impostazione il 19 febbraio

– recapito il 20 febbraio.

Mi permetto di farvi presente che il 20 febbraio era un sabato e

che molti clienti al sabato non lavorano e vuotano la casella postale solo al

lunedì, forse la discrepanza sui giorni è dovuta a questo.” (doc. XV)

Invitato a formulare le

proprie osservazioni in proposito, l’avv. RA 1 ha in particolare rilevato che:

" (…) Rileviamo

all’uopo che le risposte fornite dalla Spettabile Posta CH SA, a seguito delle

domande formulate da codesto lodevole Tribunale, ricalcano la tesi sin qui

sostenuta dallo scrivente legale, confermando che la data del 19 febbraio 2021

e l’orario delle 06.37 indichino unicamente il momento in cui lo stesso è stato

“rilevato” dai collaboratori della posta tramite scanner e che l’orario

dell’effettivo inserimento nelle caselle postali possa differire.

Posta CH SA, peraltro informa che il deposito, in condizioni normali,

ha luogo lo stesso giorno in cui l’invio perviene alla posta, fatto peraltro

mai contestato dalla Signora RI 1, ma non è dato sapere, men che meno con

certezza, e neppure a seguito delle recenti precisazioni di Posta CH SA, e lo

scritto di quest’ultima lo conferma, esattamente in quale casella postale venga

inserito, se quella corretta del destinatario oppure una differente.

Al riguardo, sia detto che l’errore di inserimento di

corrispondenza nelle caselle postali è fatto tutt’altro che eccezionale, lo scrivente

Studio legale trovando in casella quasi ogni giorno corrispondenza a lui non

indirizzata e dovendola restituire, il medesimo giorno o quello successivo,

agli sportelli postali o ancora addirittura non ricevendo per nulla la

corrispondenza inviataci con posta A Plus, di cui si perde totalmente traccia

(cfr. Doc. T: email della Pretura di __________ del 7 luglio 2021, con copia

dell’invio mai consegnato presumibilmente per un piccolissimo errore

nell’indirizzo).

L’invio e ne siamo persuasi è stato certamente depositato in data

20.

febbraio 2021, ma non nella casella postale dello scrivente legale, la posta

non essendo in grado di ricostruire con certezza quanto avvenuto quel giorno

dopo la scansione della lettera per mano dei suoi collaboratori.

In merito alla risposta fornita al punto 4. da Posta CH SA,

contestiamo che l’indirizzo non fosse semplicemente incompleto. Lo stesso era

totalmente errato. A tal proposito non si comprende come Posta CH SA possa

sostenere che le tempistiche siano comunque state rispettate, a meno di voler

ritenere “recapitato” un invio riposto nella casella postale errata. A mente

dello scrivente legale non è sufficiente, anzi è assurdo, sostenere di averlo

depositato in una generica casella postale per ritenerlo consegnato, ammettendo

inoltre che dopo la scansione da parte dei collaboratori di tale invio si

perdono completamente le tracce.

Di più.

Al riguardo, non può non essere evidenziato che proprio Posta CH

SA rilascia un opuscolo recante indicazioni per il corretto indirizzamento

della corrispondenza, precisando che lo stesso

“ costituisce la premessa fondamentale affinché

le

lettere pervengano tempestivamente al

destinatario.”

(…).” (doc. XVII)

2.6

Posto che, come visto,

secondo il Tribunale federale, vi è la presunzione che il recapito postale

abbia avuto luogo correttamente (cfr. STF 1C_31/2018 consid. 3.3: “… ist somit zu vermuten, dass das

Zustelldatum von den Postangestellten korrekt registriert worden ist …”,

parzialmente riprodotta al consid. 2.4.), occorre

ora esaminare se gli elementi evidenziati dal rappresentante dell’assicurata,

destinatario dell’invio in questione, possano assurgere a indizi concreti

suscettibili di rovesciare tale presunzione (in tal senso, si veda la succitata

STF 1C_31/2018 consid. 4.2: “Entscheidend

ist allerdings (…) das Bestehen von konkreten Anzeichen für einen Fehler

bei der Postzustellung selbst.” – il corsivo è del redattore), precisato che a

ciò nulla muta il fatto che, conformemente alla giurisprudenza federale, la

buona fede del destinatario è da presumere (cfr. sempre la STF 1C_31/2018 consid. 4.2: “Diesbezüglich weist sie zwar zu Recht darauf hin, dass der gute

Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604 mit Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies

nichts an der erwähnten Vermutung ändert, dass die Postzustellung korrekt

erfolgte.” – il corsivo è del redattore).

Preliminarmente

va comunque sottolineato che la presunzione è in concreto

rafforzata dalle precisazioni fornite in corso di causa dai dirigenti

dell’ufficio postale di __________. In effetti, dalle loro indicazioni si

evince che il momento in cui gli invii A Plus vengono registrati mediante

scansione del codice a barre figurante sulle buste (in concreto, le 6.37 di sabato

20.

febbraio 2021) non corrisponde esattamente a quello in cui i medesimi invii

vengono fisicamente recapitati nelle caselle postali dei destinatari, ma che la

fase d’inserimento degli invii nelle rispettive caselle postali avviene, in

ogni caso, il giorno stesso del loro arrivo all’ufficio di recapito (e,

quindi, della loro registrazione nel sistema), “entro le 07.30”, come pure che,

per queste ragioni, essi non reputano “… , in circostanze normali, (…)

plausibile che l’invio sia stato depositato solo il giorno 22.” (cfr. supra,

consid. 2.5.).

Dalla

scheda informativa “Posta A Plus (A+) – Trasparenza dell’intero processo di

spedizione”, consultabile sul sito web de LaPosta, risulta del resto che “per

la posta A Plus valgono gli stessi tempi rapidi della posta A: gli invii

arrivano al destinatario il giorno lavorativo dopo l’impostazione, sabato

incluso.” (il corsivo è del redattore).

Certo,

il sistema di recapito appena descritto - specificatamente il décalage esistente

tra la registrazione dell’invio mediante scansione del codice a barre e quello

del suo recapito in casella postale -, è suscettibile di generare incertezze

nel destinatario, ma ciò è un problema, irrilevante ai fini del presente

giudizio (come detto, il recapito ha comunque luogo il giorno stesso), al quale

spetta alla Posta porre rimedio. Una soluzione potrebbe essere quella prevista

allorquando il recapito dell’invio A Plus non avviene nella casella postale, ma

nella cassetta delle lettere del destinatario. In effetti, in quel caso, sul

tracciamento dell’invio figura, oltre alla data e all’ora dell’arrivo

all’ufficio di recapito, la data e l’ora in cui l’invio è stato fisicamente

depositato nella cassetta delle lettere.

Inoltre, è utile ricordare

che la correttezza di un recapito non può essere messa in discussione

genericamente ed in linea di principio. Occorrono per contro degli indizi

concreti che, nel caso specifico, facciano apparire come plausibile

un’errata datazione (in questo senso, si veda la sentenza C-7037/2017 del 16

novembre 2018 del Tribunale amministrativo federale).

2.7

Nella presente

fattispecie, nella misura in cui l’avv. RA 1 contesta la validità del sistema

di spedizione Posta A Plus nel suo principio (cfr. doc. VIII, p. 6 s.:

“Bisognerebbe invero imporre a questi ultimi [agli assicuratori, n.d.r.]

l’invio di ogni comunicazione da cui decorre effettivamente un termine legale solo

e solamente tramite Posta Raccomandata.”), le sue critiche cadono nel vuoto. In

effetti, la giurisprudenza federale ha più volte confermato la liceità del

sistema in oggetto (cfr. consid. 2.4.; sul tema, si veda pure

l’articolo di T. Barth, Le courrier A Plus, apparso in Anwaltpraxis/Pratique du

barreau 3/2019, p. 129: “Le courrier A+ ne constitue nullement une révolution

et ne fait que concrétiser la jurisprudence dévelopée sur le principe de la

sphère d’influence. Il permet aux administrations, tribunaux et avocats de

réduire quelque peu leurs coûts en se substituant, lorsque la loi permet cette

forme d’expédition, à un envoi par pli recommandé. Il appartient aux

destinataires des courriers d’être attentifs à ce mode d’envoi et de prendre

les mesures appropriées afin de déterminer quand le courrier a été déposé dans

leurs boîtes aux lettres.”. Il medesimo autore ha peraltro consigliato agli

avvocati di rendere attento il personale incaricato dell’apertura della

corrispondenza all’etichetta A+ e “l’instruire de systématiquement effectuer

un suivi de l’envoi, par exemple en scannant l’étiquette avec l’application

mobile de La Poste, afin de déterminer le moment du dépôt dans la boîte aux

lettres et d.insi calculer correctement l’éventuel délai.” – il corsivo è

del redattore).

D’altro

canto, il rappresentante della ricorrente sostiene che i membri del suo studio

legale sono soliti vuotare la casella presso l’ufficio postale di __________

anche il sabato mattina, non trovandovi l’invio A Plus n. __________,

contrariamente quindi a quanto indicato dal relativo Track & Trace. L’invio

in questione è invece stato reperito il lunedì successivo, 22 febbraio 2021, e

portato in ufficio, dove è poi stato apposto il timbro di ricezione (doc. VIII,

p. 3 e doc. XII).

Il patrocinatore ha così esposto

la sua personale versione dei fatti. Alla luce della giurisprudenza federale

precedentemente riprodotta, ciò non può bastare per rovesciare la presunzione che

il recapito ha avuto luogo correttamente.

Il timbro apposto sulla

decisione impugnata (“22 FEB. 2021”) costituisce un indizio oggettivo circa il

momento in cui è stata vuotata la casella postale, ma non in merito a quello in

cui l’invio è stato effettivamente recapitato in casella.

In questo contesto, è

ancora utile segnalare che le sentenze emanate nel recente passato dal TCA in

materia di tempestività di ricorsi diretti contro decisioni intimate con il sistema di spedizione Posta A Plus, riguardavano proprio delle fattispecie in cui i patrocinatori della persona

assicurata sostenevano di aver vuotato la casella postale di sabato senza trovare

l’invio in questione, reperito, a loro dire, soltanto il lunedì successivo

(cfr. la STCA 35.2018.121+124 del 6 maggio 2019 e la STCA 35.2018.128 del 6 maggio

2019, entrambe confermate dal TF con pronunzia 8C_399/2019 dell’8 gennaio 2020,

rispettivamente 8C_400/2019 del 13 gennaio 2020).

Nemmeno il fatto che

l’amministrazione abbia erroneamente indirizzato la decisione impugnata al

vecchio recapito postale dell’avv. RA 1, è suscettibile di giustificare una

diversa soluzione. In effetti, così come attestato dalla Posta rispondendo a

questo Tribunale, nonostante l’errore, “… le tempistiche previste sono state

(…) rispettate: impostazione il 19 febbraio – recapito il 20 febbraio.”

(doc. XV – il corsivo è del redattore). D’altro canto, l’affermazione secondo

cui, a causa dell’errore d’indirizzo, la lettera sarebbe stata depositata nella

casella postale di un altro utente per poi essere trasferita in quella del

rappresentante dell’assicurata soltanto il lunedì 22 febbraio 2021, è una mera supposizione

non suffragata dal benché minimo indizio concreto. Del resto, è lecito credere

che, in ragione del traffico di corrispondenza che normalmente genera uno

studio legale, i funzionari della Posta conoscessero la casella postale alla

quale fa capo il patrocinatore dell’insorgente.

In esito a tutto quanto

precede, occorre pertanto affidarsi al tracciamento elettronico dell’invio, in

base al quale la decisione su opposizione del 19 febbraio 2021 è stata

impostata il giorno stesso con il sistema di spedizione Posta A Plus ed è stata

recapitata nella casella postale del rappresentante di RI 1 sabato 20

febbraio 2021 (cfr. doc. Q). Il fatto che la casella postale sia stata

vuotata e, pertanto, si sia presa conoscenza della decisione su opposizione

soltanto lunedì 22 febbraio 2021, non ha alcuna influenza sul momento

determinante l’inizio della decorrenza del termine ricorsuale (cfr. supra,

consid. 2.4.).

Il termine di ricorso di

30.

giorni ha dunque iniziato a decorrere il giorno successivo, ossia domenica

21.

febbraio 2021, in virtù dell’art. 38 cpv. 1 LPGA. Esso è

perciò giunto a scadenza lunedì 22 marzo 2021.

Consegnato

all’Ufficio postale di __________ in data 24 marzo 2021 (cfr. la busta

d’invio allegata all’impugnativa), il ricorso deve essere ritenuto tardivo e,

pertanto, irricevibile in ordine.

2.8

L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020,

prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita

per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia

essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

In

data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61

lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,

rapida e di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61

lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a

prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo

prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese

processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

La

procedura è pertanto di principio onerosa se concerne la fissazione dei

contributi (cfr. Messaggio concernente la modifica della legge federale sulla

parte generale del diritto delle assicurazioni sociali, FF 2018, p. 1303 e

seguenti, p. 1334: “La

mozione Gruppo UDC 09.3406 chiede che venga abolito il principio della gratuità

delle procedure di ricorso davanti ai tribunali cantonali nell’ambito delle

assicurazioni sociali. L’indicazione secondo cui la procedura è gratuita va

pertanto soppressa (art. 61 lett. a D-LPGA). Saranno così applicabili le

disposizioni del diritto cantonale relative alle spese di procedura. Per quanto

riguarda invece le controversie relative a prestazioni, la lettera fbis

contempla l’addebito di spese soltanto nel caso in cui la singola legge lo

preveda. Nell’assicurazione invalidità una tale regolamentazione è già in

vigore dal 1° luglio 2006 (art. 69 cpv. 1bis LAI)”).

Secondo l’art. 82a LPGA

(Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al

tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del

21.

giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

In concreto, il ricorso è

stato inoltratro il 24 marzo 2021 e pertanto si applica il nuovo diritto.

Trattandosi di prestazioni dell’assicurazione obbligatoria

contro gli infortuni per le quali il legislatore federale non ha previsto di

prelevare le spese, la presente procedura è esente da spese.

Dispositif

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è irricevibile.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti