00.3677 · Interpellanza · 2000-12-13
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Le nostre regioni di montagna non sono soltanto un elemento che contribuisce
all'aspetto caratteristico del nostro Paese; costituiscono anche la base esistenziale
della popolazione e un'importante fonte d'acqua, energia, prodotti agroforestali, oltre
che zona di svago e habitat di una notevole varietà di specie. Questo fa sì che la
Svizzera disponga di un ricco tesoro di esperienze, molto ambito anche a livello
internazionale, in quanto a livello mondiale le regioni montane sono sistemi sensibili,
in parte minacciati, nei quali lo sviluppo sostenibile tenta di trovare un equilibrio tra le
esigenze dell'ambiente, dell'economia e della popolazione.
Su questa base, nell'ambito della Conferenza di Rio e dei processi successivi, la
Svizzera ha attribuito un valore particolare al tema dello sviluppo delle regioni
montane. In seno a organi internazionali così come nel quadro della collaborazione
internazionale, la cooperazione svizzera allo sviluppo ha assunto un ruolo di guida.
Con la ratifica della Convenzione delle Alpi e la partecipazione all'iniziativa dell'Ue
INTERREG III 1999, la Svizzera ha altresì manifestato l'intenzione di prendere parte
alla risoluzione di problemi d'impronta transfrontaliera e internazionale e, in tal modo,
di contribuire allo sviluppo delle regioni di montagna.
Il Consiglio federale è conscio che la Svizzera, riconosciuta in tutto il mondo come un
Paese di montagna, ha un'enorme responsabilità e che sia a livello nazionale, sia a
livello internazionale sono riposte in essa grandi aspettative. Per tale motivo ritiene
che l'Anno internazionale delle montagne, decretato dall'ONU per il 2002, costituisca
un'ottima opportunità per sensibilizzare la comunità nazionale e internazionale
sull'importanza delle regioni di montagna e sulle loro esigenze, per portare le nostre
esperienze nel dibattito internazionale, per dimostrare solidarietà alle popolazioni
delle regioni di montagna di tutti i continenti e per impegnarsi sul piano
internazionale.
Per i motivi summenzionati, la Confederazione s'impegnerà attivamente in favore
dell'Anno internazionale delle montagne, in collaborazione con la Direzione dello
sviluppo e della cooperazione (DSC), l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale
(USTE) e con il Segretariato di Stato dell'economia (seco).
Alla domanda 1
Diversi Uffici hanno già intrapreso i preparativi. In relazione alla prossima conferenza
denominata "Rio+10", prevista nel 2002, la DSC sta progettando numerose attività
orientate ad aspetti di respiro mondiale. È fra l'altro prevista una Conferenza
internazionale a Interlaken sul tema "Mountains of the World - Community
Development between Subsidy, Subsidiarity and Sustainability", una vasta campagna
di formazione e informazione cui partecipano alcune scuole svizzere, nonché
l'elaborazione di raccomandazioni e conclusioni sulle diverse esigenze dello sviluppo
delle regioni di montagna nel prossimo decennio.
Il coordinamento delle attività a livello federale è assunto dall'USTE, il quale è in
contatto con una serie di organizzazioni private che nel 2001-2002 organizzeranno
tutta una serie di attività particolari. È stato costituito anche un gruppo di
coordinamento in cui sono rappresentati esponenti dei Cantoni, soprattutto dei
Cantoni di montagna, e di Uffici federali come l'USTE, l'UFAG, l'UFAFP, l'UFAEG,
l'UFPC, la DSC e il seco. Quest'ultimo è affiancato, per le questioni organizzative e
amministrative, dall'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe (SNV) di
Davos. Gli aspetti contenutistici sono discussi tra i partner interessati e poi
concretizzati entro la prossima primavera. Conformemente all'idea guida dello
sviluppo sostenibile, la realizzazione deve tenere conto delle tre dimensioni
ambientale, sociale ed economica, ciò che - oltre a questioni relative all'ecosistema
montano e allo sviluppo agricolo - include anche gli aspetti dello sviluppo
socioeconomico e del turismo.
In relazione al turismo, occorre aggiungere che il 2002 è stato decretato dall'ONU
anche l'anno del turismo ecologico. Il seco, insieme all'Organizzazione mondiale del
turismo, all'Austria e all'UFAFP, intende organizzare due conferenze internazionali in
Austria e in Svizzera.
Alla domanda 2
Le azioni intraprese mirano a migliorare la comprensione per le sfide cui sono
confrontate oggi le regioni montane e per le esigenze delle popolazioni di montagna.
Nell'ambito del bilancio dei dieci anni successivi a Rio ("Rio+10"), dette attività
devono inoltre fornire un contributo all'attuazione, in Svizzera, dell'Agenda 21 nonché
della Convenzione sui cambiamenti climatici e di quella sulla diversità biologica.
I singoli Dipartimenti e Uffici federali hanno la possibilità, nel quadro dei rispettivi
bilanci, di mettere a disposizione dei mezzi da investire in manifestazioni e progetti.
Per il Consiglio federale è importante che i vari provvedimenti siano condivisi e
sostenuti dalla Confederazione, dai Cantoni e da altre cerchie interessate. Esso
prende pertanto atto con soddisfazione che diversi Cantoni e gruppi d'interesse
hanno già notificato la loro disponibilità a contribuire, mediante manifestazioni
particolari, a dar vita all'Anno internazionale delle montagne in Svizzera.
Alla domanda 3
Le attività nazionali in occasione dell'Anno delle montagne, coordinate dall'USTE,
mirano a sensibilizzare la popolazione svizzera sull'importanza delle regioni di
montagna come spazio naturale, ma anche come spazio vitale ed economico per la
popolazione che vi risiede.
Il Consiglio federale si impegna anche a favore di una maggiore collaborazione
internazionale tra le regioni di montagna. In Svizzera, la Convenzione delle Alpi è
stata ratificata nel 1999, anno in cui è entrata in vigore. Il nostro Paese così ha
ribadito in modo inequivocabile il proprio sostegno allo sviluppo sostenibile della
regione alpina. Assumendo la presidenza della Convenzione delle Alpi negli ultimi
due anni, la Svizzera ha contribuito in modo determinante a rendere più dinamico il
processo. Sotto la sua presidenza le Parti contraenti hanno ratificato e firmato
l'importante Protocollo Trasporti. Nel 2002, il Parlamento avrà l'occasione di
occuparsi in modo approfondito dei Protocolli d'applicazione della Convenzione delle
Alpi e di conferire al Consiglio federale il mandato di ratificare i Protocolli.
Va inoltre segnalata anche la partecipazione della Svizzera al programma
INTERREG III dell'Ue, che sarà importante per le regioni montane nel campo della
collaborazione transfrontaliera e transnazionale (programma "Alpine Space"). Infine,
l'avvio del programma nazionale di ricerca 48 "Paesaggi e habitat alpini" darà nuova
linfa alla ricerca sull'area alpina.
L'attuazione della Convenzione delle Alpi e dei suoi Protocolli d'applicazione nonché
del programma INTERREG III, così come l'intensificazione della ricerca sulle Alpi
daranno nuovi impulsi alla politica svizzera relativa alle regioni di montagna. L'USTE,
che è responsabile della parte transnazionale di INTERREG III e, dal 1° gennaio
2001, anche della Convenzione delle Alpi, si adopererà a favore di un'attuazione
coordinata.
Il Consiglio federale è senz'altro consapevole dell'importanza dell'Anno delle
montagne per le regioni di montagna di altri continenti. A vari livelli, il nostro Paese
ha sempre sostenuto altre regioni di montagna. Vari Paesi di montagna sono al
centro delle attività della DSC, che, tra l'altro, ha in serbo un ulteriore pacchetto di
misure in vista dell'Anno mondiale delle montagne.
Alla domanda 4
Al momento attuale, l'Expo.02 non prevede alcuna mostra dedicata esplicitamente
alla tematica delle montagne. Essa viene però affrontata in margine a singole mostre,
come ad es. in quelle dedicate all'acqua, alle catastrofi naturali e all'agricoltura. Per
motivi di tempo non è possibile allestire nuove mostre.
Tuttavia, resta ancora spazio per giornate o settimane tematiche nell'ambito delle
quali gruppi d'interesse potranno organizzare incontri o manifestazioni.
Risposta del Consiglio federale.