01.3009 · Mozione · 2001-02-13
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
L'articolo 2 capoverso 1 della Costituzione federale prevede che la Confederazione
garantisca l'indipendenza e la sicurezza del paese. Ora il concetto di sicurezza è una
nozione molto complessa che comprende diversi campi d'attività e che, nel nostro sistema
federalista, fa intervenire differenti organi a piú livelli (Confederazione, Cantoni, comuni,
persino società private di servizi di protezione). In questo senso il Consiglio federale
condivide il parere dei mozionanti secondo cui i compiti del settore della sicurezza devono
essere ripartiti tra i dipartimenti federali nel modo piú efficace possibile, e la coordinazione
dev'essere rafforzata sia tra i diversi organi federali di sicurezza che tra questi e i
corrispondenti organi cantonali.
Nel rapporto all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza in Svizzera del 7 giugno 1999
(RAPOLSEC 2000), il Consiglio federale include la sicurezza nel suo catalogo di definizioni e
distingue la sicurezza interna (continuità e fidatezza delle istituzioni politiche costituzionali
dello Stato, libera democrazia e sicurezza degli abitanti) dalla sicurezza esterna (continuità e
integrità dell'indipendenza di uno Stato). Tuttavia, a causa della crescente mondializzazione,
egli indica che è sempre piú difficile trattare separatamente questi due aspetti della sicurezza
e sottolinea di conseguenza la necessità di prevedere un coordinamento efficace ed elastico
tra i diversi organi interessati.
A livello federale le questioni di sicurezza sono trattate innanzitutto dal DFAE, DDPS, DFGP
e DFF (Corpo delle guardie di confine Cgcf). Il Consiglio federale assume la condotta
strategica. Si è già preoccupato del coordinamento in materia di sicurezza al momento della
riforma del governo e dell'amministrazione (RGA), progetto terminato alla fine del 2000, di
cui una delle novità è stata il trasferimento dal Parlamento al Governo della competenza di
organizzare l'Amministrazione federale. È in questo contesto che diversi uffici o parti di essi
sono stati spostati, in particolare in seno al DFGP, e che il Dipartimento militare federale si è
trasformato in DDPS, raggruppando tutte le unità amministrative incaricate della difesa e
della protezione della popolazione.
Inoltre, nel 1999, il Consiglio federale ha creato un organo di direzione per la sicurezza,
composto di responsabili superiori dei dipartimenti interessati dalle questioni di sicurezza.
Quest'organo di direzione per la sicurezza sarà affiancato alla Delegazione del Consiglio
federale per la sicurezza (capi del DFAE, del DFGP e del DDPS) con l'incarico di funzioni di
stato maggiore. Parallelamente il Consiglio federale ha istituito un posto di coordinatore del
servizio "informazioni", che agisce pure in qualità di segretariato della Delegazione per la
sicurezza e il cui primo rapporto è atteso per la fine di quest'anno. Esiste quindi già un
organo di condotta e di coordinamento in materia di sicurezza al piú alto livello decisionale
del governo.
Le misure già prese nel campo della sicurezza non si possono considerare esaurienti:
sussistono lacune ed è sempre possibile migliorare le strutture esistenti. È secondo questa
concezione che parecchi altri progetti sono attualmente in corso. Citiamo il progetto
Efficienza che trasferisce alla Confederazione nuove competenze in materia di lotta alla
criminalità organizzata e alla criminalità economica, che entrerà probabilmente in vigore
all'inizio del 2002; il progetto DFGP - Strategia UE-Svizzera (PESEUS), incaricato di
approfondire la collaborazione con l'UE tenendo conto degli interessi della Svizzera, in
particolare per quanto concerne la cooperazione giudiziaria e di polizia, la migrazione e
l'assistenza giudiziaria e amministrativa; il progetto Esercito XXI, che intende conformare
l'esercito svizzero secondo le esigenze del nuovo secolo e dovrebbe entrare in vigore nel
2003; il progetto Protezione della popolazione, il cui obiettivo è l'elaborazione di un piano
direttore e di una nuova legge federale in materia, che dovrebbe esser sottoposto alle
Camere federali entro la sessione estiva del 2002. A livello cantonale la Conferenza dei
comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS) ha lanciato il progetto Polizia XXI, la cui
direzione politica spetta alla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP).
Questo progetto intende analizzare forze e debolezze dell'organizzazione attuale delle
polizie cantonali e a suggerire dei miglioramenti; esso fa parte del progetto "Esame del
sistema di sicurezza interna della Svizzera" (USIS) presentato qui sotto.
Il progetto USIS, istituito dal DFGP e dalla CDCGP analizza l'attuale ripartizione delle
attribuzioni a livello di Confederazione e tra la Confederazione e i Cantoni; s'interroga pure
sulla questione del campo di competenze e della subordinazione del Cgcf. Fra i progetti in
corso USIS rappresenta il progetto piú esteso in materia di sicurezza. Esso integra i risultati
degli altri progetti citati sopra ed è interamente coordinato con il progetto Polizia XXI.
La prima parte di USIS, vale a dire la presentazione dei punti forti e deboli del sistema
attuale, è stata pubblicata il 5 aprile 2001. La seconda parte, cioè la presentazione, a grandi
tratti, delle varianti previste e delle misure urgenti, sarà sottoposta al Consiglio federale e alla
CDCGP durante il mese di novembre 2001. Si prevede di terminare la fase finale del
progetto per il mese di aprile 2003.
Il Consiglio federale è favorevole a USIS e reputa che questo progetto permetterà nel miglior
modo possibile di prendere misure legislative e organizzative atte al coordinamento dei
compiti in materia di sicurezza sia a livello della Confederazione che tra quest'ultima e i
Cantoni. Il Consiglio federale propone quindi di trasformare la mozione in postulato, tant'è
vero che le misure appropriate potranno esser decise e attuate solo al termine del progetto
USIS.
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.