01.3162 · Interpellanza · 2001-03-22
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Come già rilevato nella risposta del Consiglio federale del 2 dicembre 1996 all'interpellanza Epiney (96.3032 Sussidi federali: ritardo nei pagamenti), bisogna distinguere chiaramente i ritardi di pagamento dalle domande pendenti.
Quando un'autorità della Confederazione contrae giuridicamente un impegno, che non può però soddisfare, sebbene questo sia esigibile, allora in questo caso la Confederazione si trova in ritardo di pagamento. Ciò viola di principio la norma giuridica e può portare al pagamento di interessi di mora (art. 24 Legge sui sussidi, LSu).
Le prestazioni federali sono di regola legate a determinate condizioni (ad. es. esigenza di una controprestazione cantonale, rispetto di disposizioni legali). Non ogni richiesta di sussidio soddisfa queste condizioni e non costituisce perciò necessariamente una domanda pendente. Le domande pendenti esistono solo quando le richieste di sussidio inoltrate corrispondo alle norme giuridiche ma, per insufficienza di crediti di impegno, non possono essere assegnate o lo possono essere solo con un rinvio nel tempo. In questi casi la LSu prevede un ordine di priorità (art. 13 LSu). Se il sussidio corrisponde ad un'indennità ai sensi della LSu, l'autorità competente assegna una prestazione di massima e fissa il termine per la decisione definitiva. La concessione del sussidio segue più tardi mediante decisione separata (decisione definitiva di sussidio). La Confederazione è vincolata giuridicamente a partire dal momento in cui è presa la decisione di principio; tuttavia l'obbligo di pagamento nasce solo quando la decisione definitiva è emanata, entra in vigore e diventa esigibile. Se il sussidio equivale a un aiuto finanziario allora l'autorità competente respinge mediante decisione formale le domande d'aiuto finanziario di cui non può essere tenuto conto entro un congruo termine a causa dell'ordine di priorità.
Con riferimento alle singole domande poste dall'interpellante:
Domande 1 e 2
Nei casi addotti dall'interpellante nella motivazione non si tratta di ritardi nei pagamenti, ma di obblighi in settori regolati dai crediti annui di assegnazione, che alla fine del 1999 non erano ancora esigibili. Per motivi di trasparenza bisogna ancora aggiungere a questi 1,65 miliardi i sussidi federali di circa 540 milioni concessi con decisione di principio nel settore degli impianti per le acque di scarico e per l'eliminazione dei rifiuti (fino al 2006 dovrebbero essere pagati tutti i sussidi nel settore delle acque di scarico e dei rifiuti). La gestione tramite crediti d'impegno, significa per la maggior parte degli ambiti toccati dai sussidi, impegni aperti. Tra l'assegnazione di un importo e il pagamento finale trascorrono da uno a più anni, poiché i pagamenti possono essere versati solo in funzione dell'imminenza delle spese (art. 23 LSu). Pertanto non si può parlare di forti ed elevati ritadi nei pagamenti.
È però vero che presso la Confederazione, specialmente alla fine di ogni anno, possono essere constatati minimi ritardi di pagamento. Un'inchiesta presso gli Uffici federali ha dimostrato che a fine 2000 v'era un ritardo di pagamento complessivo di 21,5 milioni di franchi nei settori misurazioni ufficiali (10,2 mio), miglioramenti strutturali nell'agricoltura (9,2 mio) e aiuto alle Università (2,1 mio). I Cantoni più colpiti erano Argovia (4,6 mio), Berna (2,9 mio), Grigioni (2,7 mio), Vaud (1,8 mio), Friburgo (1,3 mio), Vallese (1,1 mio) e San Gallo (1,0 mio). Non erano colpiti i Cantoni Uri, Nidvaldo, Zugo, Sciaffusa e Appenzello Interno. Riguado agli altri Cantoni, la Confederazione registra un ritardo nei pagamenti chiaramente al di sotto di un milione di franchi.
Per quanto concerne questi ritardi nei pagamenti si tratta indistintamente di casi nei quali, a seguito della possibilità d'inoltro delle fatture solo a fine anno, sono risultate lievi differenze tra i crediti di pagamento disponibili e il conteggio effettivo. Tutti i pagamenti aperti sono stati liquidati ad inizio 2001.
Domanda 3
Secondo le indicazioni degli Uffici federali a fine 2000 le domande pendenti presso la Confederazione ammontavano complessivamente a 516 milioni di franchi. Particolarmente interessati erano i settori insegnamento e ricerca (328 mio, di cui 308 mio nel settore aiuto alle Università), protezione del paesaggio e conservazione dei monumenti storici (71 mio), impianti per il trattamento delle acque di scarico e per l'eliminazione dei rifiuti (66 mio), promozione della costruzione d'abitazioni (36 mio), energia (10 mio) nonché agricoltura (5 mio). I più colpiti erano i Cantoni Zurigo (83,4 mio), Friburgo (58,3 mio), Berna (43,2 mio), Ticino (41,4 mio), Vaud (40,3 mio), Ginevra (30,8 mio) e Basilea-Città (24,9 mio). Non toccati erano Obvaldo, Nidvaldo, Zugo, Basilea-Campagna e Appenzello Interno. Riguardo agli altri Cantoni le domande pendenti ammontavano a pochi milioni. Non per tutti i settori di compiti è possibile ripartire le domande pendenti sui singoli Cantoni (ad es. organizzazioni internazionali).
Le domande presentate, ma non ancora trattate saranno regolate secondo la procedura illustrata in apertura (attribuzione di un ordine di priorità, decisione di principio in caso di indennità, reiezione o approvazione in caso di aiuti finanziari).
Domanda 4
Per il Consiglio federale la questione dei ritardi nei pagamenti e delle domande pendenti non necessità di misure immediate. Per quanto concerne i ritardi registrati fino a fine 2000 nei pagamenti poco elevati si tratta unicamente, come spiegato ai numeri 1 e 2, di un problema di differenze tra i crediti di pagamento disponibili e i conteggi effettivi, dovuto all'impossibilità di prevedere il momento esatto della trasmissione dei conteggi di fine anno. Anche per il trattamento delle domande pendenti la Confederazione si attiene alle disposizioni giuridiche date dal Parlamento (LSu).
D'altra parte, sebbene l'andamento delle finanze della Confederazione sia certamente migliorato negli ultimi anni, l'inaspettato buon risultato dell'esercizio finanziario 2000 non deve però essere considerato quale punto di riferimento per il futuro. Il miglioramento è per la maggior parte da riportare alle maggiori entrate condizionate dalla congiuntura e non deve quindi spingere a scostarsi dai principi di una politica finanziaria sostenibile e della disciplina delle spese. In particolare, le eccedenze straordinarie non devono servire da sprone per ulteriori spese. La tendenza verso un peggioramento del bilancio federale enunciata nel rapporto del 10 gennaio 2001 del Consiglio federale a complemento del messaggio sul freno all'indebitamento risulta già a livello di cifre nel preventivo e nel piano finanziario per i prossimi anni. Per quanto positiva possa essere stata la chiusura del 2000, non deve incitare a scostarsi da una politica budgetaria ponderata.
Domanda 5
Il Consiglio federale prende sul serio la richiesta dell'interpellante. Tuttavia, nell'ottica attuale non ritiene necessario adottare ulteriori misure poiché la legge sui sussidi dovrebbe di principio assicurare che non vi siano ritardi nei pagamenti da parte della Confederazione. Parimenti le domande di sussidio ancora aperte non giustificano misure speciali giacché anche in questo caso il procedimento per il loro trattamento è disciplinato in modo chiaro a livello di legge.
Per il Consiglio federale un elemento determinante è comunque dato dal fatto che le prospettive del bilancio federale per i prossimi anni rimangono insoddisfacenti. Le finanze federali sono ancora strutturalmente sovraccariche e il risanamento non è ancora assicurato in modo durevole. Per questa ragione in materia di spese è sempre necessaria una grande cautela.
Alcune novità nel campo dei sussidi sono previste nel quadro della Nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti (NPC). L'attuale regolamentazione in materia di sussidi a destinazione vincolata presenta diverse lacune e dovrà essere, ad esempio, sostituita con accordi di programma, sussidi forfetari e globali nonché con la presa in considerazione di meccanismi di mercato (sussidi d'incentivazione).
Risposta del Consiglio federale.