01.3181 · Interpellanza · 2001-03-23
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'ambito della riforma del 1998, la Posta ha ricevuto dal Parlamento un incarico difficile. Da
un lato essa deve garantire un servizio universale sufficiente (Service public) con prestazioni di
buona qualità offerte in tutte le regioni del Paese secondo gli stessi principi e a prezzi equi,
mentre dall'altro deve sopravvivere in un clima di sempre più viva concorrenza, perseguendo
fini di redditività. Tranne che nel settore del servizio degli autopostali e della distribuzione dei
giornali, per le sue attività la Posta non riceve alcun contributo federale. In vista di raggiungere
gli obiettivi fissati dal Parlamento, essa deve quindi ridurre i costi e, nel contempo, cercare
nuove fonti di profitto. La decisione della Posta di ristrutturare la rete degli uffici postali è dettata
da questi imperativi. Questa ristrutturazione tiene conto dei mutati bisogni dell'utenza e prevede
anche l'estensione mirata di determinate prestazioni (per es. consulenza in materia finanziaria e
nell'e-business, vendita di prodotti di terzi). Grazie alle nuove offerte previste - servizio a
domicilio, filiali, agenzie o posta mobile - il servizio universale potrà essere assicurato anche in
futuro nel settore degli uffici postali P. Nei prossimi cinque anni solo 80 uffici postali circa
saranno soppressi senza che sia fornita una soluzione di ricambio. Gli altri uffici postali
interessati dalla ristrutturazione saranno gestiti secondo le nuove formule menzionate in quanto
precede. Resta il fatto che, anche dopo la ristrutturazione, la Posta svizzera disporrà di una
delle più fitte reti di uffici postali in Europa.
La decisione su come e a quali condizioni collaborare con altre imprese spetta unicamente alla
Posta, nel rispetto della legge sulle poste e degli obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale.
Nel segmento Postfinance, la Posta negli ultimi anni ha continuato ad arricchire la propria
offerta conformemente alle disposizioni legali. L'offerta della Posta e degli istituti bancari è
identica, con la sola eccezione delle operazioni attive. Date queste circostanze, la Posta non
può più mantenere tale collaborazione nei punti di vendita. Per quanto concerne invece la
creazione di nuove prestazioni di servizio, numerosi esempi indicano l'opportunità di collaborare
con gli istituti bancari. Prossimamente la Posta deciderà caso per caso, previa consultazione
delle autorità comunali, quale soluzione è più indicata. Le più diverse possibilità e forme di
collaborazione sono concepibili nel contesto dei modelli evocati. Tuttavia la Posta deve poter
decidere in maniera autonoma: prescrizioni generiche sulla collaborazione con le banche
nell'ambito della ristrutturazione degli uffici postali non farebbero che ostacolare la scelta di
alternative appropriate nei singoli casi, e limitare fin dall'inizio a determinate forme di
partenariato l'obiettivo stesso della ristrutturazione, che è quello di organizzare la rete degli uffici
postali in funzione dei bisogni della clientela.
Risposta del Consiglio federale.