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02.1017 · Interrogazione ordinaria urgente · 2002-03-18

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. Sino ad oggi la Confederazione ha riscosso sulle sigarette un'imposta inferiore a quella degli Stati dell'UE. Il mercato svizzero è costituito soltanto da 7 milioni di persone e pertanto assai piccolo rispetto a quello dell'UE. Per tale motivo la Svizzera non è confrontata ad un contrabbando di sigarette comparabile a quello cui deve far fronte l'UE.

Non esiste un contrabbando di sigarette vero e proprio a scapito della Svizzera. Non si può però escludere che delle piccole quantità di sigarette importate illegalmente vengano immesse sul mercato nero svizzero. Non sono però state effettuate analisi specifiche al riguardo.

La Svizzera è però utilizzata occasionalmente nell'ambito del contrabbando a scapito dell'UE. L'ultimo caso importante di contrabbando di sigarette scoperto nel 1999 dell'Amministrazione federale delle dogane non violava gli interessi fiscali svizzeri, bensì quelli dell'UE. Delle sigarette poste sotto controllo doganale furono sottratte alla procedura di transito e spedite negli Stati dell'UE con veicoli dichiarati illegalmente "vuoti". Il contrabbando di sigarette a scapito dell'UE viene ora parzialmente organizzato anche da persone domiciliate in Svizzera, risp. pianificato finanziariamente nel nostro paese. Ciò risulta da diverse richieste di assistenza giudiziaria presentate dalle autorità estere.

2. Negli ultimi anni non è stato riscontrato in Svizzera nessun aumento del contrabbando di sigarette.

3. Non è possibile valutare le eventuali perdite fiscali.

4. Giornalmente 10'000 autocarri, 300'000 autovetture e 700'000 viaggiatori varcano il confine svizzero. La dogana svizzera sorveglia 379 strade e 1882 chilometri di confine. Mentre determinate cerchie chiedono un potenziamento dei controlli, altre propongono un regime più liberale. I 4550 collaboratori dell'amministrazione delle dogane devono svolgere i loro compiti tenendo conto dei due summenzionati parametri.

Il traffico viaggiatori transfrontaliero cresce ogni anno. Anche nel traffico delle merci si è riscontrato negli ultimi anni un massiccio aumento. Per garantire un celere sdoganamento e tutelare le norme giuridiche svizzere, la dogana ottimizza i controlli proporzionati ai rischi. I valichi di confine vengono sgravati ricorrendo a moderne procedure computerizzate (p.es. mediante lo sdoganamento a domicilio del destinatario). Il principio dei controlli mirati delle merci, delle persone e dei mezzi di trasporto, le cui modalità cambiano in parte giornalmente, accresce le chance di scoprire delle irregolarità. In questo campo l'Amministrazione federale delle dogane ottimizza anche i sui mezzi tecnici.

Dato che attualmente il contrabbando di sigarette a scapito della Svizzera è piuttosto irrilevante, l'amministrazione delle dogane non ha adottato nessun provvedimento specifico in tale ambito.

5. Secondo il Protocollo addizionale del 9 giugno 1997 relativo all'accordo di libero scambio tra la Svizzera e l'UE concernente l'assistenza amministrativa reciproca in materia doganale (RS 0.632.401.02) le parti contraenti si prestano assistenza amministrativa reciproca nei modi e alle condizioni ivi specificati, per garantire la corretta applicazione della legislazione doganale, segnatamente mediante la prevenzione, l'individuazione delle operazioni contrarie a tale legislazione e conducendo delle indagini su di esse. Il relativo campo d'applicazione comprende tutte le prescrizioni legali e amministrative emanate dalla Comunità europea o dalla Svizzera concernenti l'importazione, l'esportazione e il transito di merci, inclusi i divieti, le limitazioni e i controlli.

Per contrastare il contrabbando di sigarette a scapito dell'UE, l'Amministrazione federale delle dogane notifica elettronicamente al valico di confine, all'ufficio doganale di destinazione e alla Commissione UE tutti gli invii di sigarette spediti in transito dalla Svizzera. Le autorità doganali degli Stati UE hanno pertanto la possibilità di seguire gli invii e di intervenire in caso di irregolarità. Nel 2001, la Direzione generale delle dogane ha inoltre risposto a più di 300 domande di assistenza amministrativa presentate da Stati dell'UE in base al summenzionato accordo concernente l'assistenza amministrativa reciproca in materia doganale. Il 20 % circa di tali domande concernevano il contrabbando di sigarette e tabacco.

I provvedimenti adottati nell'ambito dell'assistenza amministrativa non sono però sempre sufficienti per impedire, risp. delucidare le infrazioni. Per chiarire siffatte infrazioni devono sovente essere svolte delle indagini approfondite. Per facilitare tali inchieste la Svizzera fornisce a richiesta assistenza giudiziaria in base alla convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (RS 0.351.1) e alla legge sull'assistenza in materia penale (RS 351.1), sempre che sia stata commessa una truffa in materie fiscale a tenore del diritto svizzero. Ciò è sovente il caso trattandosi di contrabbando di sigarette. Nel 2001, l'Ufficio federale di giustizia ha recapitato 23 domande d'assistenza giudiziaria all'Amministrazione federale delle dogane. Quattro di esse concernevano il contrabbando di sigarette e tabacchi lavorati.

Nel nuovo ciclo di negoziati tra l'UE e la Svizzera concernente la lotta alla frode la Svizzera ha sempre sottolineato che essa non ha nessun interesse a diventare la piattaforma del contrabbando e delle frodi. Nell'interesse di una rapida ed efficace lotta alla frode, essa ha pertanto presentato delle proposte concrete che vanno ben oltre il contrabbando di sigarette e che contemplano tutti i casi immaginabili di frode. Visto che l'UE ha però insistito sulla ripresa del corpus normativo comunitario, le trattative sono attualmente ferme.

Per il momento non sono previsti provvedimenti più incisivi. In caso di aumento del contrabbando nazionale e internazionale di sigarette si dovrebbe però prevedere di rafforzare l'effettivo di personale e i mezzi tecnici di sorveglianza, dato che per le infrazioni di tal genere non si può far capo alla sorveglianza del traffico postale e telefonico né per il disbrigo delle pratiche interne né per l'esecuzione di domande d'assistenza giudiziaria.

Risposta del Consiglio federale.