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02.3525 · Mozione · 2002-10-02

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'articolo 43 della legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA, RS 172.010) conferisce al Consiglio federale la competenza di attribuire gli Uffici ai Dipartimenti, di ridistribuirli e di crearne di nuovi. Giusta l'articolo 47 capoverso 2 della LOGA, il Consiglio federale stabilisce mediante ordinanza quale unità amministrativa sia legittimata a decidere in singoli affari oppure in un insieme di settori. La legge ha quindi esplicitamente attribuito al Consiglio federale l'autonomia organizzativa per la regolamentazione delle competenze all'interno dell'Amministrazione federale. La mozione interviene nelle competenze organizzative del Consiglio federale e è quindi da respingere.

Come già sottolineato dalla mozione, l'UFAFP fu creato nel 1989 per riunire sotto un unico tetto i compiti della Confederazione nel settore della protezione dell'ambiente, della natura e del paesaggio e delle foreste, al fine di ottimizzare le sinergie fra tali compiti, ai sensi di una politica dell'ambiente complessiva e ponderata negli aspetti inerenti alla protezione e all'utilizzazione dell'ambiente. Contemporaneamente si voleva garantire una gestione amministrativa efficiente, priva di doppioni. Nel 1997, con l'inserimento dell'UFAFP nel DATEC (ex DFTCE), il Consiglio federale ha tenuto maggiormente conto dell' integrazione (invece che della separazione) degli aspetti inerenti alla protezione e all'utilizzazione dell'ambiente.

Ultimamente, il Governo ha confermato la sua posizione in risposta a diverse interventi parlamentari (interpellanza Hess del 2 marzo 1999, 99.3030; interrogazione ordinaria Weyeneth del 3 marzo 1999, 99.1008; interpellanza Ducrot del 19 marzo 1999, 99.3141; mozione Dupraz del 23 marzo 2000, 00.3114; postulato della frazione dell'UDC del 13 dicembre 2001, 01.3757; mozione Tschuppert del 14 dicembre 2001, 01.3774 ).

Il Consiglio federale non condivide l'argomento avanzato nella mozione, secondo cui l'integrazione dell'UFAFP nel DFE fornirebbe maggiori garanzie ai fini di una politica centrata sullo sviluppo sostenibile. Non vi sono dubbi che gli aspetti economici svolgano un ruolo centrale nell'ambito della politica di sviluppo sostenibile, così come non ve ne sono nemmeno sul ruolo svolto in tale ambito dalle altre due dimensioni della politica di sostenibilità, ovvero quello dell'integrazione e del rafforzamento coerente degli aspetti ecologici e sociali. È evidente che gli obiettivi possano generare conflitti al momento dell'attuazione del principio dello sviluppo sostenibile. Tali conflitti non possono però essere risolti affidando tutti i compiti legati allo sviluppo sostenibile a un unico dipartimento, oppure subordinando gli aspetti ecologici a quelli economici. Lo sviluppo sostenbile è piuttosto un compito trasversale che investe tutti i dipartimenti e che può essere realizzato soltanto in concertazione con tutte le politiche settoriali.

Per quanto concerne l'eliminazione dei doppioni amministrativi e il rafforzamento della collaborazione e del coordinamento dei vari aspetti interessati, va sottolineato che l'integrazione dell'UFAFP nel DFE è priva di vantaggi. Da un lato è già ora in atto una stretta collaborazione fra UFAFP, Segretariato di Stato all'economia e Ufficio federale dell'agricoltura. Dall'altro l'integrazione dell'UFAFP nel DATEC è avvenuta proprio perché la ponderazione fra gli interessi di protezione e di utilizzazione dell'ambiente, in particolare nell'ambito dei compiti infrastrutturali della Confederazione, è di centrale importanza ed esige un coordinamento ottimale e possibilmente tempestivo tra l'UFAFP e tutti gli altri Uffici federali in seno al DATEC. 'Dal canto suo, l'integrazione dell'UFAFP nel DFE sfocerebbe in sovrapposizioni e nuovi doppioni, mentre non eliminerebbe invece quelli vecchi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.