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02.3671 · Interpellanza · 2002-12-02

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

L'Europa, come noto, vuole allargarsi ad est. I prossimi paesi che entreranno a far parte dell'UE allargata saranno dieci, e più precisamente Polonia, Ungheria, Cechia, Slovacchia, Slovenia, Lettonia, Estonia, Lituania, Malta e Cipro. Anche la Turchia è in lista d'attesa, il che è il colmo dato che si tratta di un paese che con l'Europa occidentale ha ben poco in comune.

Resta il fatto che, se l'Europa si allarga ad est, noi non possiamo fare altro che prenderne atto. Ora, la Svizzera, con l'UE, ha firmato gli Accordi bilaterali, accordi che dovranno necessariamente venire estesi ai nuovi membri della Comunità.

Il Consiglio federale inoltre, pur non sapendo ancora quali saranno le conseguenze dei bilaterali attuali, sta già trattando i bilaterali bis.

Di più: detti bilaterali bis sono in cima alla lista degli obbiettivi 2003 del Consiglio federale, come indica l'omonimo opuscolo. E, si suppone, i bilaterali bis dovranno essere stipulati con tutti i membri dell'UE, ossia anche con i futuri dieci.

Ora, applicare i bilaterali ai paesi dell'UE allargata significa che i sette accordi - ed in particolare quello più "scabroso" sulla libera circolazione delle persone - verranno applicati ai dieci nuovi paesi membri. Dovremmo quindi mettere in vigore la libera circolazione delle persone con la Slovenia, con la Polonia, ed addirittura - se dovesse diventare un paese UE - con la Turchia! Ovviamente - e ci mancherebbe altro - la libera circolazione con tutto questo po' po' di nazioni non entrerebbe in vigore dall'oggi al domani, bensì secondo le modalità che concorderemo con ogni paese.

Pertanto si chiede:

1. Il Consiglio federale ha intenzione di far sottostare ad un referendum facoltativo gli Accordi primi e bis, in particolare quello "scabroso" sulla libera circolazione delle persone, che dovrebbero essere estesi ai nuovi membri dell'UE?

2. Se un referendum dovesse essere organizzato e vinto decadrebbero tutti gli attuali accordi bilaterali compresi quelli bis non ancora conclusi?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Negli accordi conclusi autonomamente dall'UE con la Svizzera, le parti contraenti restano nominalmente le stesse anche dopo l'allargamento dell'Unione (la Svizzera e l'UE) e gli obblighi contrattuali non mutano. Per questi accordi la questione del referendum non si pone.

Il discorso è diverso per quanto concerne l'Accordo sulla libera circolazione delle persone del 1999, che è stato concluso sia dall'UE sia da ognuno dei suoi Stati membri. Il decreto concernente l'approvazione di tale accordo, datato 8 ottobre 1999 (FF 1999 7585) ed approvato nella votazione popolare del 21 maggio 2000, prevede molto chiaramente nell'articolo 2 lettera b:

"L'Assemblea federale decide mediante un decreto federale che sottostà a referendum: .... (b) l'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone agli Stati che al momento della sua accettazione non appartenevano alla Comunità europea."

L'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone a nuovi membri dell'UE è pertanto sottoposta in Svizzera al referendum facoltativo.

Per quanto concerne gli accordi futuri - come per esempio gli Accordi bilaterali II - si può dire che di regola tutti gli accordi bilaterali che saranno conclusi tra la Svizzera e l'UE dovranno essere applicati all'insieme del territorio di quest'ultima.

2. La questione dell'allargamento dell'UE non è esplicitamente prevista nell'Accordo sulla libera circolazione delle persone. Tale accordo contiene invece due disposizioni chiare: in primo luogo, l'accordo sulla libera circolazione delle persone può essere denunciato; in secondo luogo, gli accordi settoriali del 1999 (Accordi bilaterali I) sono interdipendenti, e la loro sorte è la stessa per tutti. Ne consegue che se l'Accordo sulla libera circolazione delle persone fosse denunciato dall'UE o dalla Svizzera, tutti gli accordi settoriali del 1999 cesserebbero di essere applicabili sei mesi dopo il ricevimento della notifica della denuncia (art. 25 cpv. 3 e 4).

Se il popolo svizzero rifiutasse di estendere l'Accordo sulla libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri dell'UE, da un punto di vista strettamente giuridico una siffatta decisione porterebbe unicamente sul tale accordo e non sugli altri accordi tra la Svizzera e l'UE. Tuttavia, in tal caso vi sarebbe probabilmente la denuncia da parte dell'UE dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone; l'UE non tollererebbe infatti a lungo una discriminazione tra i suoi cittadini. Come già detto, la denuncia comporterebbe l'abrogazione degli altri accordi settoriali del 1999.

Per quanto concerne i futuri Accordi bilaterali II, non è attuale rispondere alla domanda postaci, poiché i negoziati non sono ancora terminati.

Risposta del Consiglio federale.