03.3048 · Interpellanza · 2003-03-12
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
A. Canapa
L'aumento del consumo della canapa soprattutto tra i giovani è un fatto accertato. Tuttavia per la stragrande maggioranza dei giovani il contatto con la canapa è passeggero; dopo averla provata se ne staccano subito. Qualche dato: il 38% dei giovani nella fascia d'età dai 14 ai 20 anni nel 2002 aveva consumato una volta della canapa; attualmente i giovani che fanno uso di tale sostanza sono solo il 15%. Per il tabacco la tendenza è diversa: la percentuale dei giovani che fuma è del 30% e raggiunge il 41% con il progredire dell'età fino a 24 anni, per poi diminuire molto leggermente. Scopo della prevenzione è quello di ritardare l'età del primo consumo e di venire in aiuto a quei giovani che fumano canapa non solo sporadicamente. E dato che essi in generale hanno altre difficoltà nell'affrontare la vita, è necessario un approccio più ampio che non si limiti alla questione della canapa.
Per rispondere alle singole domande:
1) La prevenzione dei rischi legati alla canapa è integrata da anni nei programmi di prevenzione promossi dalla Confederazione in tutto il Paese: in innumerevoli scuole, centri per giovani, associazioni sportive e giovanili nonché nei corsi destinati a genitori, insegnanti e maestri di tirocinio si informa sul problema della canapa e si discute in merito a un'autoresponsabilizzazione nell'uso di tale sostanza. Negli ultimi anni l'UFSP ha sviluppato e verificato scientificamente il programma supra-f, volto ad individuare precocemente i giovani a rischio e a fornire loro un aiuto e delle cure. I centri supra-f offrono durante il giorno un aiuto di tipo scolastico, professionale e socio-pedagogico. In totale sono 12, disseminati su sette Cantoni, e finora hanno accolto un migliaio di giovani cui è stata prestata la necessaria assistenza. Un terzo di essi, al momento dell'entrata faceva un uso problematico di diverse droghe. A partire dal 2004 i centri supra-f continueranno probabilmente la loro attività anche senza il sostegno finanziario della Confederazione. Si prevede d'incoraggiare l'istituzione durevole di nuovi centri anche in altre regioni della Svizzera. Un tale passo costituirebbe una misura concreta verso un rafforzamento della protezione dei giovani così come previsto dall'art. 3b della LStup.
2) Il messaggio di fondo della Confederazione vale per tutte le droghe: evitare di consumare qualsiasi tipo di droga, poiché nessuna è esente da rischi. La canapa è assolutamente incompatibile con tutte quelle attività scolastiche, professionali e del tempo libero che implicano una particolare attenzione: niente canapa nelle scuole, sul posto di lavoro, alla guida di un veicolo, nell'esercito, nella pratica di uno sport, ecc. Inoltre, le persone psichicamente labili o mentalmente instabili dovrebbe assolutamente evitare di consumare canapa.
La prevenzione deve però anche prendere atto del fatto che in Svizzera si consumano droghe, legali o illegali che siano. Per questa ragione i messaggi di prevenzione devono essere anche rivolti ai minorenni e ai maggiorenni che fanno uso di droga. L'obiettivo è quello di evitare eventuali effetti nocivi alla salute o perlomeno di ridurli al minimo.
3) Tra il tabacco e la canapa vi sono aspetti comuni e differenze che sono ancora poco conosciuti. Sono necessarie delle misure d'informazione che tengano debito conto delle specificità dei gruppi bersaglio, per migliorare il livello di conoscenza della popolazione in questo ambito. Numerose azioni sono già state realizzate, mentre ne sono previste altre.
Il tabacco e la canapa sono sostanze psicotrope che, una volta assunte, producono sensazioni piacevoli ma celano anche pericoli per la salute. Per quel che concerne la pericolosità e la forma di consumo le differenze sono tuttavia significative. Il tabacco e in particolare la nicotina generano una dipendenza relativamente forte. Il catrame e le sostanze tossiche liberate dal fumo del tabacco sono cancerogene e danneggiano i vasi sanguigni. Fumare per un lungo periodo di tempo comporta un grande pericolo per la salute; i decessi dovuti al fumo in Svizzera ogni anno sono 8000. Rispetto al tabacco la canapa genera una dipendenza relativamente debole. Dato che spesso la canapa è mischiata al tabacco, il carico di sostanze tossiche sulle vie respiratorie è alto e costituisce un rischio rilevante per la salute dei fumatori di canapa di lunga data. Per la valutazione della pericolosità a lungo termine, è decisiva la dose assunta sull'arco di diversi anni; si impone a questo punto una netta differenziazione tra le due sostanze. Raramente la canapa è fumata per decenni e la quantità consumata giornalmente è minore della quantità di tabacco consumata da un fumatore di sigarette. L'insorgere di reazioni psichiche acute come il disorientamento, l'angoscia e le allucinazioni in seguito al consumo di canapa può essere osservato di tanto in tanto nelle persone meno stabili e particolarmente vulnerabili dal profilo psichico.
4) La prevenzione delle dipendenze di regola consiste in due aspetti: da una parte mira a promuovere condizioni ambientali che impediscano l'insorgere della dipendenza e dall'altra incita i giovani ad astenersi dal consumo di droghe e ad adottare un comportamento responsabile di fronte ad esse. Per questo occorre informare in modo fondato in merito alle diverse sostanze e promuovere la salute. Nell'ambito del pacchetto di misure per lottare contro i problemi legati alla droga, la Confederazione ha speso negli ultimi 10 anni circa 3 milioni di franchi all'anno per la prevenzione. Programmi nazionali di prevenzione oggi sono presenti nelle scuole, nell'apprendimento professionale, nella famiglia, nei centri per giovani, nei Comuni, nei gruppi giovanili e nelle associazioni sportive. Per quanto riguarda più specificamente la prevenzione del consumo di canapa, si rimanda al programma di prevenzione supra-f, menzionato al punto 1).
5) Con la decisione di concedere un credito supplementare di 700 000 franchi all'anno si sono voluti potenziare tre aspetti della prevenzione della canapa:
a. fornire maggiori e più fondate informazioni sui rischi legati al consumo della canapa;
b. aumentare la competenza di agire di importanti attori (p. es. insegnanti, genitori, specialisti, autorità, polizia, ecc.) nel rapporto con i giovani consumatori;
c. rendere più efficace l'individuazione precoce e migliorare le offerte di consulenza e di trattamento per le persone a rischio nei Cantoni e nei Comuni.
Le misure opportune sono attualmente in fase di elaborazione.
B. Trattamento a base di eroina
Il trattamento a base di eroina per casi gravi di tossicodipendenza persegue tre obiettivi:
1. l'integrazione in una terapia duratura ottenuta attraverso la prescrizione e la dispensazione di e roina a condizioni restrittive e nel rispetto di severe regole;
2. il miglioramento dello stato di salute fisica e mentale mediante un trattamento medico e psichiatrico intensivo;
3. il miglioramento dell'integrazione sociale e l'attenuazione del comportamento delittuoso mediante un'assistenza sociale;
4. la rinuncia duratura al consumo di oppiacei.
Siccome i pazienti che si sottopongono al trattamento a base di eroina sono tossicodipendenti gravi (1250 persone) e non possono essere curati con altri tipi di terapie, il raggiungimento degli obiettivi summenzionati richiede molta pazienza ed è possibile, a breve termine, solamente in pochi casi.
Non è vero che nelle città dove viene praticato il trattamento a base di eroina si sta delineando un aumento dei casi di decessi dovuti a droga. Globalmente, infatti, la tendenza è inversa: il numero di morti per droga ha raggiunto il punto massimo nel 1992, con 419, e da allora ha continuato a diminuire. Nel 2002 sono 158 le persone decedute per consumo di droga. Questa riduzione può essere osservata soprattutto nelle città e nelle regioni dove è praticato il trattamento a base di eroina.
Per rispondere alle singole domande:
1) Al giorno, un paziente sottoposto a trattamento a base di eroina è costato nel 2001 mediamente 61 franchi (trattamento medico e psichiatrico, materiale medico, costi della sostanza, costi d'esercizio, inclusi i costi legati ai locali a disposizione), ciò che equivale a 22 265 franchi per pa-ziente all'anno. Fino al 2002, il 51% dei costi era a carico dei Cantoni e dei Comuni, il 25% delle casse malati, il 19% degli stessi pazienti, il 4% era finanziato con contributi della Confederazione e l'1% proveniva da donazioni e altri introiti. Con l'inserimento dell'eroina nella lista delle specialità delle casse malati nel mese di luglio 2002, il trattamento a base di eroina è diventato una prestazione obbligatoria degli assicuratori malattia. Le casse malati da allora sopportano il 75% dei costi. Il 15% circa sono a carico dei dicasteri delle opere sociali cantonali e comunali, e i pazienti partecipano finanziariamente con una franchigia o un'aliquota percentuale, coprendo così suppergiù il 10% dei costi.
2) L'obiettivo prioritario del trattamento a base di eroina è la creazione delle condizioni per una rinuncia duratura all'eroina. Per raggiungere questo fine si deve poter stabilizzare lo stato di salute e il livello d'integrazione sociale. Tali intenti sono stati realizzati: la salute fisica e mentale dell'80% dei pazienti è migliorata. Quasi il 50% delle persone che si sono sottoposte al trattamento hanno potuto migliorare la propria situazione lavorativa e più del 90% sono riuscite a modificare il proprio comportamento rinunciando del tutto o in parte a commettere delitti. Il fatto che solo il 16% degli ex pazienti si siano liberati dalla dipendenza della droga corrisponde alle attese, considerato il fatto che il trattamento a base di eroina è riservato a pazienti affetti da tossicodipendenza grave e che i loro precedenti tentativi di uscirne con altre forme terapeutiche sono falliti.
3) Tra il 1974 il 1992 i decessi per droga sono aumentati fino a raggiungere quota 419. Da allora si è delineata un'inversione di tendenza. Nel 2002, infatti, il numero di morti per abuso di stupefacenti si è ridotto a 158. Questa netta riduzione è da attribuire alla messa in atto delle misure della Confederazione nell'ambito della riduzione dei danni e del trattamento a base di eroina. L'86% dei pazienti che si sottopongono al trattamento a base di eroina manifestano, oltre alla dipendenza dall'eroina, anche turbe psichiche. Questo spiega la strategia della Confederazione di cercare di integrare sempre più tali persone in terapie socio-psichiatriche. Il 17% dei pazienti curati con il trattamento a base di eroina sono anche sieropositivi, mentre l'80% soffre d'itterizia.
Non vi sono ancora studi di ricerca completi che dimostrano l'esistenza di una relazione tra le malattie psichiche e la tossicodipendenza. Tuttavia dalle esperienze finora raccolte emerge che le persone psichicamente labili o affette da turbe psichiche possono essere portate a volere lenire la propria sofferenza mediante droghe, in particolare l'alcol, più raramente l'eroina. Per questa ragione è estremamente importante che la prescrizione medica di eroina sia integrata in un quadro terapeutico completo, che includa cure mediche e assistenza sociale.
4) La politica svizzera in materia di droga, in particolare il trattamento a base di eroina per casi gravi di tossicodipendenza, ha suscitato all'estero - oltre a qualche critica - anche un crescente riconoscimento. I Paesi Bassi e la Germania hanno avviato propri progetti di ricerca sul trattamento a base di eroina. In Spagna tali studi stanno per essere avviati, mentre in Gran Bretagna la prescrizione di eroina a tossicodipendenti costituisce da diverso tempo una delle offerte terapeutiche. Non si può negare che l'autorità internazionale per il controllo delle droghe (International Narcotic Control Board, INCB) ha criticato la Svizzera nel suo rapporto annuale del 2001 proprio in relazione al trattamento a base di eroina. Tuttavia, in quattro pareri giuridici è stata confermata la conformità di questo approccio terapeutico con le convenzioni dell'ONU ratificate dalla Svizzera. Con l'adesione della Svizzera all'ONU non vi è stato alcun cambiamento in merito alla questione.
5) Non vi sono dati accertati sul numero di stranieri tra i tossicodipendenti. Si può però affermare che con ogni probabilità non esiste un nesso diretto tra la presenza straniera e il numero di tossicodipendenti, dato che negli ultimi anni vi è stato un aumento continuo della popolazione straniera, mentre il numero dei tossicodipendenti ha avuto un andamento discontinuo.
L'aumento dei divorzi è una tendenza a lungo termine che tocca l'intera società e che dura ormai da anni. Anche qui non ci sono indicazioni dalle quali si possa dedurre che tra i figli di genitori divorziati o separati il rischio di cadere nella tossicodipendenza sia più alto.
Risposta del Consiglio federale.