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Ufficio federale dell'infanzia, della gioventù e della famiglia *

03.3599 · Mozione · 2003-12-09

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale crea un Ufficio federale dell'infanzia, della gioventù e della famiglia.

Begründung

La Svizzera ha un Ufficio federale per lo sport, ma non dispone di servizi amministrativi appositi per la famiglia, l'infanzia e la gioventù. Questa circostanza rispecchia la carente considerazione di cui gode la politica dell'infanzia, della gioventù e della famiglia nel nostro Paese.

A fare le spese di questo desinteresse politico sono essenzialmente i bambini e i giovani. Tanto per ricordare qualche fatto, vi sono sempre più famiglie povere con bambini, diminuiscono le nascite e conciliare famiglia e professione risulta tuttora molto difficile. Le esigenze dei giovani rischiano di essere continuamente dimenticate, bambini e giovani vivono la violenza all'interno della famiglia e sempre più spesso devono affrontare problemi di salute, mentre il dibattito su un nuovo accordo tra le generazioni si arena ogni volta sulla questione delle pensioni, ecc.

Nell'ambito della politica dell'infanzia, della gioventù e della famiglia sono rilevabili due gravi carenze. Vi sono lacune in settori determinanti e mancano contemporaneamente strategie e coordinazione. È quanto ha accertato anche il comitato incaricato di verificare l'applicazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Nelle sue osservazioni conclusive del primo rapporto sulla Svizzera esso raccomanda al nostro Paese di coordinare meglio ed armonizzare maggiormente le prestazioni dei Cantoni e dei Comuni.

Quanto s'imponga questa coordinazione lo mette in evidenza uno studio della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS). Stando a questo studio, l'anarchia che regna in Svizzera nella politica dell'infanzia e della famiglia scalfisce ampiamente il diritto costituzionale all'uguaglianza. Così ad esempio le prestazioni di cui beneficia una famiglia in condizioni analoghe differisce sensibilmente a seconda del Cantone di domicilio. La precaria concertazione delle singole misure ha poi ripercussioni in parte assurde. A seconda delle circostanze, per esempio, una famiglia può essere penalizzata finanziariamente, se la madre aumenta il proprio tasso di attività. Una parte determinante dell'odierna povertà infantile potrebbe quindi essere evitata con una concentrazione delle forze e un migliore coordinamento di tutti i provvedimenti.

In presenza di risorse limitate, solo la concentrazione delle forze può garantire i progressi auspicati nella politica dell'infanzia, della gioventù e della famiglia. Il modo più immediato per ottenere una tale concentrazione consiste nell'istituzione di un ufficio federale apposito.

L'Ufficio federale dell'infanzia, della gioventù e della famiglia assumerebbe tra l'altro le seguenti funzioni:

- sensibilizzare nei confronti delle rivendicazioni della politica dell'infanzia, della gioventù e della famiglia;

- coordinare le prestazioni e i progetti in corso nell'ambito della politica dell'infanzia, della gioventù e della famiglia;

- assumere i compiti svolti oggi dalla Centrale per le questioni familiari (UFAS) e dal Servizio gioventù (UFC), segnatamente:

-- gestire le segreterie della Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari e della Commissione federale per l'infanzia e la gioventù,

-- rappresentare la Svizzera in seno a organi internazionali,

-- tutelare i bambini e applicare la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo,

-- promuovere le attività giovanili extrascolastiche,

-- sbrigare i compiti in conformità a una legge quadro per una politica svizzera dell'infanzia e della gioventù;

- promuovere la ricerca e gli scambi tra ricerca e pratica;

- coordinare le misure di lotta contro la povertà nelle famiglie con bambini;

- mettere a punto e applicare misure volte a conciliare meglio famiglia e professione;

- ecc.

Senza una strategia mirata i problemi delle famiglie si acuiranno nei prossimi anni e la situazione di molti bambini e giovani nel nostro Paese andranno sensibilmente peggiorando. Non tenerne conto equivarrebbe a compromettere il futuro del nostro Paese.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'esigenza di creare un Ufficio federale della famiglia o un apposito servizio per le questioni dei bambini e dei giovani è già stata espressa in altri interventi parlamentari (Interpellanza Donzé 02.3520; Mozione Aeppli 02.3321). L'iniziativa parlamentare Schwaab (02.457) chiedeva invece una legge volta a tutelare i bambini e i giovani, oltre alla creazione di un Ufficio federale della famiglia.

La politica dell'infanzia, della gioventù e della famiglia comporta compiti trasversali, in cui, oltre alla Confederazione, sono chiamati in causa soprattutto i Cantoni, i Comuni e le organizzazioni private e presuppone una cooperazione a tutti i livelli. In seno alla Confederazione le questioni legate alla politica dell'infanzia, della gioventù e della famiglia sono di competenza di vari dipartimenti e uffici. Così ad esempio vari servizi si occupano della legislazione e dell'attuazione di misure (diritto di famiglia, tutela dell'infanzia nell'ambito del diritto civile e penale, promozione dei bambini e dei giovani, settore formativo, tassazione delle famiglie, borse di studio, assicurazioni sociali, salute). Di fronte a questa eterogeneità di competenze sono decisivi uno scambio d'informazioni regolare e un coordinamento ottimale, se si vuole che la politica dell'infanzia, della gioventù e della famiglia risulti finalizzata e incisiva.

Nell'ambito della politica della famiglia si è tenuto conto di questo aspetto fin dal 1984, attribuendo alla Centrale per le questioni familiari in seno all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali la funzione di centro di coordinamento in materia. Da allora questo servizio prende posizione in merito a tutte le proposte al Consiglio federale, che hanno effetti determinanti sulle famiglie. Il servizio ha potuto essere più volte ampliato in base ai compiti che gli sono stati assegnati man mano. Dal 1° febbraio 2003 la Centrale è addetta all'esecuzione della legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia. La Centrale pubblica regolarmente il bollettino "Questioni familiari", che informa sulla politica attuata dalla Confederazione, dai Cantoni, dai Comuni e in altri Stati. Essa assume anche compiti nell'ambito della tutela dell'infanzia in stretta collaborazione con altri servizi federali, con organi cantonali e con organizzazioni private. Gestisce poi la segreteria della Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari, istituita nel 1995 dal Dipartimento federale dell'interno (DFI), che a sua volta collabora con ONG e specialisti degli ambienti scientifici, dei Cantoni e delle Città.

Mentre nell'ambito della politica della famiglia esiste un organo federale di coordinamento costituito dalla Centrale per le questioni familiari, la politica dell'infanzia e della gioventù, campo altrettanto trasversale, non fa capo esplicitamente ad alcun servizio federale in termini di coordinamento. La presente mozione riprende quindi un'esigenza ripetutamente formulata da varie parti (associazioni giovanili, organizzazioni della tutela dell'infanzia, incaricati cantonali della promozione dei bambini e dei giovani, Commissione federale per l'infanzia e la gioventù) fin dalla pubblicazione del Manifesto giovanile di Bienne del 1995 e in alcuni interventi parlamentari (Mozione Aeppli 02.3321, Centrale per le questioni dei bambini e dei giovani; Mozione Janiak 00.3469, Legge quadro per una politica svizzera dell'infanzia e dei giovani). I vari organi che si occupano delle questioni dei bambini e dei giovani sono impegnati anche nella cooperazione e nel coordinamento. Lo hanno dimostrato tra l'altro durante l'elaborazione di un primo rapporto del Governo svizzero sull'attuazione dell'accordo sui diritti del fanciullo, durante i lavori preliminari e conclusivi nel quadro della Sessione speciale dell'ONU sui diritti del fanciullo nel maggio 2002 e durante la preparazione della presentazione del rapporto menzionato di fronte al comitato dell'ONU per i diritti del fanciullo. Attualmente l'Amministrazione federale ha in cantiere il progetto di un gruppo di lavoro interdipartimentale che si occuperà dei lavori scaturiti dalla riunione straordinaria dell'Assemblea generale dell'ONU per i bambini. Esso ha lo scopo di rafforzare le attività della Confederazione, tenendo conto della ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni, e di verificare se il gruppo di lavoro interdipartimentale debba occuparsi anche della questione giovanile. Una consultazione degli uffici in merito è prevista per la primavera di quest'anno.

Quindi le strutture esistenti consentono già sia uno scambio all'interno dell'amministrazione sia il networking e la collaborazione tra la Confederazione e altre parti sociopolitiche implicate. Eventuali miglioramenti restano comunque sempre possibili ed auspicabili. Nel corso del 2003, il DFI ha compiuto un primo passo istituendo un gruppo di riflessione interno, presieduto dal segretario generale, incaricato di verificare l'ottimizzazione dello scambio d'informazioni e l'opportunità di riunire le risorse esistenti.

Di fronte alla situazione politico-finanziaria della Confederazione occorre distinguere tra necessità e auspicio. In quest'ottica la creazione di un Ufficio federale dell'infanzia, della gioventù e della famiglia è fuori discussione allo stato attuale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.