04.3305 · Interpellanza · 2004-06-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Una migliore gestione del debito permetterebbe alla Confederazione di ridurre i costi a titolo d'interessi. Chiedo pertanto al Consiglio federale:
1. Come giudica il fatto che i tassi d'interesse della Confederazione siano più elevati rispetto a quelli di altri enti pubblici?
2. Quali sono le misure già adottate dal Governo per diminuire i tassi d'interesse?
3. In che misura la Confederazione ha potuto beneficiare della diminuzione dei tassi d'interesse sul mercato finanziario nel corso degli ultimi anni?
Begründung
Negli ultimi anni l'indebitamento della Confederazione ha raggiunto livelli altissimi, superando i 123 miliardi di franchi. Osservando più da vicino gli interessi del debito, si constata che la Confederazione paga un tasso d'interesse medio del 3 per cento, ovvero 3,76 miliardi di franchi. È sorprendente che la Confederazione ottenga delle condizioni poco più favorevoli di quelle concesse a un padre di famiglia che accende un prestito per l'acquisto della sua abitazione!
Il tasso d'interesse medio che paga la Confederazione è nettamente maggiore del tasso d'interesse medio pagato da altri enti pubblici quali i Cantoni e i Comuni, malgrado il loro "rating bancario" sia meno favorevole di quello della Confederazione. Secondo un'ipotesi realistica e poco impegnativa, una gestione più professionale permetterebbe ad esempio di economizzare ben 376 milioni di franchi, calcolati sulla base di un risparmio del 10 per cento sull'ammontare degli interessi dovuti.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La solvibilità della Confederazione deve sempre essere garantita. I due principali strumenti della Confederazione per la raccolta di fondi sono i crediti contabili a breve termine, la cui durata è compresa tra i tre e i 12 mesi, e i prestiti federali, utilizzati per la raccolta a lunga scadenza di fondi. La raccolta di fondi finanziari tramite crediti contabili a breve termine avviene di regola con riduzioni di circa lo 0,15 per cento annuo rispetto al relativo tasso di riferimento interbancario LIBOR. Per quanto concerne i prestiti della Confederazione, la riduzione a lungo termine, misurata come differenza rispetto ai tassi swap interbancari, ammonta ad almeno lo 0,20 per cento annuo. La Confederazione è tuttora considerata il miglior debitore sul mercato e, grazie alla propria solvibilità, le vengono accordati i tassi d'interesse più bassi nella raccolta di mezzi. I tassi d'interesse applicati ad altri enti pubblici continuano ad essere più elevati rispetto a quelli concessi alla Confederazione. Attualmente, la curva degli interessi ha un andamento regolare positivo, ossia più lunga è la durata, più alti sono i tassi d'interesse. Il tasso di costo dichiarato per il debito fruttifero della Confederazione (debito complessivo sul mercato monetario e su quello finanziario) è sceso dal 4,02 per cento nel 2000 al 3,33 per cento nel 2003, toccando così il livello più basso dal 1970.
2. La Confederazione attua una politica che mira a minimizzare gli oneri per interessi nel lungo periodo. Si realizza tale obiettivo se, nei periodi in cui gli interessi sono bassi, viene raccolto denaro a lungo termine; nelle fasi in cui gli interessi sono alti, invece, la raccolta di fondi si effettua con strumenti tendenzialmente a corto termine. Questa politica è assolutamente motivata: gli oneri per interessi vengono ridotti a lungo termine e dunque sull'arco di eventuali cicli d'interessi oppure sono mantenuti al livello più basso possibile livellando o riducendo contemporaneamente le oscillazioni di tali oneri. Questa politica riduce inoltre sensibilmente il rischio di rifinanziamento garantendo in tal modo anche la solvibilità a lungo termine. Anche in vista dell'aumento degli interessi è sensato orientare la strategia di raccolta di risorse verso l'assunzione di fondi a lungo termine. Nelle attuali condizioni di mercato, la Confederazione deve comunque coprire il proprio fabbisogno finanziario prevalentemente raccogliendo fondi a lungo termine, soprattutto emettendo obbligazioni a medio e a lungo termine sul mercato finanziario svizzero (i succitati prestiti federali). Essa deve essere un partner affidabile e, di conseguenza, sostenere questo mercato. Già da tempo la Confederazione avrebbe voluto aumentare ulteriormente l'emissione dei crediti contabili a breve termine (la cui durata va dai tre ai 12 mesi). A causa della mancata domanda ciò non è stato possibile, benché si fossero previste riduzioni sempre più esigue rispetto al tasso interbancario di riferimento LIBOR.
Per quanto concerne gli interessi, nell'anno in corso si è tuttavia verificata un'inversione di tendenza. Quantunque fosse possibile, la Confederazione non sarebbe in grado di rivedere la propria politica a lungo termine, visti la fase di crescita degli interessi e il notevole rischio di rifinanziamento. La tesoreria federale, come d'altra parte molti altri membri, prevede che gli interessi aumenteranno nel corso dei prossimi mesi e forse anche del prossimo anno. Essa cercherà di mantenere più o meno stabile al livello attuale il settore a breve termine della raccolta dei fondi e di sviluppare ulteriormente quello a lungo termine. In caso di aumento degli interessi, una politica di nuovo indebitamento impostata sulla breve durata potrebbe avere per la Confederazione ripercussioni negative sull'arco di vari anni. Non sarebbe possibile invertire la rotta e innalzare di vari miliardi il programma di emissione di prestiti. Quando gli interessi crescono, tutti i mercati conoscono presto difficoltà. La Confederazione, quale maggiore debitore, non può modificare la propria struttura del debito tanto rapidamente, come potrebbero semmai fare altri debitori minori pubblici o privati. L'attuale struttura del debito è dunque confortante. La Confederazione può far fronte con facilità a un aumento degli interessi, poiché per un lungo periodo ha mantenuto gran parte dei propri interessi a un livello storicamente e assolutamente basso. Negli anni a venire, questo comporterà un discreto sgravio per il conto finanziario.
Inoltre, nell'ambito delle misure di gestione la Confederazione ha ripetutamente approfittato, in modo opportunistico, della situazione di mercato. Per ridurre i costi della raccolta di fondi di terzi, essa ha emesso prestiti convertibili in azioni Swisscom. Nelle operazioni più recenti, oltre a non aver dovuto pagare nulla per la raccolta di fondi, la Confederazione deve addirittura rimborsare meno di quanto ha raccolto, beneficiando di fatto di una rimunerazione negativa! Vengono pure presi in esame altri prodotti innovativi del mercato finanziario che possono contribuire alla diminuzione dei costi del capitale nel lungo periodo e che, a seconda dei casi, costituiscono un'ulteriore diversificazione delle risorse monetarie.
3. La Confederazione ha potuto approfittare del periodo relativamente lungo d'interessi bassi per continuare a raccogliere fondi a lungo termine. Addirittura in considerazione di un imminente aumento degli interessi si prevede che gli oneri medi per interessi non saliranno. Soltanto il nuovo indebitamento della Confederazione dovrà essere finanziato agli alti tassi futuri. In compenso, i prestiti accesi in precedenza a tassi d'interesse alti saranno successivamente esigibili e restituiti. Il Consiglio federale respinge il rimprovero di gestione dilettantistica dei debiti.
Risposta del Consiglio federale.