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04.3681 · Postulato · 2004-12-14

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la possibilità di aumentare in maniera sensibile il proprio impegno nell'ambito dello sminamento a scopo umanitario in Bosnia-Erzegovina.

Begründung

A quasi dieci anni dalla fine della guerra, in Bosnia vaste aree del territorio sono tuttora minate e costituiscono un pericolo costante per la popolazione. Benché il Mine Action Centre responsabile abbia indicato la necessità di ulteriori misure, e nonostante il grande afflusso di rifugiati che ritornano in patria, la Svizzera ha ridotto il suo impegno in questo settore.

Nel suo documento strategico per il periodo 2005-2008, il Mine Action Centre della Bosnia-Erzegovina (BHMAC) prevede un aumento dei bisogni finanziari, in particolare in ragione del crescente numero dei rifugiati rimpatriati. Per il solo 2005, il centro cifra il bisogno di mezzi a circa 33 milioni di franchi. Nel 2008, i costi per lo sminamento, la prevenzione e l'aiuto alle vittime dovrebbero ammontare a 57 milioni di franchi. Naturalmente, la Bosnia-Erzegovina non è in grado di prendere a carico autonomamente tali costi e dipende dall'aiuto internazionale.

L'accresciuto bisogno di misure di sminamento è strettamente legato al numero dei ritorni di rifugiati. Solo nel 2003, secondo il Mine Action Centre, si sono registrati in Bosnia 54 315 ritorni. Il 1° agosto 2003, la Svizzera ha dichiarato la Bosnia "Paese sicuro" e dal 1° luglio dello stesso anno sostiene un progetto volto al rimpatrio duraturo e al reinserimento delle persone vulnerabili. L'afflusso dei rifugiati dalla Svizzera in Bosnia ha raggiunto il suo apice, rendendo cruciale la questione dello sminamento dei campi, perché l'agricoltura è il solo mezzo di sussistenza di molte persone che ritornano nel Paese. Dal 2000, la Svizzera ha regolarmente ridotto l'aiuto allo sminamento a scopo umanitario in Bosnia, che, lo scorso anno, era di appena 180 000 franchi (Direzione politica del DFAE). A titolo di paragone, nel 2003, il contributo della Norvegia ai progetti di sminamento in Bosnia-Erzegovina è stato di circa 2,8 milioni di franchi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La Svizzera si adopera perché il mondo sia liberato dalle mine antipersona, tanto come Stato membro della Convenzione di Ottawa, come, a livello bilaterale, tramite il sostegno agli Stati dove si registra la presenza di mine. La base per la determinazione delle priorità e dei mezzi dell'impegno svizzero è esplicitata nella strategia 2004-2007 della Confederazione in materia di mine (Minenstrategie des Bundes 2004-2007).

Il Consiglio federale è informato dei problemi di sminamento in Bosnia-Erzegovina. Secondo il Mine Action Centre della Bosnia-Erzegovina (BHMAC), ancora 670 000 mine e 650 000 residui bellici esplosivi sarebbero sparsi in circa 10 000 siti, corrispondenti in tutto a 2 000 km2 (4 per cento del territorio nazionale). La vasta strategia 2005-2009 delle autorità bosniache prevede la bonifica di 790 km2, ossia 40 per cento della superficie totale interessata, e comprende programmi di sminamento, di formazione, di aiuto alle vittime e di prevenzione degli incidenti. Secondo le stime, per il periodo 2005-2009, il costo totale dell'operazione dovrebbe ammontare a 196 milioni di franchi, dei quali 61 milioni forniti dall'amministrazione centrale bosniaca. Il BHMAC ritiene che su questo totale di 196 milioni di franchi, il finanziamento sia assicurato o promesso già nella misura dell'82 per cento. Per il 2005-2006, su un budget di 80 milioni di franchi, ne mancano soltanto 2.

Tanto la Comunità internazionale come la Bosnia-Erzegovina stessa ritengono che grandi sforzi saranno necessari negli anni a venire. l mezzi finanziari, peraltro, sembrano generalmente assicurati, senza contare che, a differenza di altri Paesi, la Bosnia-Erzegovina dispone di personale dall'eccellente formazione.

La Svizzera partecipa dal 1996 alla lotta contro le mine in Bosnia-Erzegovina. Tra il 1996 e il 2003, il DFAE ha sostenuto con 6 milioni di franchi le campagne nazionali di sminamento. Il DDPS ha inviato esperti e fornito materiale tecnico. Il mezzi devoluti a questo aiuto sono effettivamente diminuiti con il passare del tempo: nel 2004 erano di 200 000 franchi. Per l'anno in corso e quello prossimo l'impegno svizzero sarà di pari entità.

Gli uffici federali attivi in Bosnia-Erzegovina - segnatamente il DFAE, il SECO e la Direzione politica (PA IV) - hanno definito temi prioritari per produrre il massimo effetto. L'impiego di mezzi finanziari, a media scadenza, è pianificato in ambiti quali il buon governo, il superamento del passato, l'incoraggiamento dei settori privato e sociale. Vista la situazione, non appare necessario cambiare tale orientamento.

Il Consiglio federale non ritiene opportuno neppure il trasferimento dell'impegno della Confederazione nell'ambito dello sminamento umanitario da altre regioni del mondo, in cui il fossato tra bisogni e mezzi disponibili è assai più vasto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.