05.3356 · Interpellanza · 2005-06-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Le epidemie di HIV/AIDS rimangono una delle maggiori sfide che la comunità internazionale deve affrontare. Occorre rafforzare ulteriormente gli sforzi fatti nel mondo intero.
Le azioni della Svizzera si rifanno alla Dichiarazione d'impegno sull'HIV/AIDS (UNGASS AIDS 2001, Declaration of Commitment on HIV/AIDS) e agli Obiettivi del millennio per lo sviluppo definiti dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite (segnatamente all'obiettivo 6). Il Consiglio federale ha approvato nel novembre del 2003 il programma nazionale HIV e AIDS 2004-2008. Il primo obiettivo di questo programma definisce gli aspetti internazionali dell'HIV/AIDS. Diversi servizi dell'amministrazione federale forniscono un contributo all'attuazione di una politica governativa coerente di lotta contro l'AIDS. Per la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DFAE/DSC) l'HIV/AIDS è un tema trasversale prioritario.
Il contributo svizzero alla realizzazione degli obiettivi internazionali è finanziato quasi esclusivamente per mezzo di risorse provenienti dal budget della DSC (importi 2004 in CHF: nell'ambito della cooperazione multilaterale, circa 20 milioni, e nell'ambito della cooperazione bilaterale, circa 13,3 milioni). Tutti i settori della DSC (cooperazione multilaterale, cooperazione bilaterale e aiuto umanitario) si impegnano nella lotta contro l'AIDS. Gli sforzi in questo senso saranno ulteriormente rafforzati in futuro. Il sostegno offerto da alcune organizzazioni delle Nazioni Unite (ONUSIDA, UNICEF, FNUAP, OMS e Fondo mondiale di lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e il paludismo) è un contributo importante al lavoro compiuto su scala mondiale per lottare contro l'HIV/AIDS. La Svizzera partecipa parimenti agli sforzi internazionali nella sua qualità di membro della Banca mondiale, uno dei donatori più importanti nell'ambito della lotta contro l'AIDS.
La lotta contro l'HIV/AIDS dev'essere condotta su tutti i fronti. Questo è il motivo per cui la DSC, al di fuori dei progetti concernenti specificatamente l'AIDS, tiene sistematicamente conto delle cause e degli effetti dell'HIV/AIDS in tutti i suoi progetti e programmi (il cosiddetto mainstreaming). In tal modo vuole contribuire a rallentare il diffondersi dell'epidemia e a diminuire le sue ripercussioni negative.
I progetti specifici contro l'AIDS pongono tra l'altro l'accento sull'accesso alla prevenzione e ai trattamenti, sul sostegno psicosociale dei gruppi particolarmente vulnerabili quali le donne e gli orfani dell'AIDS, nonché sulla ricerca-azione e sul rafforzamento dei sistemi sanitari e sociali dei Paesi interessati.
Un programma regionale speciale sostenuto dalla DSC e da altri donatori (Regional Psycho Social Support Initiative HIV/AIDS, www.repssi.org) è stato istituito per promuovere il sostegno psicosociale dei bambini e dei giovani colpiti dall'HIV/AIDS nella regione più toccata dell'Africa australe, dove vivono, secondo le stime attuali, 15 milioni di orfani (di cui 7 milioni circa sono orfani dell'AIDS). Questo programma si prefigge di rafforzare gli attori regionali e locali affinché entro il 2010 il 20 per cento degli orfani benefici di un sostegno psicosociale.
Le organizzazioni non governative svizzere ricevono un sostegno sia per il lavoro effettuato nell'ambito della lotta contro l'AIDS nel Sud sia per il loro lavoro di coordinamento in Svizzera (www.aidsfocus.ch). Inoltre nell'ambito della strategia "Migrazione e salute" della Confederazione diversi progetti e misure di prevenzione vengono attuati sotto l'egida dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Vanno citati in particolare i progetti di prevenzione condotti dall'UFSP in favore dei migranti provenienti prioritariamente dall'Africa subsahariana e il cui contenuto è adattato alle specificità culturali di queste comunità. L'HIV/AIDS rimane una priorità.
Risposta del Consiglio federale.