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05.3721 · Interpellanza urgente · 2005-11-30

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Nella sua seduta del 23 novembre 2005, il Consiglio federale ha deciso che intende vendere a privati la partecipazione di maggioranza della Confederazione a Swisscom. Il giorno successivo era di dominio pubblico che esso vietava a Swisscom di effettuare investimenti all'estero.

Il gruppo socialista invita il Consiglio federale a rispondere urgentemente alle seguenti domande:

1. La questione della privatizzazione di Swisscom deve essere decisa al più presto a livello politico. Come intende procedere il Consiglio federale affinché entrambe le Camere possano prendere una decisione al riguardo entro la sessione primaverile 2006?

2. Da quando il Consiglio federale ha reso nota la sua posizione, le azioni Swisscom hanno fortemente perso valore. Il Consiglio federale ha tenuto conto di queste conseguenze e consciamente accettato i danni arrecati al patrimonio nazionale?

3. Nell'ottica del Consiglio federale, quali ragioni giustificano una riduzione del pacchetto azionario prima dell'imminente decisione sulla privatizzazione?

4. Su quali valutazioni dei rischi e sulla base di quale documentazione il Consiglio federale ha preso la sua decisione? L'impresa è stata previamente sentita?

5. Il Consiglio federale è intervenuto quando, di recente, Swisscom voleva investire alcuni miliardi di franchi nella Repubblica Ceca?

6. La decisione del Consiglio federale contravviene agli obiettivi strategici 2002-2005 - che costituiscono il quadro legale dell'impresa - e di conseguenza all'articolo 6 capoverso 3 della legge sull'azienda delle telecomunicazioni. Quali circostanze eccezionali hanno spinto il Consiglio federale a scegliere questo modo di agire illecito?

7. Perché, negli obiettivi strategici 2006-2009, il Consiglio federale ha richiesto a Swisscom una valutazione ancora più approfondita degli investimenti esteri?

8. Con riferimento alla privatizzazione di Swisscom, nel 2001 il Consiglio federale ha previsto una modifica costituzionale. AI riguardo i presupposti non sono cambiati. Il gruppo socialista presume che il Consiglio federale presenterà alle Camere federali una modifica costituzionale. È vera questa supposizione?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui la questione della rinuncia all'obbligo della partecipazione di maggioranza della Confederazione all'azienda Swisscom debba essere risolta preferibilmente in tempi rapidi. Si sta lavorando intensamente all'elaborazione del progetto di consultazione. È probabile che il Consiglio federale svolgerà una procedura di consultazione con termine abbreviato e proporrà al Parlamento una procedura parlamentare urgente. Data l'obbligatorietà della procedura di consultazione, il Consiglio federale non ritiene però realistica la scadenza della prossima sessione primaverile per la trattazione di questo affare.

Dopo la decisione del Consiglio federale la quotazione in borsa delle azioni di Swisscom è effettivamente scesa, ma nel frattempo essa ha fatto registrare una buona ripresa. Il Consiglio federale ha preso altresì una decisione di principio a lungo termine che non esclude possibili oscillazioni a breve termine del corso delle azioni.

La decisione di rinunciare all'obbligo della partecipazione di maggioranza non influisce in alcun modo sull'intenzione che il Consiglio federale ha già da tempo di diminuire la propria quota al minimo ammesso attualmente dalla legge, ovvero al 50 percento più 1 azione, purché vi siano condizioni di mercato interessanti. Le decisioni del 23 novembre sono in linea con questa strategia orientata a ridurre i rischi finanziari e politici legati all'impegno elevato che la Confederazione ha nei confronti di Swisscom.

Grazie al proprio rappresentante in seno al consiglio di amministrazione, l'azionista di maggioranza, rappresentato dal DFF e dal DATEC, è informato regolarmente sugli affari importanti. La Confederazione è dunque a conoscenza di tutti i maggiori progetti di acquisizione di Swisscom.

Gli attuali obiettivi strategici del Consiglio federale esigono che l'acquisizione da parte di Swisscom delle partecipazioni alle società di un gruppo e alle holding avvenga unicamente se queste contribuiscono a lungo termine ad incrementare il valore dell'azienda, se possono essere gestite bene e tengono conto in misura sufficiente dell'aspetto rischio. Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che l'acquisizione di imprese estere di telecomunicazione con mandato di servizio universale è legata a elevati rischi politici e finanziari che esso non è disposto a sopportare in qualità di azionista principale e responsabile nei confronti dei contribuenti. Pertanto, la sua decisione è stata presa in linea con gli attuali obiettivi strategici. Negli obiettivi strategici che saranno definiti per Swisscom per il periodo 2006-2009 il Consiglio federale preciserà ulteriormente le direttive in merito a tale tema. Esso discuterà per la prima volta e approverà i suddetti obiettivi presumibilmente il 21 dicembre prossimo.

La questione dell'impostazione legale della rinuncia all'obbligo della partecipazione di maggioranza è oggetto di chiarimenti a cui si sta procedendo in seno all'amministrazione. Il Consiglio federale si esprimerà dettagliatamente in merito nell'ambito del rapporto sulla procedura di consultazione.

Risposta del Consiglio federale.