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06.3445 · Mozione · 2006-09-25

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una legge quadro sull'integrazione, che poggi sui principi seguenti:

- l'integrazione è un compito statale e sociale di fondamentale importanza;

- è un presupposto e un elemento importante di una politica in materia di formazione, società e mercato del lavoro efficace e orientata al futuro;

- la politica in materia di integrazione è attiva e si basa sul principio del "promuovere ed esigere";

- la Confederazione:

a. stabilisce insieme ai cantoni la necessità basilare di informazione e di corsi linguistici e di integrazione;

b. è responsabile della garanzia della qualità e dell'ottimizzazione continua (controlling);

c. promuove l'integrazione cofinanziando le misure di integrazione dei cantoni;

d. stabilisce i principi di finanziamento (partecipazione finanziaria delle persone da integrare);

e. i cantoni stabiliscono le misure di integrazione specifiche che vanno oltre la necessità di base.

- I cantoni e i comuni sono responsabili dell'attuazione operativa della politica in materia di integrazione.

Begründung

La Svizzera può mantenere la propria posizione di piazza economica e luogo con un'elevata qualità di vita soltanto se riesce a competere con i poli culturali e scientifici leader a livello mondiale e a generare un valore aggiunto dal suo know-how in Svizzera. La Svizzera vive di elevata produttività con un grado di formazione in crescita e un elevato grado di occupazione. Essa ha pertanto un interesse preminente a integrare le persone immigrate e i loro figli nati qui, motivandoli e dotandoli degli strumenti affinché possano contribuire alla crescita economica, scientifica e culturale del nostro Paese. Il valore materiale di una politica immigratoria riuscita va valutato anche in base ai suoi benefici economici e al grado di sicurezza. A tale proposito occorre anche considerare, sotto il profilo della politica finanziaria, i crescenti costi nell'ambito dell'assistenza, della sanità e della giustizia cagionati dall'assenza di una politica in materia d'integrazione o dal fallimento di essa. Una politica in materia d'integrazione incentrata prevalentemente sulla gestione dei lavoratori non permette di conseguire gli obiettivi auspicati. Lo dimostrano chiaramente i problemi linguistici nelle scuole, l'isolamento dei genitori e un numero insufficiente di giovani con una formazione. L'integrazione attiva avviene sistematicamente e va intesa come un investimento nel potenziale della popolazione immigrata.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La nuova legge federale sugli stranieri (LStr), che entrerà in vigore il 1° gennaio 2008, copre buona parte delle esigenze formulate dall'autore della mozione ed è concepita come una legge quadro per quanto concerne l'integrazione.

La nuova LStr definisce l'integrazione quale mansione statale trasversale che incombe a tutti. Nell'adempiere i loro compiti rispettivi, Confederazione, cantoni e comuni devono tenere conto delle esigenze dell'integrazione (art. 53 cpv. 1 LStr). L'integrazione è intesa quale processo reciproco con una partecipazione attiva delle persone straniere. Esse devono in particolare conformarsi all'ordine giuridico, imparare una lingua nazionale e manifestare la volontà di integrarsi nella vita economica o di conseguire una formazione (art. 4 LStr).

L'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha elaborato un rapporto sui problemi dell'integrazione degli stranieri in Svizzera, che è stato pubblicato nel luglio 2006. Da tale rapporto emerge che la maggior parte delle prestazioni integrative sono fornite nel quadro delle strutture ordinarie a livello federale, cantonale e comunale (scuola, formazione professionale, offerte dell'assicurazione contro la disoccupazione, sanità). Nell'ottica di una politica integrativa attiva, la Confederazione appoggia peraltro progetti integrativi specifici a livello regionale, cantonale e comunale per un importo complessivo di 14 milioni di franchi (2005). Tali progetti sottostanno a regolari verifiche.

Il rapporto sull'integrazione giunge alla conclusione che occorre, in primo luogo, rafforzare le misure integrative nell'ambito della formazione e del mercato del lavoro e, in secondo luogo, concepire le misure nel settore dell'integrazione sociale (coabitazione nel comune e nel quartiere, comunicazione e conoscenze linguistiche) incentrandole maggiormente su determinati gruppi specifici, segnatamente i giovani.

Il 30 agosto 2006, dopo aver preso atto del rapporto, il Consiglio federale ha incaricato gli uffici e i dipartimenti di elaborare, in collaborazione con i competenti uffici federali, cantonali e comunali, misure volte a migliorare l'integrazione della popolazione straniera. Tale modo di procedere è in linea con la politica del Consiglio federale volta a promuovere l'integrazione entro le strutture esistenti. Di qui all'estate 2007, il DFGP sottoporrà al Consiglio federale un pacchetto contenente proposte di misure coordinate tra gli uffici e i dipartimenti. Il coordinamento incombe all'Ufficio federale della migrazione (art. 57 LStr).

Siccome i lavori di attuazione relativi al rapporto sull'integrazione sono stati avviati soltanto alcuni mesi fa, al momento è prematuro dare un giudizio definitivo quanto alla necessità di una legge federale sull'integrazione che vada oltre la legge sugli stranieri. Occorre attendere quali saranno i risultati prodotti dalle misure decise e dall'attuazione concreta dei progetti.

Il Consiglio federale propone pertanto di respingere la mozione. Se la Camera prioritaria dovesse accettare la mozione, il Consiglio federale chiederà alla seconda Camera di trasformarla in una proposta d'esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.