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08.1057 · Interrogazione · 2008-06-12

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Alcosuisse copre, secondo indicazioni dello stesso, circa un terzo del proprio fabbisogno di bioetanolo (o agroetanolo) grazie a prodotti svizzeri. I rimanenti due terzi sono acquistati sul mercato mondiale da diversi produttori. I Paesi fornitori più importanti sono il Brasile e il Sudafrica.

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Alcosuisse importa solamente bioetanolo oppure anche piante al fine di produrre bioetanolo in Svizzera?

2. In che modo Alcosuisse garantisce che i prodotti importati, segnatamente dal Brasile e dal Sudafrica, provengano da produzione ecologicamente innocua e che la coltivazione non nuoccia alla popolazione locale?

3. In che modo Alcosuisse garantisce che i suddetti prodotti non facciano concorrenza alla produzione di generi alimentari in questi Paesi?

4. Presso quali ditte, imprese e produttori in Brasile e Sudafrica si rifornisce Alcosuisse?

5. Le grandi quantità di etanolo importate da Alcosuisse vengono trasportate via nave presso un porto del Mare del Nord. Qual è il bilancio di CO2 dell'etanolo importato?

6. Alcuni mesi fa, Alcosuisse ha reso operativo a Basilea, a titolo sperimentale, un impianto destinato alla produzione di bioetanolo. Chi sono i partner di questo progetto?

7. A quanto ammontano i costi del suddetto progetto?

8. A quanto ammonta il contributo di Alcosuisse a tale progetto?

Stellungnahme des Bundesrates

Il bioetanolo, chiamato anche etanolo-carburante o agrocarburante, è un vettore energetico d'origine agricola ed è prodotto a partire dalla biomassa (materia vegetale) contenente saccarosio o amido.

1. Finora Alcosuisse non ha importato bioetanolo. Le quantità immesse attualmente sul mercato svizzero sono state prodotte presso Borregaard Schweiz AG. La materia prima utilizzata è biomassa a base di cellulosa. Se questo bioetanolo è miscelato al 5 per cento, è compatibile con un veicolo ordinario. Per contro, se è miscelato in una proporzione dell'85 per cento, la sua utilizzazione è limitata a veicoli specialmente adattati, denominati "flex fuel".

Nel 2007 sono stati venduti 2 469 000 litri di bioetanolo destinato a essere miscelato con la benzina. Per il 2008, Alcosuisse prevede di vendere 3 300 000 litri. Ciò corrisponde a circa lo 0,025 per cento del consumo annuo complessivo di benzina e diesel. Alcosuisse non importa pertanto alcuna sostanza vegetale.

Dal 1° luglio 2008, il monopolio che la Confederazione deteneva sull'importazione di bioetanolo utilizzato come carburante è stato soppresso.

2.-5. Il bioetanolo che Alcosuisse miscela con la benzina e che in seguito è venduto sul mercato svizzero è ottenuto dalla produzione indigena e proviene esclusivamente dai rifiuti della fabbricazione di cellulosa. Questo procedimento dà un contributo indiscutibile alla riduzione delle immissioni di CO2.

L'analisi del ciclo di vita, chiamata anche bilancio ecologico, permette di valutare l'impatto ambientale di un prodotto, considerando tutte le tappe del suo ciclo di vita.

Uno studio realizzato dal Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca ha dimostrato che l'impatto ambientale dei trasporti è marginale rispetto a tutti gli altri fattori di emissione di CO2 considerati nella valutazione.

La legge riveduta sull'imposizione degli oli minerali (RS 641.61) è entrata in vigore il 1° luglio 2008. Se intendono beneficiare di uno sgravio fiscale, i produttori e gli importatori di bioetanolo devono rispettare le esigenze minime relative alla prova del bilancio ecologico globale positivo e vegliare affinché le condizioni di produzione siano socialmente accettabili. La Svizzera è dunque il primo Paese che subordina la promozione dei carburanti biogeni alla soddisfazione dei criteri ecologici e sociali. I prodotti la cui coltivazione è particolarmente problematica dal punto di vista della concorrenza tra biocarburanti e derrate alimentari (art. 19b cpv. 3 dell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali) non beneficeranno in linea di principio di nessuno sgravio fiscale. I dettagli concernenti la prova del bilancio ecologico globale sono disciplinati nell'ordinanza del DATEC sul bilancio ecologico dei carburanti che entrerà in vigore nell'autunno del 2008.

Se in futuro Alcosuisse importerà bioetanolo da utilizzare quale carburante, rispetterà le condizioni precitate.

L'etanolo importato dal Brasile o dal Sudafrica come pure da diverse regioni europee è utilizzato nell'industria farmaceutica, cosmetica o industriale. Questi fornitori di etanolo producono innanzitutto vari tipi di zucchero. I residui della lavorazione sono le melasse, utilizzate per la produzione di etanolo, o la bagassa, che serve a produrre energia.

6.-8. Si è trattato di un progetto pilota dell'azienda Valorec, approvato dalla Direzione generale delle dogane. Il progetto è stato attuato su scala ridotta e doveva servire alla ricerca fondamentale. Alcosuisse intendeva disporre di una seconda fonte d'approvvigionamento di etanolo-carburante. Il progetto elaborato con Valorec consisteva nel produrre, partendo dall'etanolo contenente impurità, un etanolo-carburante conforme alla norma tecnica europea di qualità EN 15376. L'azienda Valorec è specializzata nella trasformazione e nel riciclaggio di diversi prodotti chimici. L'azienda dispone di diversi tipi di colonne di distillazione e di vari impianti di stoccaggio. La richiesta di Alcosuisse interessava a Valorec per più di un motivo: per quest'ultima si trattava di testare la capacità tecnologica delle proprie installazioni, di determinare i costi di una tale produzione e analizzare le potenzialità di un futuro mercato. L'impegno di Alcosuisse si è limitato alla trasformazione di 50 000 litri di etanolo per una somma forfetaria di 19 000 franchi. Alcosuisse ha messo a disposizione il prodotto di base e ha raccolto il prodotto finito, che è stato venduto per scopi industriali. Sul piano finanziario l'impegno di Alcosuisse non ha generato costi supplementari. Dal progetto è emerso che le istallazioni di Valorec avevano una capacità tecnologica insufficiente, che i costi di produzione erano molto elevati e che la resa quantitativa era insoddisfacente. Il solo risultato positivo è stato che il prodotto finito rispettava interamente la summenzionata norma di qualità. L'esperienza ha permesso ad Alcosuisse di acquisire nuove nozioni nel campo della rettificazione. Valorec ha invece potuto riconoscere che per accedere al mercato a prezzi competitivi bisogna effettuare grandi investimenti senza poter prevedere l'evoluzione della domanda su questo mercato.

Risposta del Consiglio federale.