08.1112 · Interrogazione · 2008-10-03
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
1. A quanto ammontano i costi che il nostro Paese deve sostenere quale membro di Schengen:
- per la Confederazione;
- per i cantoni e i comuni;
- per i privati (inclusi gli adeguamenti delle infrastrutture aeroportuali)?
2. Quali seono i costi iniziali?
3. Quali sono i costi annuali?
Stellungnahme des Bundesrates
I costi di partecipazione all'accordo di Schengen non possono essere separati da quelli in relazione all'accordo di Dublino. Nel complesso questi costi possono essere quantificati come segue:
1. Uscite iniziali della Confederazione (DFGP: 141,7 milioni; DFF: circa 5,5 a 7,5 milioni di franchi)
I costi iniziali in relazione agli accordi di Schengen/Dublino sono imputabili principalmente al collegamento alla rete informatica. Nel quadro della seconda aggiunta al preventivo 2007 (decreto federale del 17 dicembre 2007), il DFGP ha beneficiato in questo contesto per gli anni 2007-2012 di un credito d'impegno di 101,8 milioni riguardante diverse unità amministrative. Nel frattempo, a seguito di condizioni quadro modificate (sviluppo parallelo dei sistemi SISone4ALL e SIS II) il fabbisogno finanziario è aumentato di 39,9 milioni di franchi per gli anni 2008-2012. Il relativo credito aggiuntivo sarà sottoposto al Parlamento con il messaggio concernente il preventivo 2009. Oltre ai costi di sviluppo e di progetto per il collegamento informatico al sistema di Schengen/Dublino, le spese iniziali comprendono anche uscite per il personale di 10,7 milioni di franchi (comprese nel credito d'impegno) per 20 posti a tempo determinato destinati alla migrazione di SISone4ALL verso il sistema SIS II nonché 1,8 milioni di franchi per l'acquisto e la messa a disposizione di apparecchi di rilevazione e di lettura mobili per la parte nazionale del sistema d'informazione visti (N-VIS) utilizzato dal corpo delle guardie di confine (DFF). Nell'ambito delle misure concernenti le frontiere esterne temporanee tra Schengen e il Principato del Liechtenstein risultano investimenti unici stimati a 3 a 5 milioni di franchi (provvedimenti edilizi, infrastruttura tecnica, veicoli) nonché costi per il personale di circa 2,5 milioni di franchi all'anno. Questi mezzi saranno compensati dal DFF nel quadro dei crediti stanziati.
2. Uscite d'esercizio annue della Confederazione (DFGP: 28 a 30 milioni; DFAE: 5 milioni; DFF: 2,3 milioni di franchi)
Nel DFGP, in quanto dipartimento capofila, le uscite d'esercizio negli anni 2008-2012 ammontano a circa 136 milioni di franchi (esclusi gli ammortamenti). Nella pianificazione attuale queste uscite sono ripartite come segue:
- 2008: 16,6 milioni;
- 2009: 28,1 milioni;
- 2010: 30,7 milioni;
- 2011/12: 30,3 milioni di franchi per ciascun anno.
La parte principale è rappresentata dai costi per l'esercizio e la manutenzione dei sistemi informatici di Schengen. Queste cifre comprendono anche i contributi di circa 4 a 5 milioni di franchi all'anno destinati all'UE per lo sviluppo, l'esercizio e la gestione delle diverse banche dati collegate (ad es. SIS e Eurodac) conformemente all'articolo 11 dell'accordo di associazione a Schengen (AAS). Nell'ambito della partecipazione della Svizzera al fondo per le frontiere esterne istituito dall'UE, dal 2010 sono previste uscite annue supplementari di circa 10 milioni di franchi, che non figurano però ancora nelle suddette cifre nonché nemmeno nel preventivo e nel piano finanziario.
Il DFAE registra ogni anno uscite di circa 5 milioni sotto forma di costi per il personale nel settore consolare. I costi del DFF ammontano a 2,3 milioni di franchi (contributi all'agenzia europea di protezione al confine Frontex). Il calcolo dei contributi svizzeri a Frontex e al fondo per le frontiere esterne dovrà pure essere effettuato sulla base della chiave di ripartizione di cui all'articolo 11 AAS.
Con la partecipazione all'accordo di Schengen viene potenziata la sicurezza interna della Svizzera, come conferma l'elevata quota di previsioni esatte nelle prime settimane di collegamento al sistema SIS. Anche la Confederazione dovrebbe trarre vantaggio da questa collaborazione nel quadro dell'accordo di Schengen. Il volume di tali benefici non può tuttavia essere quantificato. Inoltre, in questo ambito la Confederazione approfitta anche di entrate supplementari. Ad esempio, dal 2010 la Svizzera riceverà ogni anno 2 a 3 milioni di franchi dal fondo per le frontiere esterne (destinati al finanziamento di progetti nel settore della protezione di frontiere esterne in Svizzera, ad es. negli aeroporti). Con l'adeguamento (aumento) delle tasse per visti destinati a Schengen risultano inoltre entrate annue supplementari di 1,8 milioni per il DFGP e di 5,2 milioni di franchi per il DFAE.
3. Uscite di cantoni, comuni e privati
La Confederazione non è in grado di quantificare i costi per cantoni e comuni in relazione alla partecipazione all'accordo di Schengen. Questo è peraltro già stato rimarcato nella risposta del 6 settembre 2006 all'interpellanza del gruppo dell'Unione democratica di centro 06.3247, "È ora di fare piena trasparenza su Schengen".
A livello di Confederazione non esiste nessun elenco o compendio dei costi dei privati (in particolare per i gestori di aeroporti). In tutti gli aeroporti interessati sono iniziati i lavori di costruzione per l'attuazione dell'accordo di Schengen. Nel quadro di questi lavori vengono in parte presi provvedimenti edilizi che non rientrano nell'accordo. Al momento non è possibile effettuare una stima affidabile dei costi legati a tale accordo. Nel 2006 la Swiss international airports association ha stimato questi costi a 100 a 250 milioni di franchi; si trattava però solo di un calcolo approssimativo che non si basava su piani elaborati.
Risposta del Consiglio federale.