Assegni familiari per tutti i bambini che vi hanno diritto
09.3578 · Mozione · 2009-06-10
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica di legge che permetta di versare gli assegni familiari alla persona che vive in misura preponderante con il figlio che vi dà diritto.
Begründung
La legge federale sugli assegni familiari (LAFam), in vigore dal 1° gennaio 2009, non ha tardato a porre problemi d'applicazione nel caso di coppie separate o divorziate in cui il genitore che ha ricevuto la custodia dei figli - nella maggior parte dei casi la madre - non esercita alcuna attività lucrativa.
Secondo l'articolo 7 LAFam, infatti, per il versamento degli assegni familiari la precedenza è data al genitore che esercita un'attività lucrativa. Se questa disposizione non crea problemi ai genitori che vivono sotto lo stesso tetto, la situazione si complica in caso di separazione o di divorzio e in particolar modo per le persone che vivono già in condizioni precarie (persone senza impiego o beneficiarie di prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione, dell'assicurazione invalidità o dell'aiuto sociale). Basta che le relazioni tra i genitori siano difficili - il che purtroppo si produce spesso in questo genere di situazioni - e che la persona esercitante un'attività lucrativa rifiuti di presentare una richiesta per il versamento di assegni familiari o di trasmettere le prestazioni all'altro genitore per dare il via alla precarizzazione del figlio, nel momento in cui questi ha maggior bisogno di stabilità e sostegno.
Sarebbe dunque molto più sensato versare gli assegni familiari direttamente al genitore che vive in misura preponderante con il figlio - l'unico modo per garantire che le prestazioni servano effettivamente al suo mantenimento ed evitare, all'occorrenza, che siano versate indebitamente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La legge federale sugli assegni familiari (LAFam), in vigore dal 1° gennaio 2009, disciplina in modo chiaro, a livello nazionale, la questione del concorso di diritti. L'articolo 7 capoverso 1 lettera a LAFam dà la precedenza alla persona esercitante un'attività lucrativa. Questa disposizione si rifà al sistema di finanziamento degli assegni familiari, che si fonda sui contributi versati dai datori di lavoro alle casse di compensazione per assegni familiari. Prima di procedere a un'eventuale modifica, è necessario maturare esperienze per valutare la disposizione.
La mozione chiede di proporre una modifica di legge affinché, nel caso di genitori separati o divorziati, la precedenza sia data alla persona che ha la custodia del figlio, anche se questa non esercita alcuna attività lucrativa. Prima dell'entrata in vigore della LAFam, questa soluzione era applicata nel cantone di Ginevra. Poiché gli assegni familiari versati a persone senza attività lucrativa sono principalmente a carico dei cantoni, la modifica proposta causerebbe loro costi supplementari.
Quanto richiesto dalla mozione non si giustifica però nemmeno dal punto di vista materiale. Secondo le disposizioni vigenti, il caso menzionato nella mozione, in cui il genitore esercitante un'attività lucrativa si rifiuta di presentare la richiesta di assegni familiari, non causa alcun problema. L'altro genitore (o il figlio maggiorenne) può infatti inoltrare la richiesta al posto suo. Secondo la giurisprudenza, gli assegni familiari possono essere richiesti da chi è legittimato a ricorrere. In occasione dell'ultimo aggiornamento del 17 giugno 2009, nelle direttive concernenti la legge federale sugli assegni familiari è stato inserito esplicitamente un apposito passo per chiarire la situazione agli organi d'esecuzione (numero marginale 801a). La legge disciplina anche i casi in cui l'avente diritto alle prestazioni non trasferisce gli assegni. Secondo l'articolo 9 capoverso 1 LAFam vi è la possibilità di inoltrare alla competente cassa di compensazione per assegni familiari una richiesta motivata affinché gli assegni siano versati a terzi. Dunque, i casi menzionati non dovrebbero più dar luogo a problemi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.