10.3091 · Interpellanza · 2010-03-11
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Attualmente il calcolo del potenziale delle risorse dei cantoni non include tutte le risorse fiscalmente utilizzabili. I calcoli considerano esclusivamente i redditi e la sostanza imponibili delle persone fisiche nonché gli utili delle persone giuridiche. Sono pertanto esclusi gli indennizzi delle risorse come i canoni, benché questi contribuiscano in parte in maniera significativa alle entrate pubbliche nei cantoni interessati. Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Alla luce di questa situazione, come considera l'equità della ridistribuzione attuata tramite la perequazione finanziaria?
2. A quanto ammontano su base annua questi indennizzi delle risorse non considerati?
3. Secondo il Consiglio federale, cosa parla a favore dell'inclusione di tutte le entrate cantonali derivanti da monopòli e diritti simili?
4. Secondo il Consiglio federale, cosa si oppone all'inclusione di tutti gli indenizzi delle risorse?
Stellungnahme des Bundesrates
Il potenziale delle risorse di un cantone comprende la parte di creazione di valore annua di un cantone che può essere utilizzata fiscalmente (ovvero tramite imposte) da parte dei cantoni. Questa concezione e il calcolo che ne consegue sono il risultato di un accurato processo condotto congiuntamente per diversi anni da Confederazione e cantoni, e sono stati accolti favorevolmente sia in occasione dei dibattiti parlamentari di allora sia presso la comunità scientifica. Considerato ciò, il Consiglio federale risponde qui di seguito alle questioni poste:
1. Con il termine potenziale delle risorse si intende, come menzionato, la creazione di valore dei cantoni utilizzabile fiscalmente. Essa corrisponde alla somma dei redditi imponibili delle persone fisiche, dell'incremento della sostanza delle persone fisiche e degli utili delle persone giuridiche. L'idea di base è che in ultima analisi ogni imposta sia prelevata dal reddito del lavoro o dal reddito da capitale, dalla sostanza o dagli utili. Ciò vale anche per le imposte che non sono direttamente connesse a queste basi di calcolo, come ad esempio le imposte sui veicoli a motore. Il fatto che la creazione di valore non possa essere direttamente influenzata dall'effettiva politica finanziaria di un cantone e che pertanto non dipenda dalle entrate, né dalle uscite, né dal saldo di finanziamento di un cantone, fa ritenere appropriato il concetto di potenziale delle risorse. Ciò vale in particolare anche per l'equità della ridistribuzione attuata dalla perequazione delle risorse e menzionata nell'interpellanza. Dato che il potenziale delle risorse si basa direttamente sulla creazione di valore di un cantone, la perequazione delle risorse rispecchia le diversità in ambito di benessere economico e quindi in ultima analisi anche le differenze riguardanti la capacità finanziaria dei cantoni.
2. La suddivisione secondo gruppi specifici attuata in ambito di statistica finanziaria distingue tra l'altro fra "gettito fiscale" e "regalie e concessioni". Rientrano in queste ultime le regalie, la quota dei cantoni all'utile della Banca nazionale, le concessioni nonché le quote dei ricavi derivanti da lotterie, sport-toto e scommesse. In relazione alla presente interpellanza, che mira all'indennizzo delle risorse, interessano solo le voci "regalie" (ad es. regalia del sale, regalia della pesca, regalia della caccia ecc.) e "concessioni" (ad es. concessioni di diritti d'acqua e d'uso, prelievi da corsi d'acqua, patenti d'esercizio pubblico e per il commercio al dettaglio ecc.). Secondo la statistica finanziaria i ricavi da regalie e concessioni dei cantoni e dei loro comuni (senza le quote agli utili della Banca nazionale e ai ricavi derivanti da lotterie, sport-toto e scommesse) nel 2007 ammontavano complessivamente a circa 530 milioni di franchi. Se si raffrontano queste entrate con il gettito fiscale dei cantoni e dei loro comuni, il rapporto medio per tutti i cantoni ammonta mediamente ad appena l'1 per cento. Tuttavia questa quota ammonta ad esempio al 5-12 per cento nel caso dei cantoni ricchi di riserve idriche, che generano ricavi elevati dai canoni per i diritti d'acqua.
3. A favore dell'inclusione delle regalie e delle concessioni si porrebbe eventualmente il fatto che questi indennizzi sono in parte regolati dalla Confederazione (ad es. i canoni per i diritti d'acqua) e che in alcuni cantoni e comuni essi generano ricavi elevati che influiscono positivamente sulla situazione finanziaria dei bilanci dei cantoni interessati. Ciò vale tuttavia anche per altre potenziali fonti di ricavi dei cantoni. Si pensi ad esempio ai ricavi finanziari provenienti da imprese pubbliche come, ad esempio, le banche cantonali. Pertanto, in caso di inclusione delle regalie e concessioni, occorrerebbe tenere conto anche di altri ricavi. Bisogna tuttavia osservare che risulterebbe difficile motivare dal punto di vista concettuale la loro inclusione. Come menzionato al numero 1, l'oggetto della perequazione finanziaria non è costituito dai ricavi effettivi dei cantoni e dei comuni, ma dalla creazione di valore utilizzabile fiscalmente, vale a dire in ultima analisi dalla prestazione economica dei cantoni.
4. Contro l'inclusione di regalie e concessioni si pone il fatto che, secondo il piano elaborato nell'ambito della NPC, la perequazione delle risorse dovrebbe essere determinata esclusivamente da valori di calcolo rilevanti fiscalmente. Nel mirino si trova in ultima analisi il gettito fiscale di un cantone, che nell'ambito della scienza delle finanze è chiaramente distinto da regalie e concessioni nonché da compensi (tasse, tasse di iscrizione a corsi, ricavi da vendite ecc.). Mentre il gettito fiscale si basa sull'imposizione della creazione di valore senza una controprestazione diretta da parte dello Stato, le regalie e le concessioni derivano dall'utilizzazione di un determinato diritto di monopolio statale legato a compiti specifici. Sarebbe estraneo al sistema far confluire queste forme di ricavi nel potenziale di risorse, che si basa sulla creazione di valore.
Risposta del Consiglio federale.