10.3122 · Interpellanza · 2010-03-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Stando al certificato energetico cantonale degli edifici (CECE), un impianto di riscaldamento elettrico emette una maggiore quantità di CO2 rispetto ad un impianto moderno ad olio. Il programma Minergia predilige le pompe di calore. Mobitool, un sistema di calcolo per comparare l'impatto ambientale delle diverse forme di mobilità, e l'etichetta ambientale concordano sul fatto che un veicolo elettrico non è affatto più ecologico rispetto ad un veicolo diesel di recente produzione. Queste valutazioni negative delle applicazioni in campo elettrico sono imputabili ai dati di base di cui si servono gli uffici federali. Stando infatti al metodo della scarsità ecologica (Ecofattori 2006), all'energia nucleare viene dato un giudizio particolarmente negativo; il deposito in strati geologici profondi è ritenuto molto problematico, in quanto in Svizzera non è disponibile alcuna capacità di deposito finale e di conseguenza le scorie radioattive non possono essere eliminate nel rispetto di criteri ecologici.
Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Considerato che è stata dimostrata la fattibilità di un deposito di scorie radioattive, il Consiglio federale non ritiene opportuno rielaborare questi dati ambientali di base? Non sarebbe più sensato che gli uffici federali facciano riferimento all'Eco-Indicator 99, riconosciuto a livello europeo?
2. Invece di un mix energetico svizzero dal punto di vista del produttore, gli uffici federali utilizzano un mix energetico dal punto di vista del consumatore. Nell'ambito dell'etichettatura dell'elettricità, la corrente elettrica di provenienza sconosciuta viene assimilata a corrente elettrica estera nociva per l'ambiente, con una conseguente quota di circa 140 grammi di CO2/chilowattora per l'elettricità svizzera, benché il mix energetico svizzero emetta meno di 10 grammi di CO2/chilowattora. Perché non si utilizza un mix energetico basato sulla produzione come nel caso delle emissioni di CO2? Il Consiglio federale non è del parere che la soluzione adottata è falsata alla fonte, in quanto le emissioni di CO2 dell'elettricità importata sono computate nel mix energetico svizzero dal punto di vista del consumatore, mentre le emissioni di CO2 delle esportazioni delle centrali idroelettriche ad acqua fluente in estate non sono conteggiate? Il governo non ritiene che, così facendo, la quota di CO2 dell'elettricità svizzera è artificialmente sovrastimata?
Stellungnahme des Bundesrates
Per quanto riguarda le emissioni di CO2 ascrivibili alla produzione di energia elettrica, occorre distinguere due diversi limiti di sistema: da un lato il limite di sistema dettato dal Protocollo di Kyoto, dall'altro il limite di sistema dei bilanci ecologici. Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:
1. Secondo la norma ISO 14040, i bilanci ecologici di prodotti, processi e imprese si compongono delle seguenti quattro fasi: definizione dell'obiettivo e della portata dell'indagine, bilancio materiale (inventario ecologico), stima degli effetti e relativa interpretazione (valutazione degli esiti).
Per valutare e stimare gli effetti di questi bilanci materiali, in Svizzera viene per lo più impiegato il metodo della scarsità ecologica, elaborato di comune accordo da rappresentanti del mondo scientifico, economico e dagli uffici federali competenti. L'elemento centrale di questo metodo è costituito dagli ecofattori, che indicano l'impatto ambientale delle emissioni nocive o del consumo di una risorsa mediante l'unità "punto di carico ambientale" per unità di volume. In Svizzera, quanto più un'emissione contrasta con un obiettivo ambientale, tanto maggiore è il relativo ecofattore. Poiché il metodo della scarsità ecologica si basa su obiettivi ambientali svizzeri, la valutazione è riferita alla realtà del nostro Paese. Il bilancio relativo ai carburanti biogeni in relazione all'esenzione dalla tassa sugli oli minerali si basa già su questo metodo (cfr. art. 13 dell'ordinanza sull'ecobilancio dei carburanti, OECarb; RS 641.611.21). Anche l'etichetta Ambiente prevista per le automobili valuta il carico ambientale dei veicoli in esercizio secondo il metodo della scarsità ecologica.
Il metodo dell'Eco-Indicator 99 (nel frattempo sostituito dal sistema ReCiPe aggiornato), che si basa su valori europei medi, punta invece sul rapporto esistente tra gli effetti ambientali e i potenziali danni all'ambiente. Tale metodo è pertanto meno significativo per la valutazione dell'impatto ambientale in Svizzera.
Attualmente, l'esame delle scorie radioattive secondo il metodo della scarsità ecologica tiene conto, tra le altre, delle seguenti circostanze:
- Oggigiorno non vi sono capacità per lo stoccaggio finale di scorie debolmente e mediamente attive, o di scorie altamente radioattive.
- La prova dello smaltimento è stata fornita il 28 giugno 2006.
Non appena sarà stata presa la decisione relativa all'ubicazione, in Svizzera, di un deposito di scorie radioattive in strati geologici profondi, il corrispondente ecofattore potrà essere adeguato.
2. Secondo il Protocollo di Kyoto, il limite del sistema è costituito dai confini nazionali del nostro Paese. Nel caso dei combustibili e dei carburanti vanno rilevati, rispettivamente, il consumo e la vendita. La corrente elettrica prodotta in Svizzera secondo le regole del Protocollo di Kyoto causa relativamente poche emissioni di CO2 (emissioni prodotte da impianti di cogenerazione e da centrali termoelettriche che sfruttano vettori energetici fossili in Svizzera). Se si mettono a confronto prodotti e tecnologie diverse, ad esempio un'automobile con un motore elettrico con un veicolo alimentato a diesel, occorre considerare l'intero ciclo di vita. Ciò vale in particolar modo per i veicoli elettrici le cui emissioni non sono prodotte durante l'esercizio, bensì in sede di produzione dell'energia elettrica. Puntando sull'informazione al cliente, appare sensato prendere in considerazione l'elettricità effettivamente consumata.
Risposta del Consiglio federale.