10.3420 · Mozione · 2010-06-10
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rivedere la soglia di tolleranza del 5 per cento che sancisce le discriminazioni salariali nell'ambito della procedura per l'aggiudicazione di commesse pubbliche definita dalla legge sugli acquisti pubblici affinché possano essere applicate delle misure anche a quelle imprese che mostrano dei risultati insoddisfacenti ma non raggiungono questa soglia. Nello stesso tempo questi risultati dovrebbero essere resi pubblici in forma anonima nell'ambito del rendiconto annuale della Confederazione.
Begründung
L'articolo 8 della legge federale sugli acquisti pubblici prevede che la Confederazione aggiudichi le proprie commesse per la fornitura di prestazioni in Svizzera solo a imprese che garantiscono la parità tra uomo e donna, in ambito salariale, ai lavoratori che forniscono prestazioni in Svizzera. Il committente può revocare l'aggiudicazione o escludere determinati offerenti dalla procedura allorquando non abbiano ottemperato agli impegni derivanti dall'articolo 8. Questi accertamenti sono effettuati dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, il quale come si è avuto modo di verificare nell'ambito dell'esame dei conti dello Stato 2009, può effettuare pochi controlli all'anno e mediante una procedura di campionamento solo in parte casuale.
I risultati degli accertamenti effettuati mostrano in alcuni casi delle differenze salariali significative, al di sopra della soglia di tolleranza del 5 per cento definita dalla procedura di controllo e che sancisce la discriminazione salariale: su otto controlli effettuati tra il 2007 e il 2009 tre erano al di sopra di questa soglia. L'analisi dei risultati mostra però che anche questa soglia deve essere rivista, perché alcune imprese mostrano comunque dei risultati insoddisfacenti, al limite della soglia stabilita, ma non raggiungendo il 5 per cento non può essere intrapresa nessuna misura.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale attribuisce molta importanza all'imperativo di parità salariale tra uomo e donna ed è favorevole al principio "salario uguale per un lavoro di uguale valore". Le imprese che ricevono commesse della Confederazione devono garantire il rispetto della parità tra donna e uomo in ambito salariale (art. 8 della legge federale sugli acquisti pubblici; RS 172.056.1). Esse confermano di rispettare questo principio firmando un'autodichiarazione. L'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) mette gratuitamente a disposizione delle imprese lo strumento "Logib" (il test per controllare autonomamente la parità salariale dell'impresa, www.logib.ch).
L'UFU effettua controlli a campione presso le imprese, scegliendole a caso tra le commesse della Confederazione pubblicate sul sito simap.ch. I controlli avvengono tramite una procedura statistico-economica (analisi della regressione). Le differenze di stipendio tra donne e uomini sono analizzate in base a elementi oggettivi rilevanti per la determinazione degli stipendi. Se una parte di tali differenze risulta non chiarita, l'impresa può addurre altri fattori non discriminatori. La parte che permane non chiarita è considerata discriminatoria. I controlli degli stipendi sono complessi e costosi. Per motivi di esecuzione e praticabilità la spesa deve essere contenuta entro limiti ragionevoli. Ciò può comportare che nell'analisi non siano considerati tutti i fattori rilevanti per l'impresa. Con l'introduzione della soglia di tolleranza è possibile tenere conto di tale fatto. Per questo motivo la Commissione degli acquisti della Confederazione (CA) in collaborazione con l'UFU aveva stabilito una soglia di tolleranza del 5 per cento. Tale soglia è stata definita in modo piuttosto generoso per concedere alle aziende il tempo di adattarsi alla nuova situazione. Essa è applicata esclusivamente nell'ambito dei controlli sugli acquisti pubblici. In questo modo si intende mantenere il controllo delle spese entro limiti ragionevoli e contemporaneamente evitare che un'impresa sia sanzionata ingiustamente. Anche con l'applicazione di tale soglia di tolleranza si attende un effetto preventivo. La soglia di tolleranza stabilita non deve assolutamente servire a favorire una discriminazione a livello salariale. La legge stessa non prevede alcuna soglia di tolleranza.
Dall'introduzione dei controlli, avvenuta nel 2006, sono state controllate undici imprese. L'anno prossimo, a conclusione della fase pilota quinquennale, l'UFU presenterà alla CA una valutazione dei risultati e degli iter procedurali. Nell'ambito di questa valutazione la CA in stretta collaborazione con l'UFU esaminerà anche l'attuale soglia di tolleranza del 5 per cento. Inoltre, si definirà in che forma dovranno essere pubblicati i risultati di tale verifica, rendendo così superflua una richiesta analoga al Consiglio federale.
Nel mese di marzo del 2009 è stato inoltre avviato il cosiddetto dialogo sulla parità salariale (www.dialogo-parita-salariale.ch). Con questo progetto, indipendentemente dall'aggiudicazione di commesse pubbliche, si intende incentivare il maggior numero di imprese possibile a verificare spontaneamente i propri stipendi e ad eliminare eventuali discriminazioni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.