Commemorazione del tricentenario della guerra di Villmergen e dei 250 anni dalla fondazione della Società elvetica
10.3988 · Mozione · 2010-12-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
La Confederazione commemora i 300 anni dalla seconda guerra di Villmergen (luglio 1712) - una battaglia a sfondo confessionale che causò numerosi morti - e i 250 anni dalla fondazione della Società elvetica (maggio 1762). Poiché i due eventi rappresentano rispettivamente il culmine del conflitto confessionale in Svizzera e la soluzione dello stesso, vanno commemorati congiuntamente.
Begründung
Le questioni concernenti il rapporto tra Stato e religione nonché la tolleranza e la pace religiose hanno segnato la storia della Svizzera in modo ben più drammatico che non nella maggior parte degli altri Paesi occidentali. La cosiddetta seconda guerra di Villmergen del 25 luglio 1712, che causò 3000 morti, fu l'ultimo conflitto armato a sfondo religioso dell'"età confessionale". Sette anni prima della battaglia, l'allora uscente ambasciatore inglese Aglionby scriveva nel suo rapporto finale che in nessun altro Paese del mondo cristiano il conflitto tra riformati e cattolici era accanito come nella Confederazione. L'ostacolo principale alla formazione del moderno Stato federale non furono né il plurilinguismo, né il campanilismo dei cantoni e nemmeno il contrasto tra città e campagna, ma il superamento delle divisioni tra le confessioni.
50 anni dopo la guerra di Villmergen, il 15-19 maggio 1762, si costituì a Schinznach-Bad la Società elvetica, un'associazione animata dagli ideali dell'illuminismo che propose una possibile via d'uscita dai conflitti confessionali affermando che uno Stato federale svizzero sarebbe stato possibile soltanto se concepito come organismo areligioso, cioè posto al di sopra delle singole confessioni. Soltanto in tal modo si poteva assicurare la libertà e la tolleranza religiose e la pace confessionale. Oltre alla questione più pressante dell'epoca - la convivenza pacifica, a livello istituzionale ma anche nella vita quotidiana, di cattolici e protestanti in un medesimo Stato - la Società elvetica affrontò sin dall'inizio anche la questione delle relazioni con la minoranza ebraica e con l'islam, professando un approccio di apertura verso le altre comunità religiose ispirato agli ideali dell'umanesimo.
Questi due eventi sono rispettivamente uno dei momenti più tetri e uno dei più luminosi della storia della Svizzera: la loro commemorazione congiunta si propone di contribuire a prevenire il riaffiorare di conflitti religiosi e a preservare una delle principali conquiste dello Stato federale liberale, cioè la separazione tra Stato e Chiesa.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Solo molto raramente la Confederazione organizza manifestazioni proprie. A prescindere da pochissime eccezioni, quali i festeggiamenti per il Settecentesimo della Confederazione svizzera e Expo.02, la Confederazione non ritiene opportuno organizzare di propria iniziativa commemorazioni o manifestazioni. Essa non partecipa nemmeno alle celebrazioni in occasione della festa nazionale del 1° agosto.
In Svizzera è tradizione che le cerimonie di questo genere siano organizzate su iniziativa e base privata. Il radicamento locale o l'iniziativa diretta di organizzazioni che svolgono attività strettamente connesse con il tema celebrativo sono importanti e determinanti. Le commemorazioni non devono essere prescritte dalle autorità. Le eccezioni sono costituite da manifestazioni che per la loro dimensione, portata e importanza esulerebbero dal contesto "privato".
Il Consiglio federale è convinto che una commemorazione degna dell'evento possa essere organizzata anche senza il coinvolgimento e il sostegno della Confederazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.