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10.4106 · Interpellanza · 2010-12-17

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

L'indebitamento dei giovani in Svizzera è in crescita. Secondo uno studio dell'Ufficio federale di giustizia un quinto di tutti gli adolescenti e un terzo dei giovani adulti sono indebitato. L'80 per cento di tutti gli indebitati hanno contratto il debito prima del 25esimo anno di età.

1. a. Come valuta il Consiglio federale questo sviluppo?

b. Condivide il parere di coloro che pensano che si tratti di un problema sociale serio e di sempre maggiore attualità?

2. a. Secondo il Consiglio federale in questo quadro problematico quale ruolo rivestono le attuali offerte di rateizzazione e di credito di quest'epoca consumistica indirizzate esplicitamente o implicitamente ai giovani?

b. Come valuta il Consiglio federale il pericolo di queste offerte che spingono gli adolescenti e i giovani adulti a contrarre debiti cui possono raramente far fronte da soli?

3. a. In che modo può essere rafforzata la prevenzione in funzione dell'età e la promozione della competenza finanziaria già in giovane età?

b. Quali ulteriori necessità di intervento vede il Consiglio federale

- per i minorenni che conformemente all'articolo 19 capoverso 1 CC non possono obbligarsi coi loro atti senza il consenso del loro legale rappresentante?

- per gli adolescenti maggiorenni o i giovani adulti?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Lo studio citato nell'interpellanza consiste in un sondaggio, commissionato dall'Ufficio federale della giustizia, svolto su Internet dall'Alta scuola di lavoro sociale dell'Alta scuola specializzata della Svizzera occidentale. E risultato che nel 2007 il 38 per cento dei giovani svizzero-tedeschi tra i 18 e i 24 anni avevano debiti. Nel 30 per cento dei casi il denaro proveniva da familiari o amici. La metà aveva debiti inferiori a 1000 franchi. Nel 10 per cento dei casi i debiti superavano i 2000 franchi e una persona su sette aveva debiti superiori al proprio reddito mensile. Queste cifre preoccupano anche il Consiglio federale. Tanto più che, come noto, "le carriere di debitore" iniziano spesso in giovane età (cfr. mozione Meier-Schatz 04.3640, Legge sul piccolo credito. Migliorare la protezione dei giovani adulti).

2. E incontestato che alcuni settori dell'economia, quali l'abbigliamento e le telecomunicazioni, si rivolgano, con le loro offerte, anche e specificamente a un pubblico giovane, inducendo al consumo; il che comporta sempre il rischio che gli adolescenti e i giovani adulti contraggano debiti per finanziare i loro desideri di acquisto. Sulla scorta dello studio citato al punto 1, non è tuttavia possibile affermare che per finanziare tale consumo essi ricorrano più disinvoltamente alle onnipresenti offerte di rateizzazione e di credito rispetto agli adulti. Il fatto che gli adolescenti e i giovani adulti contraggano debiti soprattutto presso parenti e amici indica invece che essi sono in grado di valutare in maniera sorprendentemente realistica la loro situazione finanziaria. Complessivamente, il problema dei giovani sembra essere non tanto l'indebitamento quanto la tentazione di consumare sempre di più.

3.a. La capacità di gestire il denaro non è innata, ma va appresa. Qui entra in gioco la scuola (dell'obbligo), di cui sono responsabili in primo luogo di cantoni. Senza dover necessariamente introdurre una materia specifica, in tale sede è possibile discutere le questioni del consumo e dell'indebitamento. Il Consiglio vede di buon occhio che la scuola sia sostenuta anche a livello privato da consultori in materia di indebitamento o da creditori (cfr. mozione Aeschbacher 07.3578, Fondo per la consulenza in materia di debiti e la prevenzione dell'indebitamento).

b. Per quanto riguarda la necessità di un intervento più incisivo da parte del legislatore, l'interpellanza distingue giustamente tra minorenni e maggiorenni. Se una persona non ha ancora compiuto 18 anni, di principio non può contrarre debiti senza il consenso del rappresentante legale, perlopiù i genitori (art. 19 cpv. 1 CC). Per inasprire ulteriormente tale regime occorrerebbe concentrarsi sui genitori, cui bisognerebbe vietare di permettere ai figli di stipulare contratti per cui devono contrarre debiti con loro o con terzi. Va da sé che l'efficacia pratica di tale disposizione è limitata nella misura in cui i genitori possono anche regalare ai figli il denaro necessario per il consumo.

Un più ampio margine di intervento sussiste nel caso dei giovani adulti. Se essi contraggono debiti, si applica di norma la legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1), che obbliga il creditore a esaminare la capacità creditizia del consumatore e a non concedere il credito in caso di risultato negativo (art. 22 segg. LCC). L'esame della capacità creditizia considera le entrate e le uscite del debitore, ma non la sua età. Il legislatore potrebbe correggere tale situazione stabilendo per le persone ad esempio fino a 25 anni condizioni più severe per la concessione di crediti al consumo di quelle previste per i consumatori più anziani. La legge potrebbe ad esempio permettere a questo gruppo di consumatori di contrarre debiti pari al massimo ad uno stipendio mensile. Una tale misura rappresenterebbe tuttavia una notevole ingerenza nella libertà economica e creerebbe una "società a due velocità" nell'ambito dell'accesso al credito, una conseguenza giudicata critica dal Consiglio federale. Altre proposte tese a prevenire l'indebitamento sono elencate nelle citate mozioni Meier-Schatz e Aeschbacher. Esse sono dirette ai creditori e vanno dall'approntamento di una strategia di protezione sociale tesa a prevenire la sindrome da acquisto compulsivo, all'individuazione precoce di consumatori a rischio di sviluppare una tale dipendenza fino all'istituzione di un fondo per risanare i debiti nei casi in cui la prevenzione non è stata efficace.

Risposta del Consiglio federale.

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