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11.3299 · Interpellanza · 2011-03-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La radioattività non si ferma alle frontiere. Per la popolazione svizzera non è importante solo lo stato delle centrali nucleari del nostro Paese, ma anche quello delle centrali che sorgono all'estero, nelle regioni vicine al confine con la Svizzera. In un servizio della trasmissione televisiva "10 vor 10" si parlava di otto centrali nucleari in Germania e Francia che si trovano in prossimità del confine svizzero e che sarebbero vetuste e in cattivo stato.

In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Come valuta la sicurezza, in particolare delle centrali nucleari di Neckarwestheim, Fessenheim e Bugey?

2. Si tiene costantemente informato sullo stato delle centrali nucleari e dei relativi scenari di pericolo?

3. Esiste una pianificazione comune e armonizzata delle misure da adottare in caso di incidente?

4. In considerazione degli eventi giapponesi, ritiene che sia necessario intervenire a proposito delle centrali nucleari estere citate nel servizio?

Stellungnahme des Bundesrates

L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) è in stretto contatto con l'Autorité de sûreté nucléaire (ASN) francese. La sicurezza delle centrali nucleari francesi è discussa a livello bilaterale nel quadro della Commission franco-suisse de sûreté nucléaire et de radioprotection (CFS), istituita nel 1989 sulla base di un trattato internazionale. Inoltre, gli specialisti francesi e svizzeri effettuano regolarmente ispezioni comuni in impianti nucleari e su sistemi di radioprotezione di entrambi i Paesi e partecipano come osservatori a esercitazioni d'emergenza dell'altra parte.

La Svizzera viene regolarmente informata, tramite la CFS, sullo stato delle centrali nucleari francesi, fra cui Fessenheim e Bugey, che rientrano nell'ambito di competenza dell'autorità di vigilanza francese ASN. L'IFSN è convinto che la ASN svolga i propri compiti con senso di responsabilità.

L'IFSN viene informato regolarmente anche sullo stato delle centrali nucleari tedesche. In questo caso, lo scambio di informazioni avviene attraverso la deutsch-schweizerische Kommission für Sicherheit kerntechnischer Einrichtungen (DSK). Sulla base di tale attività di informazione reciproca, l'IFSN considera che in Germania le autorità di vigilanza svolgano il loro lavoro con senso di responsabilità. Nel quadro della CFS e della DSK, gruppi di lavoro e di esperti si occupano del tema della protezione in caso di emergenza. Si tratta in particolare di informarsi reciprocamente sulla situazione attuale e sui cambiamenti di impostazione e le nuove tendenze in questo settore. Gli incontri di questi gruppi si svolgono regolarmente. In caso di evento, le autorità competenti lavorano a stretto contatto fra loro. Gli specialisti francesi, e rispettivamente tedeschi, e svizzeri effettuano regolarmente ispezioni comuni in impianti nucleari e su sistemi di radioprotezione dei Paesi in questione e partecipano come osservatori a esercitazioni d'emergenza dell'altra parte. La Svizzera apprezza molto questa collaborazione e la considera particolarmente istruttiva.

Il Consiglio federale è consapevole del fatto che le questioni concernenti l'energia nucleare debbano essere maggiormente discusse a livello internazionale. È quindi disposto ad affrontare il tema della sicurezza nucleare nel quadro dei suoi contatti con il governo francese.

Inoltre, il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo e i capi dei governi dell'UE hanno deciso di sottoporre le 143 centrali nucleari dell'Unione europea a stress tests facoltativi sulla base di criteri unitari. Secondo il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, tutti i risultati saranno disponibili entro la fine dell'anno. A livello di UE non è ancora stabilito quali conseguenze potrebbe avere un eventuale esito negativo di queste verifiche. In un caso del genere, tuttavia, verrebbe certamente esercitata una forte pressione affinché le centrali interessate siano chiuse o ammodernate.

Risposta del Consiglio federale.