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11.3864 · Interpellanza · 2011-09-28

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Le centrali nucleari sono un tema ricorrente di discussione soprattutto a causa dei grandi rischi che rappresentano per le persone e l'ambiente. Scarsa attenzione è stata invece data, finora, ai rischi economici ad esse connessi. A questo riguardo, accurate analisi economiche e perizie sui bilanci sollevano una serie di gravi interrogativi, che riguardano in particolare la ridotta capitalizzazione e la mancanza di una contabilità analitica a costi integrali delle società di gestione. Questi due punti possono nascondere notevoli rischi finanziari. Poiché le centrali nucleari appartengono alle grandi aziende elettriche, e queste a loro volta ai cantoni, è di vitale importanza rispondere alle seguenti domande:

1. Il conto economico delle centrali nucleari non è trasparente in tutte le sue parti e non include tutti i costi (costi integrali):

- come conseguenza diretta dell'insufficiente capitalizzazione, i costi del capitale risultano troppo bassi;

- per un esercizio sicuro delle reti, in caso di interruzione della produzione devono essere predisposte in determinate centrali delle prestazioni di riserva, i cui costi devono essere finanziati. Nel caso dell'energia nucleare, tali costi non sono a carico degli esercenti degli impianti;

- le centrali nucleari non pagano tasse per l'utilizzo delle reti di trasporto a fini propri, per esempio per il pompaggio dell'acqua nei bacini di accumulazione. In un mercato liberalizzato, ciò non sarà più possibile. Tali sovvenzioni nascoste devono essere rese trasparenti attraverso una contabilità analitica a costi integrali.

Il Consiglio federale è disposto a obbligare gli esercenti delle centrali nucleari ad allestire una contabilità analitica a costi integrali trasparente in tutte le sue parti? Qual è l'importo complessivo, secondo il Consiglio federale, di queste sovvenzioni indirette alle centrali nucleari svizzere?

2. Le centrali nucleari di Leibstadt e Gösgen hanno la forma giuridica di società anonime. I loro azionisti sono le grandi aziende elettriche svizzere. Esperti indipendenti ritengono che queste due centrali nucleari siano fortemente sottocapitalizzate. Solamente alle centrali nucleari di Leibstadt e Gösgen mancherebbero da uno a due miliardi di franchi di capitale proprio. Le ragioni sono la definizione di un limite troppo basso per la quota di capitale proprio, il fatto che i costi del capitale non sono rimunerati in modo conforme al mercato e ai rischi e la mancata costituzione di riserve. Inoltre le centrali nucleari imputano come attivi al capitale proprio i costi da ammortizzare relativi all'esercizio dopo lo spegnimento, alla disattivazione e allo smaltimento. Questa attivazione di costi futuri è tuttavia discutibile, poiché si tratta di attivi fittizi. Senza tali attivi fittizi, la metà del capitale azionario e le riserve obbligatorie non sarebbero più coperte e il consiglio di amministrazione sarebbe costretto ad adottare immediatamente misure di risanamento.

Come si pone il Consiglio federale di fronte a quest'analisi e alla relativa argomentazione? Perché questo metodo è stato introdotto solo nel 2006 e non prima?

Stellungnahme des Bundesrates

Le cinque centrali nucleari svizzere sono di proprietà di società anonime secondo il diritto svizzero. Si tratta delle centrali nucleari di Beznau I e II (proprietario: Axpo AG), di Gösgen (proprietario: Kernkraftwerk Gösgen-Däniken AG), di Leibstadt (proprietario: Kernkraftwerk Leibstadt AG) e di Mühleberg (proprietario: BKW FMB AG). La legge sulla responsabilità civile in materia nucleare (LRCN; RS 732.44) e l'ordinanza sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento (OFDS; RS 732.17) costituiscono due normative ad hoc per due settori di notevole rilevanza finanziaria.

Secondo il Codice delle obbligazioni (CO; RS 220), è compito delle società anonime illustrare la loro situazione finanziaria con un regolare rendiconto, in modo da mostrare con la maggior attendibilità possibile lo stato del patrimonio e i risultati d'esercizio della società (art. 662a cpv. 1 CO). Le società esercenti delle centrali nucleari devono inoltre far verificare mediante revisione ordinaria effettuata da un ufficio di revisione il loro conto annuale, in quanto raggiungono i valori soglia previsti (art. 727 cpv. 1 CO). Secondo i rapporti pubblicati dagli uffici di revisione per l'ultimo anno d'esercizio (al 30 settembre o al 31 dicembre 2010), i conti annuali sono conformi alla legge svizzera. Per le società esercenti non esistono norme di legge particolari, che vadano oltre le disposizioni in materia di rendiconto valide per le società anonime. Anche il Consiglio federale non ha, al riguardo, diritti e obblighi di vigilanza particolari. Non rientra quindi nelle sue competenze valutare il rendiconto delle società esercenti.

La messa a disposizione di potenza di riserva per l'esercizio sicuro della rete in caso di guasto improvviso di una centrale è parte delle prestazioni di servizio generali relative al sistema che Swissgrid fornisce in qualità di società nazionale di rete. Poiché in Svizzera, ai sensi dell'articolo 14 capoverso 2 della legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7) vale il modello del prelievo, i costi per le prestazioni di servizio generali relative al sistema si generano al momento del prelievo dalla rete e sono quindi a carico del consumatore finale. Le centrali elettriche, di qualunque genere esse siano (nucleari e non nucleari), non sono quindi tenute a partecipare ai costi per la messa a disposizione di potenza di riserva. Anche il Tribunale amministrativo federale, nella sua sentenza dell'8 luglio 2010 (sentenza A-2607/2009), ha rilevato che i costi delle prestazioni di servizio relative al sistema non possono essere accollati agli esercenti delle centrali. L'utilizzo di energia elettrica per coprire il fabbisogno proprio di centrali elettriche o per azionare pompe in centrali di pompaggio non è classificato come consumo finale (art. 4 cpv. 1 let. b LAEl). Di conseguenza, per un utilizzo di questo genere dell'energia elettrica non vengono versati corrispettivi per l'utilizzazione della rete perché, nel modello del prelievo, i costi relativi all'utilizzazione della rete sono esclusivamente a carico dei consumatori finali. In generale, quindi, le centrali elettriche non partecipano ai costi per la messa a disposizione della potenza di riserva e non devono pagare corrispettivi di rete per l'uso proprio di energia. Questo vale per tutti i generi di centrali e non solo per le centrali nucleari.

Risposta del Consiglio federale.