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Restituire a chi paga il canone le eccedenze dei proventi del canone

11.4179 · Mozione · 2011-12-23

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di prevedere una norma, nell'elaborazione del progetto di modifica dell'obbligo di pagare il canone, affinché l'insieme dei proventi del canone non aumenti automaticamente per effetto della crescita demografica e si debbano restituire obbligatoriamente agli assoggettati le eventuali eccedenze sotto forma di riduzione del canone.

Begründung

In seguito all'accoglimento della mozione 10.3014 (Nuovo sistema di riscossione dei canoni radiotelevisivi) il Consiglio federale deve elaborare un progetto di modifica dell'obbligo di pagamento del canone. Con l'introduzione di una tassa generale applicabile a tutte le economie domestiche e imprese indipendentemente dalla presenza di un apparecchio di ricezione, l'attuale canone di ricezione si trasformerà in una vera e propria tassa sui media. La cerchia delle persone assoggettate è così destinata ad ampliarsi considerevolmente.

In seguito all'aumento demografico, dovuto soprattutto alla crescente immigrazione, negli ultimi anni i proventi del canone hanno mostrato un costante incremento. Sul piano politico-istituzionale si viene quindi a creare una situazione insoddisfacente: ogni anno la SSR riceve finanziamenti sempre maggiori, senza che si prenda in esame una diminuzione del canone o misure di risparmio. Con l'introduzione di una tassa per ogni economia domestica i proventi subiranno un ulteriore incremento.

Per sgravare le persone assoggettate, rafforzare la concorrenza e spronare la SSR a un atteggiamento più improntato al mercato, l'attuale importo dei proventi del canone dovrebbe restare stabile nel futuro. Le eventuali eccedenze, dovute ad esempio a un ulteriore aumento del numero degli assoggettati, dovranno essere restituite loro con un abbassamento della tassa.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nella discussione relativa all'aumento del numero di economie domestiche e imprese sottoposte all'obbligo di pagamento è necessario distinguere due aspetti: da una parte l'aumento del numero delle persone assoggettate che si registrerà a seguito della modifica dell'attuale sistema in favore di una tassa generalizzata e dall'altra, a prescindere dal sistema di riscossione adottato, il possibile aumento del numero degli assoggettati nel periodo di tempo per il quale è stato fissato l'importo del canone.

La volontà del Consiglio federale è quella di realizzare la modifica del sistema attuale senza incidere sui proventi. Ciò significa che l'aumento delle economie domestiche e delle imprese soggette all'obbligo di pagamento non è diretto alla crescita dei proventi, bensì a una riduzione generale della tassa.

La possibile variazione del numero di economie domestiche e di imprese è un fattore già considerato nel determinare l'attuale importo del canone di ricezione. L'ammontare del canone è adeguato periodicamente dal Consiglio federale su base quadriennale. In questa occasione si integrano anche le previsioni di sviluppo riguardanti il numero delle economie domestiche e delle imprese per il periodo di tempo in esame. La quota dei proventi del canone che è destinata alla SSR, quindi, è già stabilita considerando una certa variazione nel numero delle economie domestiche assoggettate. Se il Consiglio federale prevede un effettivo aumento degli assoggettati, può fissare una tassa ridotta. Un incremento dei proventi conseguente all'aumento delle economie domestiche e delle imprese si ripercuoterà quindi positivamente sui diretti interessati. In effetti, nel quadriennio precedente e in quello attuale l'aumento del numero delle economie domestiche ha permesso di coprire il fabbisogno supplementare della SSR e delle emittenti private riconosciuto dal Consiglio federale, cosicché il canone di ricezione è praticamente rimasto invariato. La previsione del 2006 sull'evoluzione delle entrate del canone è stata dimostrata in larga misura dalla reale crescita dei proventi nel quadriennio in questione.

L'aumento delle economie domestiche non produce eccedenze che superano il fabbisogno riconosciuto, perché nel determinare l'importo del canone si prevedono i maggiori introiti. Se nella realtà si verificasse uno scostamento importante, sia in positivo che negativo, rispetto a quanto preventivato, il Consiglio federale dispone tutt'ora della possibilità di tener conto di queste differenze nel fissare l'importo del canone per il periodo successivo.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.