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12.401 · Iniziativa parlamentare · 2012-02-27

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

Occorre modificare la legge sul Parlamento e i regolamenti delle Camere federali affinché:

1. i lobbisti non ricevano più tessere d'accesso permanente;

2. ogni parlamentare possa ottenere il rilascio di una tessera d'accesso alle parti del Palazzo del Parlamento chiuse al pubblico per un unico collaboratore personale e per un unico membro della propria cerchia familiare allargata;

3. i Servizi del Parlamento verifichino le indicazioni relative ai titolari delle tessere d'accesso;

4. i Servizi del Parlamento adottino le misure del caso se le regole anzidette sono violate.

Begründung

La maggior parte dei membri delle due Camere è concorde nel ritenere che l'attuale regolamentazione per il rilascio delle due tessere d'accesso cui ha diritto ogni parlamentare è insoddisfacente. I lobbisti accedono quasi liberamente alla sala dei passi perduti e arrivano persino ad occupare le postazioni di lavoro informatiche che si trovano nell'anticamera del Consiglio degli Stati. Entrano ed escono indisturbati e, di tanto in tanto, siedono addirittura in fondo all'aula del Consiglio degli Stati per seguire le operazioni di voto. Tutto questo lobbismo in Parlamento è esagerato e va ridimensionato.

Propongo pertanto un cambiamento di sistema affinché, in linea di massima, i lobbisti non ottengano più tessere d'accesso permanente. Piuttosto - così come è già d'uso - essi potranno essere affiancati da un parlamentare che per uno o più giorni li accompagnerà nei vari locali di Palazzo.

Ad ogni parlamentare dovranno poter essere rilasciate due tessere, una delle quali da utilizzare per i collaboratori personali ed una per gli ospiti membri della propria cerchia familiare allargata. In realtà, i Servizi del Parlamento già operano la distinzione tra "rappresentanti dei gruppi d'interesse" - ovvero i lobbisti veri e propri - "collaboratori personali" e "ospiti" e, conformemente all'articolo 69 capoverso 2 della legge sul Parlamento, iscrivono i dati di tali persone in un registro consultabile pubblicamente. La proposta avanzata si riallaccia dunque al sistema attuale.

Il problema sta nel fatto che, ai fini dell'anzidetta distinzione, è già successo che siano state rilasciate dichiarazioni inveritiere. Un deputato del Consiglio nazionale, ad esempio, ha indicato quali "collaboratori personali" due persone che evidentemente erano state scelte per le funzioni esercitate (membro del Parlamento cantonale, della direzione di una camera di commercio, dell'associazione cantonale dei proprietari immobiliari e di altre associazioni) e che in queste funzioni, di gran lunga incompatibili con quella di "collaboratore personale", operavano quali lobbisti. Anche il "collaboratore personale" di un altro membro del Consiglio nazionale è in realtà il rappresentante di un gruppo d'interesse a lui vicino e si firma segretario generale di un sindacato. Paradossalmente, tuttavia, quest'ultima dichiarazione è addirittura corretta; il problema è che il sindacalista sta manifestamente con un piede in due staffe.

Per questo i Servizi del Parlamento devono accertare l'effettiva funzione dei titolari delle tessere d'accesso e sanzionare - perché purtroppo si direbbe che le sanzioni siano necessarie - il parlamentare che viola le norme in materia, ad esempio ritirandogli le tessere in caso di recidiva.

Le quasi 500 tessere per lobbisti che le due Camere sono autorizzate a rilasciare non rappresentano assolutamente la totalità di quelle in circolazione. Di fatto, i rappresentanti di gruppi d'interesse che gravitano attorno al Palazzo federale sono molti di più:

- Vi sono innanzitutto i circa 300 accessi supplementari di cui, d'ufficio, possono usufruire gli ex parlamentari. Un esempio per tutti è quello di Gerold Bührer, ex consigliere nazionale ed ex presidente di partito, nonché attuale presidente di Economiesuisse, il quale gode di libero accesso al Palazzo federale.

- Vi sono poi i cantoni, ai quali, nel novembre del 2011 la Delegazione amministrativa ha deciso di accordare una tessera d'accesso supplementare benché i consiglieri agli Stati già fungano da "lobbisti dei cantoni".

- Seguono gli operatori degli organi d'informazione, ai quali sono state rilasciate complessivamente circa 640 tessere. Fra di essi non vi sono solo i rappresentanti di testate quali la "NZZ" e "Le Temps", ma anche numerose persone accreditate per organi d'informazione che difendono interessi particolari. Di fatto dunque anche numerosi giornalisti fungono da lobbisti.

- Innumerevoli sono infine le tessere rilasciate ai collaboratori dell'amministrazione.

In sintesi, sono dunque fino a 1700 i potenziali lobbisti che hanno accesso alle parti non pubbliche di Palazzo federale.

Non vi è ragione che così tanti lobbisti abbiano accesso ai corridoi di Palazzo. Basti pensare che molte organizzazioni e imprese spediscono in Parlamento gruppi di due, tre o più lobbisti: Auto-Schweiz, Dynamics Group, Farner Consulting, GastroSuisse, Migros, la Posta, SVS/BirdLife, Swisscleantech, il TCS, Unia, ATA (due lobbisti ciascuno); Unione svizzera degli imprenditori, Centre Patronal, Furrer.Hugi & Partner, Associazione svizzera dei proprietari immobiliari, SRG SSR, Travail.Suisse (tre ciascuno); Alliance Sud, Unione svizzera dei contadini, Economiesuisse, Unione sindacale svizzera, Pro Natura (cinque ciascuno); Unione svizzera delle arti e mestieri, WWF (sei ciascuno).

I parlamentari possono ottenere le informazioni di cui hanno bisogno cercandole in Internet o rivolgendosi ai rappresentanti dei gruppi d'interesse in qualsiasi momento e luogo; non è indispensabile che lo scambio di informazioni avvenga nella sala dei passi perduti o nelle anticamere dei due Consigli. Durante tutto l'anno, al di fuori delle tre settimane di sessione parlamentare per trimestre, come pure durante le colazioni, i pranzi e le cene, rimane sicuramente abbastanza tempo per curare questo tipo di contatti.

Un ulteriore vantaggio della riduzione del numero di lobbisti sarebbe la maggiore presenza dei parlamentari in aula. Va ricordato al riguardo che proprio di recente anche il Bundestag tedesco ha disposto regole più restrittive in materia di lobbismo, non da ultimo per ragioni di sicurezza.

Il lobbismo esasperato in Parlamento è da molti anni oggetto di dibattito ricorrente a livello politico-istituzionale, negli organi d'informazione e nell'opinione pubblica. Ora che la Delegazione amministrativa ha deciso di concedere tessere supplementari ai cantoni, la misura è colma. Si è infatti superato il limite di quanto necessario per garantire il buon funzionamento del Parlamento. Occorre dunque assolutamente rivedere in termini restrittivi la regolamentazione in vigore in materia di accessi.