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12.4071 · Postulato · 2012-12-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

In relazione alla lex Koller, all'iniziativa sulle abitazioni secondarie e alla legge sulla pianificazione del territorio, il Consiglio federale è pregato di chiarire, nell'ambito di un rapporto, le questioni seguenti:

1. Quali sarebbero i possibili effetti di un'abrogazione della lex Koller per i comuni la cui quota di abitazioni secondarie supera il 20 per cento?

2. Quali misure e strumenti in materia di pianificazione territoriale dovrebbero prevedere i comuni con una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento, affinché la lex Koller possa essere abrogata sul loro territorio?

Begründung

Oltre a una maggiore flessibilità nell'applicazione della lex Koller in merito alla ripartizione dei contingenti, va pure esaminato se e a quali condizioni, nell'ottica della pianificazione territoriale, la lex Koller può essere abrogata nei comuni che presentano una percentuale di abitazioni secondarie di oltre il 20 per cento.

La lex Koller, l'iniziativa sulle abitazioni secondarie e la legge sulla pianificazione del territorio sono in relazione tra di loro. Le diverse situazioni venutesi a creare nel nostro Paese mostrano che regole troppo rigide da applicare ovunque senza nessuna distinzione comportano risultati insoddisfacenti. I cantoni e i comuni sono già sotto pressione, nel senso che devono ripensare sostanzialmente la loro futura pianificazione territoriale, di conseguenza necessitano pure di una certa libertà d'azione al fine di poter continuare a reagire in modo mirato alle sfide locali e regionali.

La decisione popolare in merito alle abitazioni secondarie non lascia più molto margine di manovra ai comuni a carattere turistico. A maggior ragione questo margine va sfruttato in maniera più flessibile, perché può risultare determinante per evitare la partenza della popolazione indigena. In queste località non è più possibile fare delle distinzioni tra investitori locali e stranieri.

Bisogna fare in modo che chi è in grado di investire possa farlo e occorre investire in maniera sensata, nei limiti delle nuove condizioni generali.

Gli investitori diretti stranieri attivi nella costruzione di alloggi possono creare o mantenere posti di lavoro nella regione e rinvigorire l'offerta latente di residenze in affitto in diverse località turistiche. I comuni colpiti fortemente dall'iniziativa sulle abitazioni secondarie non possono lasciarsi sfuggire queste opportunità.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Le nuove disposizioni sulle abitazioni secondarie (art. 75b Cost.), accettate l'11 marzo 2012 da popolo e cantoni, limitano la creazione di nuove abitazioni secondarie nei comuni con una quota superiore al 20 per cento. Tuttavia, secondo l'ordinanza del 22 agosto 2012 sulle abitazioni secondarie (RS 702; in vigore dal 1° gennaio 2013), la costruzione di abitazioni secondarie sfruttate a scopi turistici qualificati oppure il cambiamento di destinazione delle strutture alberghiere in abitazioni secondarie sfruttate a scopi turistici qualificati rimangono possibili, anche nei comuni che presentano una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento. A titolo eccezionale e a determinate condizioni tali strutture possono cambiare destinazione ed essere trasformate anche in abitazioni secondarie non sfruttate a scopi turistici qualificati (art. 3 cpv. 3).

Abrogando la lex Koller, nei comuni con una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento, le persone residenti all'estero (siano esse persone fisiche, società a partecipazione totalmente estera con sede in Svizzera oppure con sede all'estero) potrebbero acquisire senza limitazioni terreni edificabili, alla stregua dei cittadini svizzeri.

Negli ultimi anni, l'interesse per investimenti nel settore immobiliare è nel complesso aumentato. Questa evoluzione si manifesta anche nelle regioni turistiche. Se la lex Koller venisse abrogata, ci sarebbe un ulteriore incremento della domanda in relazione alle abitazioni secondarie sfruttate a scopi turistici qualificati permesse dalla nuova ordinanza, alle abitazioni secondarie già esistenti prima dell'11 marzo 2012 e alle abitazioni primarie. Per quest'ultimo caso, in particolare, si registrerebbe una pressione indesiderata per il cambiamento di destinazione, con una conseguente impennata dei prezzi.

Il Consiglio federale si è già espresso sul fatto che per il momento non ritiene la questione dell'abrogazione della lex Koller di primaria importanza nei pareri alla mozione Amherd 11.3373, "Abrogare la legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero", e alla mozione della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale 12.3984, "Stralcio del progetto teso ad abrogare la lex Koller". Inoltre, il Collegio è del parere che le problematiche nelle regioni turistiche connesse alle nuove disposizioni costituzionali sulle abitazioni secondarie non debbano essere acuite con un'abrogazione parziale della lex Koller, per cui bisognerebbe poi prevedere misure d'accompagnamento. Infine, la lex Koller non limita investimenti stranieri in organizzazioni stabili, se queste adempiono i criteri di gestione delle abitazioni vigenti nel ramo alberghiero. La possibilità di creare, tramite investitori diretti stranieri, "letti caldi" e posti di lavoro nelle regioni turistiche esiste già oggi. Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale non ritiene opportuno abrogare parzialmente la lex Koller così come proposto dall'autrice del presente postulato. Per questi motivi, il Consiglio federale reputa pure superfluo procedere alla stesura di un rapporto specifico in tal senso.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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