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13.3144 · Interpellanza · 2013-03-20

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

1. Quali campagne d'informazione e quali azioni intende definire e attuare il Consiglio federale affinché l'applicazione del principio della gestione aziendale responsabile (Corporate Social Responsibility) da parte delle imprese svizzere nel Myanmar, in particolare il rispetto dell'obbligo di diligenza in relazione ai diritti dell'uomo e all'ambiente, non resti lettera morta?

2. L'Institute for Human Rights and Business (IHRB) ha previsto, in collaborazione con l'Institute for Human Rights danese e il British Council, di istituire un centro a Yangon. Il Consiglio federale ha previsto la partecipazione della Svizzera al progetto e, in caso affermativo, in quale forma?

Begründung

A seguito delle recenti riforme il Myanmar è giunto a un punto cruciale del suo sviluppo. Il potenziale è grande e altrettanto grande è l'interesse degli investitori tra cui anche numerose società svizzere. Nel contempo, il governo non dispone dei necessari strumenti per controllare gli investimenti esteri. Il quadro giuridico non si trova a uno stadio di elaborazione tale da poter garantire il rispetto dei diritti dell'uomo e degli standard lavorativi e ambientali internazionali. Per questo motivo, assume grande importanza la responsabilizzazione delle imprese. La responsabilità è però anche dei governi dei Paesi in cui hanno sede le società degli investitori. Questo obbligo di protezione (Duty to Protect) è contemplato nelle linee guida dell'ONU concernenti l'economia e i diritti dell'uomo (UN Guiding Principles on Business and Human Rights) di John Ruggie.

Durante un viaggio d'informazione per parlamentari ho avuto modo di constatare che l'ambasciata integrata di Svizzera a Yangon è sensibilizzata a queste tematiche ed è consapevole che uno sviluppo equo e sostenibile dipende dagli standard sociali nel settore economico e dalla vigilanza sugli stessi. Inoltre, la Svizzera incrementa l'importo dei suoi aiuti al Myanmar da 8 a 34 milioni di franchi. Questo importante lavoro, svolto in modo egregio, merita riconoscimento e sostegno.

Stellungnahme des Bundesrates

Dalla revoca delle sanzioni da parte di numerosi Stati, il Myanmar si sta trasformando in un polo attrattivo per gli investimenti. Il 9 maggio 2012, anche il Consiglio federale ha deciso di revocare le sanzioni nei confronti del Myanmar, ad eccezione dell'embargo sulle armi e sugli strumenti di repressione interna. In un futuro prossimo potranno così aumentare anche gli investimenti provenienti dalla Svizzera.

1. Dalle imprese svizzere il Consiglio federale si aspetta che in caso di attività commerciali all'estero si assumano le loro responsabilità nei confronti della società e dell'ambiente e di conseguenza non contribuiscano a violazioni dei diritti dell'uomo né promuovano conflitti, ma favoriscano piuttosto la crescita sostenibile dell'economia locale. Secondo il Consiglio federale, nei Paesi in cui lo Stato diritto è ancora in fase di consolidamento o vi è un forte rischio di conflitti, il dovere delle imprese va oltre il rispetto delle leggi locali. La Svizzera si adopera pertanto affinché le imprese svizzere si assumano le loro responsabilità, compreso l'obbligo di diligenza in relazione ai diritti dell'uomo nonché agli standard sociali e ambientali, sia in Myanmar sia negli altri Stati in cui operano. L'ambasciata di Svizzera in Myanmar ha così istituito una piattaforma informale volta ad assicurare contatti regolari con le imprese svizzere, nell'ambito della quale sottolinea - tra l'altro - l'importanza di uno sviluppo economico che rispetti i diritti dell'uomo nonché gli standard sociali e ambientali. Il 26 gennaio 2013, inoltre, il DEFR e il Ministero della pianificazione nazionale e dello sviluppo del Myanmar hanno firmato una dichiarazione d'intenti per l'avvio di un dialogo economico bilaterale, il cui obiettivo è di sostenere la transizione del Myanmar nonché favorire una crescita economica sostenibile e un accesso agevolato delle imprese svizzere ai mercati del Myanmar. La dichiarazione d'intenti menziona espressamente i diritti del lavoro, la responsabilità sociale delle imprese e la crescita economica sostenibile. La prima tornata di colloqui è prevista per la fine del 2013.

La Svizzera ha sostenuto attivamente l'elaborazione di documenti di riferimento in materia di CSR (Corporate Social Responsibility o responsabilità sociale d'impresa), come le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali o le linee guida dell'ONU per l'economia e i diritti dell'uomo. Essa ne promuove l'attuazione e sensibilizza le imprese svizzere su questi standard, ad esempio organizzando seminari con responsabili CSR presso imprese multinazionali.

Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi in Myanmar ed esamina possibilità di impegni pertinenti (cfr. anche risposta 2). Per favorire uno sviluppo sostenibile, la SECO sostiene programmi regionali o globali realizzati già oggi da organizzazioni multilaterali anche in Myanmar. Contemporaneamente la SECO esamina come attuare in futuro anche in Myanmar altri programmi regionali o globali sostenuti dalla Svizzera, come quelli dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) o dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO). In generale la Svizzera si sforza di indurre le organizzazioni multinazionali, come l'Organizzazione internazionale del lavoro, ad adottare una posizione costruttiva nei confronti del Myanmar.

2. Nell'ambito del suo programma in materia di politica di pace e dei diritti dell'uomo, la Svizzera sosterrà il previsto centro di competenze per un'economia responsabile in Myanmar, guidato dall'Institute for Human Rights and Business di Londra e dal Danish Institute for Human Rights. Le due organizzazioni collaboreranno strettamente con un partner locale, che entro il 2015 assumerà gradualmente la gestione del centro di competenze.

Risposta del Consiglio federale.